Misericordia, giustizia e annunzio: tre uomini al servizio della Chiesa

lug 25th, 2014 | By | Category: Mondo Cattolico

Una lettura alla luce di due testimoni p. Mario Vergara e don Peppe Diana, ex- alunni del Nostro Seminario e la testimonianza concreta e attuale del papa gesuita. 102 anni di vita. Sono forse un po’ troppi. Forse no. 102 anni di impegno per la causa del Regno: sull’ameno colle di Posillipo sotto la guida dei figli di Sant’Ignazio per la formazione degli operai del Vangelo.

Non sempre anni facili, non sempre tutto liscio ma con una convinzione: è Lui che ci ha guidati, guida tutt’ora sicuri che guiderà ancora. Immagino il seminario come un grande grattacielo, ogni anno un piano fino al 102esimo. Ogni anno una nuova costruzione, un nuovo piano. Viene proprio da pensare e da dire: nani sulle spalle di giganti. Sì, uomini che hanno speso e spendono la loro vita per un disegno: costruire partendo dalla città degli uomini quella del cielo. Nulla di speciale, niente di esagerato: ordinarietà nella vita quotidiana, essere sale per dare sapore ed essere luce per illuminare. O meglio il seminario come una grande costruzione dove ognuno è parte attiva per il buon esito. Basi, fondamenta, colonne portanti; suppellettili e arredi vari, unica e grande particolarità: lo Spirito di Dio che fa da unione.

Dando uno sguardo agli avvenimenti ecclesiali che hanno caratterizzato la vita della nostra Chiesa, l’occhio non può che cadere su tre date: il 13 marzo, primo anno di Pontificato di Papa Francesco, figlio di Sant’Ignazio, il 19 marzo, ventesimo anniversario dalla morte di don Giuseppe Diana ex-alunno negli anni 80 del nostro Pontificio Seminario e il 24 maggio la beatificazione di Padre Mario Vergara, missionario del PIME ed anche’egli ex-alunno negli anni 30 del secolo scorso. Tre date per tre uomini con un’unica missione: testimonianza e servizio nella e per la Chiesa di Cristo.

Il primo venuto dalla fine del mondo sulla cattedra di Pietro. Un anno di semplicità ma pieno di novità. Tanti quotidiani, molte riviste, notiziari, pagine web e servizi televisivi hanno riempito la nostra informazione ma anche con tanta disinformazione. La nostra lettura non vuole supplire il tanto già detto e ridetto ma rievocare solamente alcuni significativi momenti ecclesiali: messa di inizio del ministero petrino del Vescovo di Roma, la celebrazione della Messa del

Giovedì Santo in Cœna Domini nell’Istituto Penale per Minori di Casal del Marmo a Roma, l’istituzione del Consiglio degli Otto Cardinali per studiare una riforma della Curia Romana troppo spesso definita come una Corte, la visita all’Isola di Lampedusa, la pubblicazione della sua prima enciclica Lumen fidei scritta a “quattro mani” con il papa emerito Benedetto XVI sull’importanza della fede nella vita cristiana, la GMG in Brasile con i circa 2 milioni di giovani, la Veglia di preghiera per la pace, gli eventi dell’Anno della fede con la sua conclusione, l’esortazione apostolica Evangelii gaudium sulla necessità vitale della Chiesa di essere una “chiesa in uscita” nelle periferie esistenziali e la programmazione dei prossimi due sinodi, uno straordinario e uno ordinario sulla questione della famiglia. Da notare il filo rosso che accompagna l’attività apostolica di Pietro: essere faro di semplicità, di tenerezza e di misericordia. Una Chiesa che, esperta di umanità, cammina a fianco dell’uomo, si fa partecipe delle gioie e delle speranze, delle tristezze e delle angosce, che si incammina per accompagnare ogni uomo allo sviluppo integrale, a farsi promotrice di speranza e di dignità li dove manca. Una Chiesa che osa; che si fa carne nelle ferite più profonde e doloranti. Una Chiesa che si rallegra perché l’uomo gioisce.

Il secondo: Don Giuseppe Diana. Un presbitero della Chiesa particolare di Aversa ucciso nel giorno del suo onomastico mentre si accingeva a celebrare l’Eucarestia. Varie iniziative locali hanno testimoniato che ci sono Venti di speranza e Venti di cambiamento. Una Chiesa che annunzia la buona notizia di Cristo, che diviene promotrice di speranza in una terra martoriata. Una Chiesa che per amore del suo popolo denuncia le ingiustizie, le illegalità, i soprusi. Non una conclusione sono stati l’impegno di don Peppe Diana, le sue denuncie, la morte stessa, ma un inizio, un nuovo inizio di rinascita e servizio per il bene comune.

Il terzo, infine, padre Mario Vergara definito il missionario ribelle, figlio della Chiesa aversana ed ex-alunno del Seminario. E proprio nel nostro Seminario ha maturato la sua vocazione missionaria. Già da giovane seminarista membro attivo del gruppo di animazione missionaria, e insieme al beato Giustino Maria Russolillo, fondatore dei Padri Vocazionisti e nostro ilustre ex-alunno, padre Mario ha reso particolare e speciale il nostro amato seminario. Due uomini di Dio: un promotore di vocazioni e un missionario del Vangelo. Lo scorso 9 dicembre 2013 la Congregazione per le Cause dei Santi ha approvato la promulgazione del decreto per il martirio e nella Chiesa Cattedrale di Aversa il 24 maggio è stato iscritto nell’Albo dei Beati durante la celebrazione Eucaristica presieduta dal Card. Amato. Un evento che ha visto l’intera nostra comunità del Seminario partecipare al solenne rito per esultare e lodare Dio per il dono di un suo figlio agli onori degli altari.

Tre uomini di Dio, due già nella gloria della Gerusalemme celeste e il papa Francesco a capo della Chiesa di Cristo. Due testimoni dell’amore gratuito e incondizionato fino all’effusione del sangue, e il pellegrino arrivato dalla Chiesa dei poveri dell’America Latina.

Sorge spontanea la domanda: ” A noi cosa insegnano questi testimoni? La risposta non dovrebbe essere né semplicistica né tutt’al più banale. La risposta potrà essere raccolta nel nostro vivere quotidiano da uomini al servizio del Vangelo, da buoni operai della messe. Non una risposta affrettata, ma carica di misericordia, di giustizia e di impegno per l’annunzio della buona novella. È una sfida? Combattiamola per amore del nostro popolo per essere donatori di misericordia e testimoni intrepidi di giustizia e di verità perché è la Verità ci farà liberi.

Auguri di continua santità sulle orme di Cristo, crocifisso e risorto.

Domenico Vitolo

 

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