Quando l’arte illumina lo spirito

ago 11th, 2014 | By | Category: Cultura

È il motto del Luma, il Museo d’Arte dei Gesuiti dell’Illinois

La storia dell’evangelizzazione in Nord America, nello specifico del Midwest con i missionari provenienti da St. Louis, il lento, ma deciso, costituirsi della comunità cristiana attorno al nucleo dei religiosi, il suo ruolo vitale svolto negli ultimi due secoli all’interno dell’arcidiocesi soprattutto nella promozione culturale delle giovani generazioni: è un racconto suggestivo e appassionato quello che si scopre in queste settimane varcando la soglia del Luma, il Museum of Art della Loyola University di Chicago.

Il Card. George

Sorto, quasi in sordina, nel 2005 per la necessità di reperire una collocazione adeguata alla “Collezione” di Martin D’Arcy sj – una ricca serie di opere e oggetti sacri medievali, rinascimentali e barocchi in precedenza conservati presso la sede principale dell’Università, la più grande tra le istituzioni dei Gesuiti negli Stati Uniti fondata nel 1870 – il Museo ha ricevuto un rinnovato impulso quest’anno in occasione del bicentenario della ricostituzione della Compagnia di Gesù, con nuovi allestimenti e una nutrita serie di mostre temporanee in programma per i prossimi mesi.

Il Luma – che ha sede nella centralissima Michigan Avenue all’altezza della Water Tower – offre fino al 19 ottobre la mostra “Crossing and Dwellings. Restored Jesuits 1814-2014”, l’avventura dei religiosi e delle religiose che nel XIX secolo giunsero fin qui allargando le frontiere verso ovest e porsi al servizio delle popolazioni locali.

Accanto agli oggetti sacri e alle opere d’arte della collezione permanente (splendide icone russe, antichi breviari e messali, quadri che portano anche la firma di Bellini, Guercino, Tintoretto), una collezione in continua espansione per numerose donazioni, il visitatore ha l’opportunità di conoscere la storia della comunità locale dei Gesuiti che tanto ha dato e ancora dà alla terza metropoli degli States. Senza dimenticare che la Diocesi – che attende per le prossime settimane la nomina del nuovo arcivescovo, avendo raggiunto i 75 anni l’attuale cardinale George – è spiritualmente legata al nostro paese per via dell’impronta indelebile lasciata nella seconda metà del ‘900 dal cardinale Bernardin figlio di emigranti italiani, originari dalle montagne del Primiero in Trentino.

Così tra le sale dai modernissimi exhibit il racconto dell’arrivo dei primi religiosi nel 1837, la presentazione della figura di Arnold Damen, gesuita di origine olandese proveniente da St. Louis e la fondazione della Holy Family Parish, solo il primo tassello di un grande mosaico di istituzioni, di cui molte a carattere educativo, che culminarono con il St. Ignatius College (fortunosamente scampato al terribile incendio che nel 1871 distrusse quasi l’intera città). E nel 1867 la chiamata delle Sisters of Charity of Blessed Virgin (Bvm) che educarono nei decenni successivi migliaia di giovani donne in particolare nella St Mary High School for Young Women, nota come il Mundelein College (con un cenno riconoscente a Justitia Coffey 1875-1947, la religiosa di origine irlandese che ha traghettato l’istituzione nel periodo dei due conflitti mondiali).

E sempre all’insegna del motto del Luma, “L’arte illumina lo spirito”, per il prossimo autunno (4 novembre 2014-4 gennaio 2015) è annunciata la mostra “Art and Faith of the Crèche”: la storia della Sacra Famiglia con opere sulla Natività e Gesù Bambino provenienti da ogni parte del mondo, dall’Armenia allo Zimbabwe, generoso dono della famiglia Govan.

 

MARIA TERESA PONTARA PEDERIVA

 

fonte lastampa

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