Il pensiero dei Papi sul Serra

Paolo VI (Udienza dell’11 ottobre 1975)

«Vorremmo spiegare anche agli altri che cosa sono i Club Serra. Sono associazioni di persone che appartengono alla società, laici che si occupano, come possono, delle vocazioni ecclesiastiche e aiutano quelli che sono chiamati a questa grande scelta a percorrere il cammino difficile.

… Noi Vi esprimiamo figli carissimi la gratitudine per tale delicato pensiero…

… Voi venite a rispondere al desiderio di Cristo».

Giovanni Paolo II (Udienza del 29 marzo 1980)

«Anome anche della Chiesa debbo dirvi il mio compiacimento, la mia stima, il mio incoraggiamento per le numerose iniziative a favore delle vocazioni. È veramente ammirevole che dei laici, profondamente convinti che la Chiesa e la società hanno bisogno di Sacerdoti perché hanno assoluto bisogno di Dio, pongano come finalità precipua del loro impegno di cristiani la preghiera assidua e l’azione operosa per la diffusione, lo sviluppo, la perseveranza, l’incremento, l’aiuto delle vocazioni.

… Non posso quindi non lodare il lavoro costante, paziente, capillare, che il vostro

Movimento compie ormai in tutto il mondo per illustrare e diffondere la bellezza, il valore e la dignità della vocazione sacerdotale nell’ambito del Popolo di Dio e per aiutare, altresì, tanti giovani a raggiungere serenamente il Sacerdozio».

Giovanni Paolo II (Udienza del 4 luglio 1983)

«Offrite ai Vescovi ogni assistenza possibile al fine di incoraggiare i giovani ad accettare la chiamata al servizio nel sacerdozio e nella vita religiosa, perché sono i Vescovi ad essere i primi ad essere chiamati a servire Dio e il suo popolo. E soprattutto non scoraggiatevi mai. … Esprimo la mia gioia per questo incontro con voi, e le mie felicitazioni per l’attività svolta dall’Associazione a favore delle vocazioni sacerdotali e religiose.

… La mia esortazione è che, con l’aiuto di Dio, sappiate proseguire coraggiosamente nella strada intrapresa, nella consapevolezza che il vostro impegno è oggi più che mai necessario per l’avvenire della Comunità ecclesiale e per la diffusione del Regno di Dio».

Giovanni Paolo II (dal discorso al Consiglio Direttivo di Serra International, ricevuto in udienza privata il 28 Febbraio 1991)

Caro Arcivescovo Mahony, miei fratelli e sorelle in Cristo,io sono veramente compiaciuto di incontrarvi nell’occasione della riunione del Board di Serra International. I miei speciali auguri vanno al vostro Consulente Episcopale ed al vostro Presidente Internazionale.Io prego il Buon Dio di benedire le decisioni che prenderete in questi giorni, così che il Serra possa allargare la crescita spirituale e perseverare nel suo importante scopo di sostenere le vocazioni al sacerdozio ed alla vita religiosa. La promozione di queste speciali vocazioni è infatti essenziale per la vita e la missione della Chiesa; Poiché è vero che tutti i battezzati hanno un ruolo da giocare nella salvezza del mondo, sono i Sacerdoti ordinati che rendono possibile la comunione sacerdotale della Chiesa attorno all’Eucarestia: «la sorgente ed il culmine della vita Cristiana» (Lumen Gentium II)…

… Un aumento delle vocazioni al sacerdozio ed alla vita religiosa è oggi reso necessario per rinforzare l’intera Chiesa in ciascuno dei suoi membri per la missione universale che Le è stata affidata, affinché tutti possano credere ed essere salvati. Questo è lavoro di Dio, non il nostro; noi siamo i suoi servi, lo strumento del suo progetto di amore.

In obbedienza al comando di Cristo noi «preghiamo il padrone della messe di inviare

operai nella messe» (Luca 10/2), perché noi riconosciamo che la partenza di ogni vocazione poggia in Dio e non in noi.

Da qui l’importanza della preghiera così seriamente promossa dal Serra, così che Dio benedica la Sua Chiesa con molti santi ed impegnati Sacerdoti e Religiosi.

Allo stesso tempo noi ci rendiamo conto che bisogna creare un ambiente nel quale la chiamata di Dio possa essere udita, capita ed accettata.

Nel creare l’idea e la necessità della vita sacerdotale e religiosa di fronte alla dispersione, all’abbandono ed alla indifferenza, la vostra Organizzazione prepara il terreno di semina per la piantagione del Buon Dio…

…Nel contesto della famiglia, della comunità locale, della parrocchia e della diocesi…

Noi dobbiamo avere fiducia che, comunque grandi siano le necessità della Chiesa, il

«Padrone della messe» non mancherà di ascoltare le nostre preghiere e di rendere fruttiferi i nostri sforzi, al Suo giusto momento nella Sua giusta via…

Giovanni Paolo II (In occasione della Convention di Genova del 6-7-95)

Cari Fratelli e Sorelle in Cristo,

1. – È un grande piacere per me salutarvi come membri del Serra International, e darvi il benvenuto a Roma a conclusione della vostra annuale Convention, che si è tenuta quest’anno a Genova. Sono particolarmente lieto di avere quest’occasione per esprimervi il mio apprezzamento ed incoraggiamento per l’importante lavoro che fate promuovendo vocazioni per la Chiesa.

2. – Una vocazione è un dono di Dio, un dono per la persona che la riceve ed anche per l’intera Chiesa (cfr. «Pastores dabo vobis n. 41»). Può essere paragonata ad un seme piantato nella parte più profonda dell’essere di una persona. Questo seme ha bisogno di essere innaffiato e coltivato in modo che possa svilupparsi e crescere. Se riceverà le attenzioni appropriate potrà giungere a piena maturità e portare molti frutti alla Chiesa ed al mondo. Il dono proviene da Dio; è Lui che pianta il seme.Ma la Chiesa ha la responsabilità di farlo crescere e di soddisfare alle sue necessità. Il Concilio Vaticano II ci ricorda molto chiaramente che «il dovere di sostenere le vocazioni incombe sull’intera Comunità cristiana»

(«Optatam totius n. 2») ed io ho sottolineato questo punto importante nella Esortazione postsinodale

«Pastores dabo vohis». Riferendomi alle vocazioni sacerdotali, ho scritto che «c’è un urgente bisogno, soprattutto oggi, di una diffusa e radicata convinzione per la quale tutti i membri della Chiesa, senza eccezione alcuna, hanno la grazia e la responsabilità di occuparsi di vocazioni» (n. 41). So che voi serrani condividete questa convinzione molto profondamente e che avete preso a cuore questa responsabilità con grande impegno.

Per mezzo di varie attività e programmi, con il vostro aiuto morale e materiale, e soprattutto con la vostra preghiera, date un importante contributo alla promozione delle vocazioni sacerdotali nella Chiesa. Vi chiedo di continuare a svolgere questo prezioso servizio e di informare gli altri di questo vitale compito!

3. – Cari amici: nelle vostre Chiese locali, sotto la direzione dei vostri Vescovi, voi lavorate a creare un ambiente che veramente incoraggia le vocazioni. Questo ambiente può essere inteso come una parte necessaria di quella «cultura della vita» della quale ho parlato nell’Enciclica «Evangelium vitae», in quanto presuppone e comprende una essenziale dimensione supernaturale… Perché «la vita che il Figlio di Dio è venuto a dare agli esseri umani non si può ridurre alla mera esistenza nel tempo» in quanto essa ci offre «una prospettiva che va oltre il tempo» perché essa è «vita eterna» (n. 37). Certamente il sacerdozio e la promozione delle vocazioni sacerdotali sono intimamente connessi con quella vita eterna, che è «la vita di Dio stesso» (ibid., n. 38). Questa verità circa la vita ci riempie di meraviglia e gratitudine e ci svela il nostro destino che è quello «dell’amicizia con Dio nella conoscenza e nell’amore» (ibid.).

Di conseguenza, questa cultura della vita mette l’umanità in contatto con il suo Creatore e con se stessa; aiuta la gente a riscoprire il grande valore della fede, della preghiera e della contemplazione; rende gli uomini e le donne capaci di riconoscere e sperimentare di nuovo il sublime operare dello Spirito Santo. Questa cultura rafforza la famiglia cristiana, «Chiesa domestica» che offre grandi prospettive per la nascita delle nuove vocazioni.

Essa aiuta le scuole e le comunità educative in generale a comprendere in modo corretto le dimensioni umana e divina delle vocazioni. Questa cultura ispirerà ogni fedele laico, ciascuno in accordo con la sua particolare condizione, ad inculcare in tutti – e specialmente nella gioventù – apprezzamento per la vocazione e la missione nella Chiesa.

4. – Come è nei vostri voti e come richiede il vostro apostolato, vi do assicurazione delle mie preghiere per voi e del vostro affidamento alle cure materne di Maria, Regina degli Apostoli, che rimane per sempre il modello perfetto per coloro che vogliono essere uniti al Suo Figlio nel Suo salvifico lavoro per tutta l’umanità.

Nell’amore di Cristo Redentore, vi impartisco la mia Benedizione Apostolica, che volentieri estendo ai vostri familiari ed a tutte le persone care a casa.

Giovanni Paolo II (dal messaggio del 29 aprile 1997)

…Dal 5 al 10 maggio 1997 si è tenuto a Roma il Congresso Continentale Europeo sulle vocazioni al Sacerdozio e alla Vita consacrata sul tema «Nuove vocazioni per una nuova Europa».

Il Congresso, organizzato dalla Pontificia Opera per le vocazioni Ecclesiali, ha visto anche la partecipazione attiva del Serra. Il Presidente del CNIS, Alfredo Brauzzi, è intervenuto con la relazione «Serra International nel mondo: sua estensione ed organizzazione».

Il Rappresentante del Serra presso la Santa Sede, Giuliano Rizzerio, ha parlato sul tema «Serra International al servizio delle vocazioni».

… omissis …

È la preghiera il segreto capace di garantire il rinascere della fiducia all’interno delle Comunità cristiane. È la preghiera il costante sostegno di quanti sono chiamati a servire la causa del Vangelo ed a promuovere la pastorale delle vocazioni in questi anni difficili, ma non privi di chiari segnali di una nuova primavera spirituale. La profezia del radicalismo evangelico è un dono che il Signore non lascerà mancare alla sua Chiesa alle soglie ormai del terzo millennio.

Giovanni Paolo II (in occasione del Giubileo serrano – San Pietro 7-12-2000)

Cari soci del «Serra International»!

1. Sono lieto di vivere con voi questo intenso momento spirituale, in occasione del vostro pellegrinaggio giubilare alle tombe degli Apostoli Pietro e Paolo.

Saluto Monsignor Justin Francis Rigali, Arcivescovo di Saint Louis, e lo ringrazio per le cordiali parole che mi ha rivolto a nome vostro. Estendo il mio saluto a tutti voi, che siete qui convenuti da varie nazioni.

Voi portate in questa celebrazione il segno spirituale che vi contraddistingue: mi riferisco alla percezione particolarmente viva dell’esistenza cristiana come «vocazione».

«Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi…» (Gv 15, 16): questa parola rivolta da

Cristo agli Apostoli si estende ad ogni battezzato. Dobbiamo averne consapevolezza gioiosa e grata. Venendo ad implorare la grazia giubilare, voi siete venuti appunto ad aprirvi con nuova disponibilità alla chiamata fondamentale ricevuta nel battesimo, rinnovando la scelta radicale di coerenza cristiana e di santità.

2. Al tempo stesso, questa chiamata vi spinge verso gli altri; è una chiamata essenzialmente “missionaria”, come voi avete appreso alla scuola del Beato Junipero Serra, il grande evangelizzatore della California. In particolare, ponendovi sulle sue orme avete fatta vostra l’ansia del cuore di Cristo: “La messe è molta, ma gli operai sono pochi” (Mt 9. 37; Lc 10. 2). Come non sentite tutta l’attualità e l’urgenza di questa parola? L’orizzonte della “Messe di Dio” è davvero sconfinato, soprattutto se guardiamo non solo alle esigenze pastorali interne alla Chiesa, ma anche all’immenso numero di persone ancora in attesa del primo annuncio del Vangelo. Nel complesso scenario del nostro tempo, all’inizio di un nuovo millennio, dobbiamo saper decifrare la richesta di senso – reale anche se a volta “muta” – che serpeggia nella società. C’è un bisogno inespresso di Cristo che sale dai giovani, dalla cultura, dalle stesse grandi “sfide” di ordine etico e sociale. Per venire incontro a questo bisogno, la Chiesa deve diventare tutta “ministeriale”, una comunità di annunciatori e testimoni, ricca di operai per la “messe di Dio”.

3. In realtà “gli operai” se li sceglie Dio stesso, il “Padrone della messe”, chiamando alle persone con una decisione sempre gratuita e sorprendente. E tuttavia, nel mistero dell’alleanza che egli ha stabilito con noi, siamo invitati a “cooperare” con la sua provvidenza utilizzando la grande forza da lui posta nelle nostre mani: la preghiera! È quello che Gesù ci ha chiesto: “Pregate il Padrone della messe perchè mandi operai nella sua messe!”.

Per questo, cari serrani, impegnati in modo speciale sul terreno delle vocazioni, non dimenticate mai che il vostro dev’essere innanzitutto un impegno di preghiera, un impegno costante, insistente, fiducioso. La preghiera muove il cuore di Dio, e pertanto è la grande “leva” per risolvere il problema vocazionale.Al tempo stesso, la preghiera per le vocazioni è una grande scuola di vita, come ho avuto modo di sottolineare recentemente: “Pregando per le vocazioni si impara a guardare con sapienza evangelica al mondo ed ai bisogni di vita e di salvezza d’ogni essere umano; si vive inoltre la carità e la compassione di Cristo verso l’umanità…..” (Messaggio per la XXXVIII Giornata Mondiale di Preghiera per le vocazioni, 14 settembre 2000, n. 6).

4. Accanto alla preghiera, la pastorale per le vocazioni richiede un impegno costante di sensibilizzazione e testimonianza, perché la chiamata di Dio trovi nelle persone pronto ascolto e generosa corrispondenza. E quanto voi cercate di fare dedicandovi alla diffusione di un’autentica cultura vocazionale.

È urgente che la comunità cristiana ne abbia sempre maggiore coscienza: il problema delle vocazioni rappresenta non solo una questione “organizzativa”, ma un’aspetto rilevante delle “mistero” ecclesiale. Nelle vocazioni, infatti, è in gioco il senso della Chiesa come Corpo di Cristo, plasmato e animato dallo Spirito con la ricchezza dei suoi doni. Ce lo ha ricordato il Concilio Vaticano II: “Nell’edificazione del Corpo di Cristo vige una varietà di membra e di funzioni. Uno è lo spirito, il quale distribuisce i suoi vari doni per l’utilità della Chiesa, a misura della sua ricchezza e delle necessità dei ministeri “(Lumen gentium, 7). In seno al Popolo di Dio ciascuno ha la sua “missione”. Le esigenze della “messe di Dio” sono tante, e c’è pertanto bisogno che cresca il senso ministeriale di tutti i membri del popolo di Dio. Significativi sono i doni e i compiti che riguardano l’animazione cristiana dell’ordine temporale, di cui sono investiti soprattutto i laici. Ma una rilevanza tutta loro rivestono i ministeri orientati alla guida e allo sviluppo della comunità ecclesiale, cioè quelli “ordinati”.

5. In questo quadro ecclesiale si colloca, cari serrani, il vostro impegno per la pastorale vocazionale. Dedicandovi ad essa, voi fate in modo che il problema delle vocazioni non rimanga un assillo dei soli Pastori, ma trovi riscontro nella sensibilità di tutti, coinvolgendo in particolare le famiglie e gli educatori. E questo è di vitale importanza.

Continuate a dare a tal fine il vostro contributo, in piena sintonia con i vostri Vescovi. Siate persone di comunione, ponendovi con affetto operoso accanto ai Sacerdoti. Venite incontro, con la carità che vi distingue, alle esigenze delle vocazioni povere. Il bene che da questo rifluisce sulla Chiesa sarà pegno di abbondanti doni celesti, che volentieri invoco su ciascuno di voi e sul vostro movimento per la materna intercessione di Maria,Vergine Immacolata. Con tali sentimenti, tutti di gran cuore vi benedico.

* * *

Benedetto XVI (il 4 novembre 2011 in occasione dell’apertura dell’Anno
Accademico delle Pontificie Università romane e per il 70° della
Istituzione della POVS cui il Serra International aderisce)
… Settant’anni or sono il Venerabile Pio XII, con il Motu proprio «Cum Nobis» (cfr. AAS
33 [1941], 479-481) istituiva la Pontificia Opera per le Vocazioni Sacerdotali, con gli
scopi di promuovere le vocazioni presbiterali, di diffondere la conoscenza della dignità e
della necessità del ministero ordinato e di incoraggiare la preghiera dei fedeli per ottenere
dal Signore numerosi e degni sacerdoti. In occasione di tale anniversario, questa sera
vorrei proporvi alcune riflessioni proprio sul ministero sacerdotale. Il Motu proprio
«Curry Nobis» rappresento l’inizio di un vasto movimento di iniziative di preghiera e di
attività pastorali. Fu una risposta chiara e generosa all’appello dei Signore: «La messe è
abbondante; ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il padrone della messe, perché
mandi operai nella sua messe» (Mt 9,37).. Dopo l’avvio della Pontificia Opera, altre se
ne svilupparono ovunque, tra queste vorrei ricordare il «Serra International», fondato da
alcuni imprenditori degli Stati Uniti e intitolato a Padre Junipero Serra, frate francescano
spagnolo, con lo scopo di incoraggiare e sostenere le vocazioni al sacerdozio ed assistere
economicamente i seminaristi. Ai membri del Serra, che ricordano il 60° anniversario
del riconoscimento della Santa Sede, rivolgo un cordiale pensiero. La Pontificia
Opera per le Vocazioni Sacerdotali fu istituita nella ricorrenza liturgica di San Carlo
Borromeo, venerato protettore dei Seminari. A Lui chiediamo anche in questa celebrazione
di intercedere per il risveglio, la buona formazione e la crescita delle vocazioni al
presbiterato.


Papa Pio XII tra il Cappellano eletto Don Luigi Noli e Padre Luigi Ferrari, promotore del Movimento Serra in Italia e un gruppo di serrani genovesi in udienza