Dalla contemplazione all’annuncio La testimonianza del laico nel mondo che cambia

LETTERA APERTA AI SERRANI DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO NAZIONALE ITALIANO

“Dalla contemplazione all’annuncio: La testimonianza del laico nel mondo che cambia”

Agli Amici serrani,
Carissimi, nell’intraprendere, con spirito di servizio, l’incarico di Presidente Nazionale del Serra , mi è gradita l’opportunità per un saluto fraterno e per sottolineare alcune idee fondamentali, certamente a voi ben note, per la nostra valida presenza nei Club.
Ognuno di noi ha accettato di entrare a far parte del “Serra”, mosso dal desiderio di vivere con maggior impegno la Fede cristiana e di essere utile, con la parola e la testimonianza , nel prezioso campo vocazionale della Chiesa Cattolica.
“Andate e predicate il Vangelo ad ogni creatura…..”, Gesù lo ha detto agli apostoli di ieri e di oggi, ma ogni battezzato sa che questo invito del Signore è rivolto anche a lui.
Il Vangelo tuttavia ci mette in guardia dal pericolo di credere che basti darci da fare, senza prima essere uomini e donne di preghiera, senza fare prima esperienza di contemplazione della parola di Dio, la sola capace di accendere in noi quel “fuoco”che Gesù è venuto a portare sulla terra (Lc 12,49) e che è compito nostro mantenere acceso perché non si riduca a fiammella fumigante.
Il Serra ci chiama ad essere uomini e donne di contemplazione per trovare nell’intimità con Dio la capacità di una non facile testimonianza nel mondo; la forza per affrontare e vincere le tante battaglie della vita; l’entusiasmo per non fermare il nostro cammino spirituale di fronte alle difficoltà, ed essere in grado di vivere fedelmente quell’alleanza che il Signore ha generosamente offerto a tutti.
L’amicizia con Dio condiziona e prepara l’amicizia con i fratelli, non sempre facile e spontanea, ma sempre animata da carità, sincerità, comprensione.
Il primato della contemplazione, il Signore ce lo ha insegnato nell’episodio di Marta e Maria e nella chiamata degli apostoli. Essi sono soprattutto chiamati a “stare con Lui”, cioè a vivere nella sua amicizia, ad ascoltare la sua parola, poi, soltanto dopo, sono mandati a predicare, a scacciare i demoni, a curare i malati .(Mc 3,14)
Solo con l’esperienza della contemplazione e dell’ascolto della parola di Dio, noi saremo capaci di vivere l’amicizia fraterna con quanti incontreremo nel nostro cammino.
Solo con questa esperienza potremo veramente comprendere il valore e la necessità del sacerdozio ministeriale nel popolo di Dio.
Sarà poi la nostra testimonianza cristiana a favorire il “clima” adatto perché le immancabili chiamate del Signore trovino generosa risposta anche nel cuore dei giovani del nostro tempo.
Sappiamo tutti quanto il “chiasso del mondo” (sintetizzando in questa frase tante voci), renda più difficile l’ascolto di una chiamata. E sappiamo altrettanto bene quanto l’esempio di una vita ispirata alla fede cristiana, possa esercitare in quanti ci osservano, un’attrattiva verso quei valori evangelici che non deludono e non tramontano, ed aprono ad una piena comunione con Dio.
Auguro a me e a voi di poter essere utili, con la grazia divina, alla missione della Chiesa, nell’ascolto e nella fedeltà del Signore Gesù.
Un particolare saluto e ringraziamento al nostro consulente episcopale, S. Em. il Cardinale Josè Saraiva Martins, che sempre ci è stato vicino e ci ha saputo consigliare offrendoci concrete indicazioni perché il nostro servizio sia sempre capace di rispondere alle aspettative in modo da avere un effettivo incremento delle vocazioni per tutta la Chiesa.

Torre del lago Puccini, 10 luglio 2008
Maria Madre delle vocazioni, prega per noi

Maria Gemma Sarteschi