“Pensare, sentire e fare” al Serra Club Sanremo 377.

ott 25th, 2017 | By | Category: Primo Piano

Papa Francesco è ricco di esempi concreti.

La scorsa serata, che il Serra Club Sanremo ha svolto nell’ambito del programma annuale, ha voluto far ammirare la concretezza del “pensare, sentire e fare……usando il linguaggio della mente, del cuore e delle mani…….per scoprire la propria vocazione”.

Siamo scesi nell’inferno della Sierra Leone accompagnati da una figura di medico che da anni si spende nel salvare e riaccompagnare a dimensioni più umane i bambini che laggiù vivono terribili esperienze.

“In Sierra Leone……”, ecco le sue parole “ operiamo da diversi anni in una realtà tra le più povere del mondo, con profonde ferite provocate da una lunga guerra civile e, più recentemente, da una grave epidemia da Ebola..”

Ma perché chiamato a “fare”? Perché ha “pensato e poi sentito”? ….

”Era da tempo” dice “che dentro di me stava maturando qualcosa ma non capivo. Durante un convegno di medicina ho avuto l’occasione di visitare un convento di Padri Saveriani ed al cospetto di uno di loro, questo mi disse: ti stavo aspettando….Lì ha inizio la mia risposta”.

Roberto Ravera, milanese, un laico che ha gettato l’ancora al di là del proprio orizzonte.

Il suo progetto, che attua con grandi difficoltà, vuole apportare un modello di intervento clinico – il Dr. Ravera ha esperienza di Primario di Psicologia Clinica e di insegnamento universitario – riabilitativo ed educativo nell’ambito della salute mentale dei minori. Opera con volontari e personale locale da lui formato, lavorando, in termini di cooperazione “sostenibile”, a percorsi in grado di funzionare in modo autonomo nel medio e breve termine.

“Abbiamo strutture di accoglienza, formazione e sanitarie, tutto realizzato con grande fatica. Operando in situazioni di emergenza anche improvvisando, talvolta. La nostra forza sta nel credere in noi sapendo che, se anche siamo una piccola goccia nel deserto, possiamo far nascere e rinascere una speranza; contiamo solo su chi ci aiuta, sugli amici, sulle persone sensibili che hanno visto e capito queste tragedie; siamo una piccola realtà che lavora direttamente, senza intermediari tanto meno finanziari. E laggiù neanche ci aspettiamo un grazie, non siamo andati per questo”.

Immagini scioccanti. Bambini e bambine che a dieci-dodici anni dimostrano molto, molto di più. Torturati sia fisicamente che psicologicamente. Condannati ad umiliazioni che neanche capiscono.

Continua Ravera: “da più anni attiviamo progetti di ricerca sul trauma emotivo dal punto di vista neurofisiologico in collaborazione con il Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Parma. Proprio per il nostro modo concreto e credibile di operare sul territorio, siamo chiamati a svolgere seminari formativi anche per le organizzazioni internazionali”.

FHM ITALIA onlus, questo oggi è il nome di chi pienamente ha risposto alla propria vocazione di laico per la vita.

Il cappellano, Don Claudio Fasulo, ci ha guidati in una breve riflessione finale.

 

Marco Crovara

 

 

 

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