Club di Viterbo: grande e impeccabile Festa nel carisma serrano

lug 2nd, 2014 | By | Category: Vita del Serra

Si è concluso l’anno sociale a Viterbo da dove è partito “il Biennio Coppola” di Serra International Italia, che ufficialmente è iniziato dal 1 luglio 2014. Grande emozione per la serata, svoltasi nella Chiesa della Trinità e di seguito nella conviviale nel suggestivo e significativo Chiostro Agostiniano. Vi hanno partecipato diversi componenti del Consiglio Nazionale Italiano, ove Maria Luisa Coppola ha ricordato l’entusiasmo del suo arrivo a Viterbo come serrana molti anni fa, accompagnando il già Vescovo di Viterbo oggi Vescovo Emerito dell’antica “Città dei Papi” Sua Eccellenza Lorenzo Chiarinelli, dapprima Vescovo nella città d’origine di Coppola Aversa o quando iniziò a Viterbo il suo mandato di Governatore del Distretto 72 Lazio e Campania con la visita di Benedetto XVI a Valle Faul.

Nel corso della serata vi è stato il cambio del distintivo dall’impeccabile Presidente Mary Semprini Ancarani al nuovo Presidente del Serra Club di Viterbo Laura Sabatini Paccosi. Anche i distintivi a nuovi tre socie donne, tutte in prima linea nell’ambito del volontariato, della ricerca, del lavoro e della famiglia, sono stati appuntati dal Presidente Nazionale di Serra Italia – il suo primo distintivo – e dal Governatore uscente del Distretto Lazio e Campania Prof. Giovanni Sapia, che ha ceduto il passo, al termine del suo biennio, al neo Governatore Avv. Paolo Belmonte presente all’evento insieme all’Avv. Giuseppe Mangieri. Anche per l’Avv. Paolo Belmonte si è avviato il suo biennio dal 1 luglio 2014. Accanto a Mary Semprini Ancarani Presidente uscente del Serra Club di Viterbo che ha ricordato tutte le iniziative belle del suo mandato che, peraltro, è coinciso con l’anno del Giubileo Eucaristico, vi è stato don Luigi Fabbri, il Rettore del Seminario di Viterbo e tra i suoi incarichi Vicario Generale della Diocesi di Viterbo, Rettore della Basilica Cattedrale di Viterbo e Rettore del Santuario del SS. Crocifisso di Castro e tra i ruoli formativi accanto a formatore di vocazioni in Seminario Responsabile della Pastorale Giovanile della stessa Diocesi.

Sua Eccellenza Lino Fumagalli ha officiato la Santa Messa nella Chiesa della Trinità che ha dato il via ai bei momenti di condivisione.

“Rischiamo di non trovare momenti di ascolto e scoviamo il pericolo di affidarla al pensiero alla cultura dominante. In piena crisi, lo cito sempre – dice nella omelia della Santa Messa Sua Ecc. Lino Fumagalli Vescovo di Viterbo – del ’68 ricordiamo la forgia dei giovani hippy di gestire la vita. Passava a Londra un filosofo ebreo Heschel che aveva scritto un libro un libro “Uomo chi sei” e allora i giovani chiesero di incontrarlo e gli domandarono: “lei che è un esperto di vita: che deve fare un uomo per ritrovare se stesso?” e il professore gelò l’uditorio con tale risposta: “con silenzio, raccoglimento, meditazione, preghiera”. L’operatore inquadrò alcuni volti di questi giovani e si videro che furono colpiti. “Solo cosi l’uomo sarà capace di creare il silenzio e il filo conduttore della vita” – aveva continuato il professore. Si corre alla fine della giornata senza la capacità di riprendere in mano la nostra esistenza. Ci presentano le letture di oggi la sintesi tra storia e vecchio testamento, ho distrutto l’amore grande dice come una quercia del libano, ho condotto, ho portato come una mamma che custodisce il bambino. Non c’è nulla di nuovo nelle letture, nella disonestà, nel non rispetto della dignità, dell’affettività mancata della persona ma la gratuità dell’amore di Dio è un punto che ci permette di passare da comportamenti sbagliati alla vita retta perchè ciò dà fiducia e speranza..solo l’amore riesce a svegliare una risposta generosa, capace di cambiare la vita e il vangelo ci dice come seguire Dio. L’unico motivo che ci spinge a migliorare è Dio e chi lo vuol seguire non può cercare in un contesto certo ma accettare la precarietà della vita, non solo in termini di condizioni economiche, o della salute. Guai a voi se nel programmare l’esistenza basiamo tutto sugli amici che abbiamo, sulla sicurezza economica e sulla salute che curiamo attentamente ma l’unico motivo certo è il Signore e per Lui dobbiamo essere pronti a lasciare le certezze della vita. Tu sei il tutto su cui fondo la mia sicurezza, speranza, certezza, diceva s Teresina da Liesieux e preghiamo che i sacerdoti si muovano sempre spinti dalla certezza che Dio ci vuole bene e non si stanca mai di elargire grazia. Chiudiamo l’anno sociale del Serra con questi sentimenti che diventino nutrimento della vita come il Signore ha fatto e indicato nel tempo e nella storia”.

Grazie a tutti per la splendida accoglienza e “per la straordinaria vivacità che ha mantenuto il Serra Club di Viterbo fin dalla sua nascita” – ha detto il Prof. Ugo La Cava.

Viviana Normando

 

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