Attendendo la Settimana Santa

apr 3rd, 2017 | By | Category: Primo Piano

In attesa della Settimana Santa incontro con la Confraternita dell’Addolorata e di San Domenico

I Riti della Settimana Santa sono a Taranto un percorso che inizia con la Quaresima a cui partecipano tutti i tarantini. Le grandi struggenti processioni che riempiono le giornate del Giovedì e del Venerdì Santo sono un momento comune di fede e di preghiera. Sono i nostri riti, una ricchezza della nostra terra, realtà e segno di una tradizione che esprime la fede profonda della nostra gente.

i confratelli dell'Addolorata

A.D.1670. Storia, riti ed opere della Confraternita della Santissima Addolorata e di San Domenico, è stato un momento di preparazione che tre associazioni cattoliche: il Serra Club guidato da Mariangela Tarantino, l’Associazione Maestri Cattolici, presidente M.Antonietta Spinelli, e Amic.A presidente Gabriella Ressa, hanno creato nel suggestivo Oratorio della chiesa di San Domenico. Vi si giunge per una scaletta a chiocciola ricavata nelle spesse mura del convento, e come per incanto si apre con un soffitto luminoso e chiaro. Lungo le pareti pesanti armadi conservano le mozzette nere con il friso bianco dei confratelli. Un nucleo storico risale al 1670, via via si è rinnovato. Le mozzette sono il segno distintivo, colore, medaglione, un corredo che si trasmette di generazione in generazione insieme agli altri simboli portati in processione e così cari al cuore dei tarantini. La troccola che richiama tra i vicoli gli uomini alla preghiera ed al pellegrinaggio. E poi la Croce con i simboli, le ‘pesare’, il bastoncino … ma, forse la vera scoperta per tutti i presenti, sono stati i due bussolotti bianchi e neri per raccogliere le pietre ieri, le schede oggi, durante le votazioni.

la folla che segue la peregrinatio

“Una realtà che diventa segno ed un segno che diventa realtà”. Il brevissimo inciso di mons. Marco Morrone, Padre spirituale della Confraternita, racchiude la storia e la vita dell’antichissima congrega che conta oggi circa 1.300 fra confratelli e consorelle. Una storia iniziata nel 1670 per volontà dei padri Domenicani che abitavano l’antico convento. All’inizio il titolo ricordava solo San Domenico e la sua straordinaria devozione alla Vergine, solo nel XVIII secolo, quando Padre spirituale della Congrega fu eletto Padre Francesco Cosa, che portò in dono al sodalizio una splendida statua in legno della Vergine, al titolo fu aggiunto quello della Santissima Addolorata. La ‘peregrinatio’ della Vergine Addolorata per le vie di Taranto iniziò allora. Un rito che coinvolge non solo i confratelli, ma tutti i tarantini perché assistere alle processioni della Settimana Santa è segno di un legame forte con la nostra tradizione . Un legame che si radica nelle immagini dei perdoni guardati con stupore nell’infanzia, che cresce nella consapevolezza dell’attenzione e della fede, che diventa più forte con l’amore e con la preghiera.

La realtà della Confraternita è stata spiegata dal Priore Raffaele Vecchi. Storia, riti, opere, in un excursus rapido ed intenso che il pubblico ha vissuto con partecipazione ed emozione. Vivere l’esperienza della processione è una straordinaria testimonianza di fede. Solo i confratelli possono sapere fino in fondo la fatica, il silenzio, il freddo e la preghiera che aiuta ed esalta a quella Madre così vicina ai problemi e agli affanni di ciascuno. Dalla mezzanotte del Giovedì Santo fino al primo pomeriggio del Venerdì la folla stringe la lunga teoria di mozzette bianche e nere, le accompagna e le sostiene, le torce accese seguono la statua e le bande sottolineano l’incedere lentissimo, la ‘nazzicata’ che culla il dolore e lo sfinimento.

Della nazzicata c’è uno scatto prezioso che la fotografa Rosa Colacoci ha fissato nel 2013. Un piede scalzo che si solleva quasi di scatto, forse per una ferita o una puntura. Donato a Papa Francesco in un incontro quasi casuale del giugno 2015 sabato è stato consegnato alla Confraternita. Un modo insolito per individuare quel passo lento e cadenzato che è una delle caratteristiche salienti delle nostre processioni.

 Maria Silvestrini

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