Concorso scolastico nazionale anno sociale 2016 – 2017

lug 10th, 2017 | By | Category: Primo Piano

Il 21 maggio 2017, in concomitanza con il terzo Consiglio Nazionale del Serra, svoltosi a Roma presso la “Casa La Salle”, ha avuto luogo, la cerimonia della premiazione dei vincitori del Concorso Scolastico Nazionale dell’anno sociale 2016-2017.

Il concorso prevedeva due temi:

- per la Scuola di secondo grado: “Un’ecologia integrale è fatta anche di semplici gesti quotidiani, nei quali spezziamo la logica della violenza, dello sfruttamento, dell’egoismo. Viceversa il mondo del consumo esasperato è, al tempo stesso, il mondo del maltrattamento della vita in ogni sua forma” (Laudato sì, 230). Quale pensi che sia il tuo ruolo nella costruzione della “casa comune” evocata dall’Enciclica di Papa Francesco”.

- per la Scuola primaria e secondaria di primo grado: “Cura della casa comune”. Accogliere, ascoltare, accompagnare. Fai tue questa proposta di vita alla luce dell’invito di Papa Francesco”.

Due tracce ben calibrate, entrambe con il richiamo alla “casa comune” e a Papa Francesco con la sua esortazione a una conversione ecologica e alla cultura della “cura della casa comune”, come tratto fondamentale dell’esperienza cristiana per preservare il mondo in cui viviamo. Con l’Enciclica “Laudato sì”, infatti, il Santo Padre ha inaugurato un nuovo filone di vita per proteggere e preservare la “casa comune”.

Agli studenti il compito di interpretare questo appello del Papa nella prospettiva di mettere al centro “l’uomo che non dimentica di essere radicato nella vita”.

 

1. PARTECIPAZIONE

Sono stati 21 i Club Serra che hanno aderito al Concorso Scolastico Nazionale.

Sono stati, invece, ben 1.918 gli studenti, appartenenti a 105 Istituti scolastici, che hanno partecipato con racconti, disegni, opere artistiche, composizioni musicali, poesie e prodotti multimediali, video e cortometraggi.

Giovani entusiasti che, con i loro lavori, si sono presentati come la speranza del cambiamento, la molla per costruire il futuro, un futuro inteso come “casa comune”, per riportare la vita nel nostro pianeta, che abbiamo il dovere di rispettare e preservare per le generazioni future.

Lavori che sono veri e propri messaggi su come facilitare le nuove forme di convivenza, per ridare valore alla vita, nel segno della reciprocità e dell’accoglienza. Giovani che hanno iniziato a conoscere cosa è il Serra e a rendersi conto dell’importanza che il Serra attribuisce alle classi giovanili, sulle quali il Serra punta decisamente per il futuro, ma che rappresentano anche il futuro della Chiesa, e ai quali Papa Francesco ha dedicato il prossimo Sinodo, quel “Sinodo dei Giovani” che si svolgerà nell’ottobre 2018, quale bussola di un cammino di rinnovamento della pastorale vocazionale.

 

2. COMMISSIONE DI VALUTAZIONE

La Commissione preposta alla valutazione dei lavori presentati dai partecipanti al Concorso Scolastico Nazionale è stata così composta:

- Maria Rosaria Cacciabovi, Governatore del Distretto 171

- Maria Naef, socia del Serra Club di Grosseto

- Daniela Musumeci, Past Governatore del Distretto 71

- Maria Carla Serra, Responsabile della Commissione Vocazioni del Distretto 70

- Vera Pulvirenti, Segretaria del Serra Club di Acireale.

Coordinatore: Ernesto De Cesaris, Tesoriere del Serra Club di Grosseto.

Un compito gravoso, considerata la numerosa partecipazione dei concorrenti e la mole dei lavori da esaminare, che i componenti della Commissione di valutazione hanno assolto con grande senso di responsabilità, e ai quali va esteso un doveroso riconoscimento per la cura, l’attenzione e l’imparzialità con cui hanno ottemperato al loro incarico.

 

3. SALUTO DEL PRESIDENTE NAZIONALE, MANUEL COSTA

Solo poche parole per rivolgere a tutti i presenti un caloroso saluto, in particolare ai giovani presenti, oggi i veri protagonisti di questo evento.

Siete venuti anche da molto lontano e di questo vi ringrazio, insieme ai vostri genitori ed insegnanti.

Vi ringrazio anche per l’impegno che avete messo – voi e altri circa duemila ragazzi e ragazze di tutta Italia – nello sviluppare i temi proposti per questo Concorso intorno alla costruzione e alla cura della “casa comune”, seguendo l’invito di Papa Francesco, rendendolo vivo e attuale.

Tutti insieme avete reso vivo e attuale questo tema, aiutandoci anche a capire il “segreto” di come abitare questa immensa casa comune che è la nostra Terra; pensate, viviamo tutti sotto lo stesso tetto! Tra tutte le risposte che ci avete dato, una è emersa in modo particolare ed univoca: ci vuole il cuore!

Spesso si sente dire: “basterebbe che ognuno facesse la propria parte”. No, non basta, è necessario fare di più facendo qualcosa per gli altri, e per questo ci vuole il cuore!

Prima di lasciare la parola e dare il via alla premiazione, vorrei anche dirvi che in questa grande casa comune abitano anche i sacerdoti, i preti e le suore, anche loro con un ruolo molto importante al servizio degli altri, ma che spesso non sono rispettati o sono lasciati soli.

Anche a loro dobbiamo voler bene. Ed è questo che il Serra Club si propone di promuovere e di fare.

Un grande abbraccio a tutti e buona premiazione!

 

4. PREMIAZIONE

Sono stati nove i premi assegnati agli studenti o a gruppi di studenti, riconosciuti meritevoli nella cerimonia di premiazione, e questi i vincitori, le Scuole di appartenenza e le motivazioni della Commissione esaminatrice.

a)- Per la Scuola Primaria

-primo classificato: Classe IV Scuola Parentale Nomadelfia di Grosseto

Un lavoro di gruppo, costituito da un interessante video dove gli alunni hanno mostrato alcuni aspetti della loro vita di tutti i giorni.

Un approfondimento del tema, spontaneo e sincero, con un chiaro riferimento all’appello di Papa Francesco, quando invita ad accogliere, ascoltare, accompagnare.

Erano presenti nove alunni, che hanno servito anche la Santa Messa, attentamente seguiti da due insegnanti e dal Presidente della Comunità di Don Zeno di Nomadelfia, che ha ritirato il premio per l’intera classe

Sollecitati a intervenire, alcuni alunni non si sono sottratti a raccontare esperienze personali, seguite con grande interesse del pubblico.

Motivazione:

I bambini, con grande semplicità e freschezza, raccontano le loro esperienze di accoglienza, ascolto e accompagnamento, attraverso esempi concreti di fraterna vita quotidiana.

-secondo classificato: Classi V C del 2° Circolo “Garibaldi” – Plesso Aldo Moro di Altamura

Un lavoro di gruppo, costituito dalla figura di una piramide magistralmente costruita, che è stata visionata in tutti i suoi particolari, sia tramite video, che con le spiegazioni dell’alunno Pietro Zaccaria, unico partecipante in rappresentanza della classe che non è potuta intervenire per la concomitanza della gita scolastica annuale. L’alunno è stato accompagnato dalla mamma e dal papà Nicola, delegato a ritirare il premio per l’intera classe.

Motivazione:

La piramide simboleggia la cosa come luogo d’incontro. Le pareti a forma di A come: accogliere, ascoltare, accompagnare, indicano i criteri indispensabili per una vita migliore. All’interno un girotondo di tutto il mondo manifesta il messaggio di fraternità fra gli uomini come auspicato da Papa Francesco.

-terzo classificato: Classi V A e V B dell’Istituto Comprensivo “Gemelli” di Leporano e Gandoli (Taranto)

Un lavoro di gruppo, costituito da un libro a forma di mela che rappresenta il mondo come casa comune. La mela come simbolo di un frutto della natura, un frutto molto noto che piace ai bambini, che trasformandosi in libro ci aiuta a capire di più il significato della “casa comune” ricca di frutti altrettanto buoni e di amicizia.

Il premio è stato ritirato dalle due insegnanti accompagnatrici degli alunni presenti, Elena Nobile e Alessandra Dell’Anna

Motivazione:

Attraverso le pagine di una fantasiosa mela i bambini rappresentano il mondo come casa comune creata da Dio per gli esseri viventi, auspicandone la cura attraverso l’ascolto, l’accompagnamento e l’accoglienza, anche nella diversità come sicuro arricchimento della nostra vita.

b)- Per la Scuola Secondaria di Primo Grado

-primo classificato: Silvia Schiavo dell’Istituto Comprensivo “S. Maria del Paradiso” di Viterbo. Classe II A

Tema svolto: Una idea originale, che ha molto colpito durante la proiezione. Un cuore variamente colorato, circondato da accenni d’alberi con piccole foglie e con tante aperture, segni di vita e di accoglienza

Motivazione:

Silvia ha rappresentato la “casa comune” come un grande cuore pulsante: le finestre illuminate sono aperte all’accoglienza.

Un cuore che scende nella quotidianità per cogliere tutte le necessità, assorbirle e trasformarle, attraverso l’ascolto e l’accompagnamento, in autentica linfa vitale.

-secondo classificato: Alessandro Batini, II A della S. M. Statale “Bartolena” di Livorno

Tema svolto: Ciao. Mi chiamo Alessandro e ho 12 anni. Vivo a Livorno con la mia famiglia che è composta da mamma, papà e da mio fratello che è più piccolo di me.

A Livorno c’è il mare e posso fare tutto l’anno il mio sport preferito che è il windsurfing. Anche a mio fratello Tommaso piace il windsurf e insieme frequentiamo corsi di surf, però di diverso livello perché lui ha otto anni e ha cominciato dopo di me.

Per parlare di “cura della casa comune” penso a come si vive nella mia famiglia, la “mia casa comune” perché credo che se ci sono cura, rispetto, accoglienza e ascolto in famiglia ognuno ha la possibilità di fare propri questi valori e riportarli nella società. I miei genitori lavorano, mio padre tutto il giorno, mamma invece il pomeriggio spesso rimane a casa con noi. Qualche volta accompagno mamma al lavoro e l’aiuto con il computer perché mi intendo di internet e di programmi. Non capita che accompagni mio padre perché lui si sposta molto e spesso viaggia fuori città. I miei genitori però condividono le scelte che hanno fatto e si supportano nell’impegno lavorativo.

In casa sento parlare di progetti per il risparmio energetico da mio padre e la mia mamma lavora per sostenere le donne e i bambini che hanno subito violenza e maltrattamenti.

A me sembra che facciano lavori molto belli perché lo percepisco quando ne parlano e poi si aiutano l’uno con l’altra. Si danno consigli, si scambiano favori, collaborano anche a fare cose insieme. Questo è il metodo della mia famiglia per stare insieme e crescere. Nella mia famiglia quando c’è un problema ne parliamo insieme e tutti cerchiamo di dare un aiuto a chi ha più bisogno in quel momento. Inoltre in famiglia sento che i miei genitori accompagnano me e mio fratello nella crescita, ci aiutano a fare la lezione, condividono con noi i successi e ci consolano quando incontriamo qualche difficoltà o abbiamo dei problemi.

Anche l’accoglienza nella mia famiglia è un valore in cui si crede molto. La famiglia di origine della mia mamma è una famiglia “allargata”, quindi ho nonni, nonne, zii, cugini e cugine doppi. Tutti però siamo felici di stare insieme e sento che mi vogliono bene anche se non sono i miei nonni “veri”. Proprio come avviene in una famiglia, nella “casa comune” si vive insieme, ci si ascolta a vicenda, si condivide e si fa l’accoglienza di ciascun componente, rispettandosi reciprocamente e rispettando le differenze di ciascuno.

Mio padre e mio nonno sono ingegneri e sanno costruire bene le case, partono da una idea, fanno un progetto, scelgono il materiale e anche le persone che sanno costruire le fondamenta, i muri, il tetto e tutti gli impianti.

Secondo me, una “casa comune” si costruisce allo stesso modo. Ci vuole un progetto, persone preparate e motivate a lavorare insieme per il “bene comune”, poi però bisogna averne cura, si devono fare i “lavori di manutenzione” perché la casa comune nel tempo si mantenga bella e forte, la gente ci possa vivere dentro sentendosi protetta, stando insieme in armonia e rispettando la natura.

Oggi con Papa Francesco abbiamo cominciato a costruire insieme la “casa comune” del futuro.

Provo a immaginare come sarà e osservando con attenzione intravedo ciò che sarà. Penso che il cambiamento sarà continuo, l’umanità sarà molto ospitale, ogni persona vedrà rispettati i propri diritti e i propri spazi, il contatto con la natura sarà sempre più importante perché senza contatto con la natura non si potrà vivere bene e ci sarà più benessere e pace per tutti.

Credo, però, che per la realizzazione di una casa comune devono cambiare tantissime cose…..non ci deve più essere lo sfruttamento indiscriminato della natura, non ci deve essere più violenza e guerra tra le popolazioni, ci deve essere un rispetto condiviso di tutto e di tutti. Senza un vero cambiamento di mentalità, a partire da tutti, non sarà possibile realizzare una casa comune basata sul rispetto, l’accoglienza e la condivisione.

Solo il tempo sarà in grado di confermare come e quando questi cambiamenti diventeranno esperienza reale e quotidiana., ma di quel tempo io farò parte. Io ci sarò.

Motivazione: Alessandro illustra, attraverso la descrizione di momenti della sua quotidianità, l’importanza dell’accoglienza, dell’ascolto e dell’accompagnamento della vita in ogni sua forma.

Individua, prendendo spunto dalla sua famiglia, un progetto reale per la costruzione della “casa comune”.

Nota di accompagnamento: Una lettera di ringraziamento dei genitori di Alessandro Batini è giunta al Presidente Nazionale, Manuel Costa, dopo la cerimonia di premiazione. Una lettera molto significativa per il contenuto, che si riporta integralmente e che i genitori di Alessandro Batini hanno autorizzato alla pubblicazione.

Salve, siamo i genitori di Alessandro Batini, classificatosi al secondo posto del Concorso (per le scuole secondarie di primo grado) di cui all’oggetto.

Desideriamo ringraziare la Vostra Organizzazione per l’ottima accoglienza, la gentilezza e l’ospitalità che tutti i membri del Club hanno espresso nei nostri confronti in occasione della cerimonia di premiazione.

Ringraziamo, quindi, il Vostro Presidente, tutti i serrani presenti ed in particolare la Prof.ssa Musumeci e il marito Dott. Alessandro Bassi Luciani che si sono adoperati durante tutto il nostro soggiorno per “farci sentire a casa”.

Come abbiamo avuto occasione di spiegare durante il fine settimana, vedere un bambino dislessico arrivare ad essere premiato per un tema, costituisce motivo di grande soddisfazione per l’impegno profuso, sia dal bambino stesso sia da noi genitori, per affrontare, nel migliore dei modi, la problematica e ci fornisce un grande stimolo per proseguire in questa direzione. Che dire di più? Grazie!

Vi prego di voler inoltrare questa nostra a tutti i serrani presenti ed in particolare alle persone sopra citate.

Vi ringrazio ancora. Buona serata.

Ing. Francesco Batini

-terzo classificato: Classe II B dell’Istituto Comprensivo “Canelli” di Acqui Terme.

Un lavoro di gruppo, costituito da un video, nel quale gli studenti interpretano, in modo del tutto inedito, il Cantico di San Francesco sotto forma di una canzone. Il premio è stato ritirato, per tutta la classe, da Martina Montanaro, accompagnata da una insegnante, che ha spiegato il motivo per cui è stato scelto questo modo di rappresentare il tema.

Motivazione

Con originalità ed immediatezza i ragazzi ripropongono il Cantico di San Francesco, evidenziando, in forme diverse, l’attualità del messaggio evangelico

c)- Per la Scuola Secondaria di Secondo Grado

-primo classificato: Classi II A e II C – I.T.S.C.G. “Guido Monaco” di Pomposa.

Un lavoro di gruppo realizzato dalle classi “ II A CAT (Costruzioni, Ambiente e Territorio) e II C IT (Informatica Telecomunicazioni), coordinate dalla Prof.ssa Daniela Cavallari.

Il lavoro è consistito in un breve filmato che associa immagini prese dalla vita quotidiana a brevi frasi tratte dall’Enciclica papale con una scelta di forte impatto emozionale del commento sonoro.

Con questo video si è cercato, in primo luogo, di comprendere il concetto di “ecologia integrale”, passando poi a considerare alcune provocazioni come “cosa possiamo fare noi?”, “consumo consapevole” e “cultura dello scarto”.

Hanno ritirato il premio, consegnato dal Presidente Nazionale, Manuel Costa, il rappresentante della classe II A CAT, Lorenzo Radatti, e le rappresentanti della classe II C IT, Sofia Cazzola e Michela Mangolini, unitamente alla loro Prof.ssa Daniela Cavallari.

Motivazione:

Questo lavoro verrà commentato utilizzando le ottime didascalie scelte dai ragazzi.

Il video sapientemente realizzato, riesce a suscitare ampie riflessioni ed emozioni profonde, sottolineando che: “Per un’ecologia integrata tutto nel mondo è intimamente connesso”.Infatti l’inquinamento dell’ambiente va di pari passo con l’inquinamento del pensiero.

“La cultura dello scarto favorisce tanto gli esseri umani che le cose”.

Tuttavia “l’uomo è ancora capace di intervenire positivamente con gesti di generosità, solidarietà e cura”.

Ricordando che “ciascuno di noi è voluto, è amato, è necessario”, si conclude che “tutto è in relazione: natura, fraternità, giudizio, fedeltà”.

-secondo classificato: Marcos Modoni, Classe II del Liceo Scientifico “Cardinal Ragonesi” di Viterbo.

Tema svolto:“L’amore non è amato”.

Voglio cominciare così, con questa frase che frate Francesco d’Assisi pronunciò piangendo mentre si trovava presso La Verna. Questo è ciò che Francesco pronunciava, mentre il suo fedele frate Leone cercava invano di consolarlo. Francesco però non rispondeva, anzi continuava a ripetere quella frase come un lamento, perché riteneva che Amare non è mai abbastanza. Sì, amare non è mai abbastanza, perché vi è sempre la necessità di andare oltre. Io ritengo, però, che, più che necessità, dovrebbe essere un’”esigenza” di ciascuno di noi, di ciascun individuo che vive, concretizzando questo amore attraverso le proprie azioni quotidiane. Se solo l’umanità comprendesse questo grido di dolore! Solo una coscienza viva è in grado di ascoltare questo grido.

Quante volte non abbiamo amato il barbone di strada? Quante volte non abbiamo addirittura amato le persone che ci amano? “L’amore non è amato” è il grido della creazione che soffre a causa della distruzione e del deterioramento inarrestabile che tutti noi attuiamo. Siamo tutti responsabili!

Il rispetto dell’ecologia non potrà mai essere attuato se non s’impianterà l’embrione dell’ecologia del nostro cuore, affinché si sviluppi e cresca pian piano e bene, solo perché da noi curato e rispettato con profondo amore. Ritengo assolutamente necessaria, perché propedeutica, un’ecologia del nostro cuore, perché, se è questa a mancare, non potrà essere protetta la nostra casa comune. Solo un’ecologia del cuore potrà essere la principale garante di una cultura dell’ecologia della natura. Stabilire infatti relazioni ariose, pulite, armoniose e vere sarà l’unico strumento valido, perché concatenato con il rispetto della natura. Educare l’uomo significa, quindi, educarlo alla razionalità sana, autentica, che lo renda completo e coerente in tutte le sue dimensioni; ciò per evitare che egli diventi come un vigneto ridotto ad una selva.

Abbiamo bisogno, quindi, di essere individui responsabili; educando proprio al connubio tra la libertà e la responsabilità. Mi chiedo ora chi sia il destinatario di questo progetto educativo. Sono solo i bambini, gli adolescenti, i giovani oppure anche gli adulti? Anche coloro che educano vanno educati? Io ritengo che tanto i giovani quanto gli adulti siano, in un certo senso, educandi, ovviamente i giovani in misura maggiore.

Siamo in molti ad abitare la nostra casa comune è c’è purtroppo chi rispetta e chi invece sfrutta l’ambiente e lo degrada. La natura è bistrattata, dilaniata, spesso ad opera di multinazionali che ne fanno uno scempio ai fini di una speculazione oltre ogni senso. Vengono, senza scrupoli, sprecate le sue immense, ma non per questo, inesauribili risorse nell’oggi, dilapidandole assurdamente per il domani. A volte sembra quasi che si sia ingaggiata una sfida all’arma bianca tra uomo e natura. Quest’ultima viene portata fino agli estremi della sopportabilità ma, a volte, come un boomerang, dà sussulti di ribellione. Penso che l’agire irresponsabile dell’uomo nei confronti della natura sia sempre perdente. Pensiamo un momento all’immane problema dei gas serra, delle polveri sottili, dello smog, degli inquinamenti vari, delle discariche incustodite, delle deforestazioni, dei residui industriali. Tutto ciò è l’immagine di uno scandaloso scempio ad opera dell’uomo, quando invece il suo nobilissimo compito dovrebbe essere quello di prendere dalla natura soltanto ciò che gli è necessario ed utile per una dignitosa esistenza. Governare la natura deve avere come principale scopo quello di entrare in empatia con essa, imparare a conoscere le sue potenzialità, facendosene però anche carico, perché spetta a noi fare in modo che essa possa dare il meglio di sé. Questo è il minimo che ci compete come dovere, anche se dovrebbe essere piuttosto il bramoso desiderio di esprimersi da parte del nostro cuore, un cuore che vive

Che cos’è in fondo il Creato se non un dono gratuito del Nostro Signore? Perché non cerchiamo quindi di donare anche noi un qualcosa di nostro, del nostro animo intendo.

Il rispetto del Creato si realizzerà proprio nel momento in cui l’uomo imparerà ad avere cura del proprio animo, non permettendo né a cupidigia né ad egoismo di esporlo al serio rischio di contaminazione inesorabile ed alla fine tristemente inevitabile.

Motivazione:

Partendo dall’espressione francescana “L’amore non è amato”, Marcos esamina i vari aspetti della Creazione che soffre a causa dell’uomo.

Soltanto un’ecologia del cuore potrà stabilire relazioni valide ed una cultura adeguata alla costruzione di una “casa comune” come dono gratuito del Nostro Signore.

-terzo classificato: Michael Bianchini, Scuola Familiare di Nomadelfia di Grosseto. Classe IV Liceo delle Scienze Umane.

Tema svolto: Dall’inizio dei tempi la terra ha accolto sempre più forme di vita: vegetali, animali e infine umane.

Nel corso dei millenni ha poi continuato a produrre instancabilmente alimenti per ogni specie esistente, donando non solo nutrimento ma anche protezione e un luogo dove abitare. Negli ultimi decenni, parallelamente allo sviluppo della tecnologia, è aumentata da parte dell’uomo la tendenza a “consumare” e a sfruttare irrazionalmente le risorse disponibili. In questo modo, migliorando il suo stile di vita, l’essere umano è caduto preda della frenesia di possedere sempre di più, creando falsi bisogni e confondendo il futile con l’indispensabile e, purtroppo, in molti casi con l’aumento della domanda di consumo diminuisce la capacità di conservare ciò che abbiamo: non a caso la nostra è chiamata la società “usa e getta”. Intorno a questo problema sono esplose tesi e diatribe circa l’urgenza del creare consapevolezza del negativo evolversi della situazione.

Quel che più fa soffrire però è che tale atteggiamento per lo più si limita soltanto alle risorse ambientali mentre dovrebbe coinvolgere anche l’essere umano, considerato soltanto un “grumo di cellule” quando è ancora nel grembo materno, e non persona, di conseguenza soggetto alla scelta di poter essere accolto o meno, sfruttato o mortificato. Quando si parla di Ecologia è quindi istintivo pensare a mari inquinati, foreste che bruciano e buchi nell’ozono perché sono queste le cose per le quali è di moda protestare e mentre si protesta alcuni noti personaggi arrivano perfino ad individuare nella crescita della specie umana la più grave minaccia per il Pianeta.

Un uomo invece che si batte sul fronte di una ecologia integrale è Papa Francesco, il quale considera l’ecologia umana non separabile da quella ambientale e parla di “cultura dello scarto” anche per gli esseri umani – soprattutto i più indifesi, bambini e anziani – e in poche e semplici parole ha chiarito che quanto più ci abbandoneremo al nostro egoismo e logica di padroni, tanto più il pianeta in cui viviamo farà fatica ad accontentarci ed a diventare invece casa comune per tutti, come ci fu donato in origine. E’ proprio questa “cultura dello scarto”, secondo Francesco, che ci rende sensibili a qualunque spreco e alle persone che ne sono vittime.

L’abbrutimento del comportamento umano nei confronti del pianeta non deve però farci dimenticare le opere derivanti dall’intervento umano che, guidato dall’interesse comune, ha reso abitabile o comunque migliorato e arricchito l’ambiente e di conseguenza la vita dell’uomo.

Considerando tutto questo, possiamo concludere che, se vivessimo tutti in giusta misura, potremmo giungere ad avere per noi una “casa comune”, cioè una condizione economica, ambientale e di relazione che possa soddisfare le esigenze di tutti.

Nella consapevolezza di dovere conservare tutto quanto a coloro che verranno dopo di noi e cioè i nostri figli.

Motivazione:

Michael presenta un’interessante e pertinente interpretazione del concetto di ecologia integrale esposta da Papa Francesco.

Analizza, in maniera completa. Ogni aspetto della Creazione come “casa comune” per l’uomo di oggi e per quelli che verranno.

 

5. UN BREVE COMMENTO

E’ poca cosa dire che abbiamo assistito a qualcosa di straordinario: giovani emozionati, ma motivati e responsabili, capaci di diventare protagonisti di fronte a una platea che ha potuto soltanto prendere atto dell’entusiasmo che li accomuna nel loro percorso di studi, percorso indispensabile per potere entrare responsabilmente nella società.

Una giornata davvero indimenticabile, di alti valori umani e di grande crescita culturale, che ci invita a riflettere sui nostri doveri di serrani nei confronti dei giovani.

Cosimo Lasorsa

 

 

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