Per il sinodo della Famiglia un importante risultato è stato già conseguito: il dialogo

giu 27th, 2014 | By | Category: Primo Piano

Riunione del Consiglio delle Conferenze Episcopali d'Europa

Tutto pronto per la III Assemblea Generale Straordinaria del Sinodo dei Vescovi di ottobre 2014 e dell’Assemblea Ordinaria del 2015 sulla Famiglia di cui è stato presentato l’Instrumentum Laboris, il documento preparatorio. La parola ora passa ai Padri sinodali.

Ma sono proprio i presupposti del lavoro che rendono già evidente un importante risultato raggiunto nel dialogo tra Chiesa e laici. Il risultato è proprio la risposta al 90% al questionario sulla famiglia che era stato mandato alle 114 Conferenze Episcopali del mondo, con l’arrivo di 800 risposte individuali e collettive di associazioni. E’ stato comunicato nella conferenza stampa nella Sala Stampa della Santa Sede dove Sua Eccellenza Bruno Forte, ha sottolineato, proprio come anche nel caso del Concilio Vaticano II siano state più importanti i tempi tra una sessione e l’altra, che interpellavano il popolo, più delle sessioni stesse. Il lavoro preparatorio e di dialogo è fondamentale come lo è stato in questo caso il questionario fatto girare per il mondo e il documento preparatorio all’Instrumentum Laboris ufficiale che è, quindi, un documento onesto, che non chiude gli occhi davanti alle tematiche più cruciali e punta alla misericordia di una Chiesa in cammino con chi desidera incontrare la propria fede.

“Ci sono alcune persone – ha detto Sua Eminenza Peter Erdò Presidente delle Conferenze Episcopali d’Europa– che sono resistenti proprio rispetto al Magistero della Chiesa, ove il documento vuole trattare la connessione tra la famiglia e la vocazione in Cristo. Si citano i problemi delle famiglie a livello sociologico, problemi derivanti dal lavoro precario o assente, dove è nato un rifiuto per le istituzioni. Le convivenze non istituzionalizzate non sono una prova del matrimonio o non ne hanno la forma anche se durevoli, ove però i valori della persona sono apprezzati da cattolici e non. C’è la trattazione delle questioni del fenomeno migratorio, del consumismo e di come aiutare le coppie in difficoltà e le coppie a ritrovarsi o a ritrovarsi nel matrimonio. Nelle questioni serie si deve venire incontro con la nullità del matrimonio ma la preparazione matrimoniale e pastorale al matrimonio deve essere più intensa.

Ci sono persone che dopo essersi sposate in Chiesa, essersi divorziate, e vivendo poi un legame civile comprendono il valore profondo del matrimonio e cominciano ad arrivare ad una fede personale e la loro posizione somiglia a quanti si convertono e devono essere aiutati dai credenti”.

“Il documento punta alla centralità della persona e al ritrovamento della propria fede personale e si attiene alla realtà, è onesto, non è un documento di una Chiesa autoreferenziale ma che esce al di fuori per incontrare tutti” – ha spiegato Padre Lombardi citando Papa Francesco. “Siamo rimasti fortemente colpiti dalle risposte al questionario – ha detto Sua Eccellenza Bruno Forte – e di come nel mondo nonostante la crisi dell’istituzione familiare ci sia tanto desiderio di famiglia. I giovani devono capirci. Si tende, nel villaggio globale, dove vi sono state trasformazioni legate all’abbandono, alla mancanza di comprensione o ad una relativizzazione del concetto di natura e della durata stabile, casi che tendono ad una gestione privatistica della famiglia, come il caso di figli avuti da partner diversi. Davanti alle situazioni confuse e assai difficili si percepisce il valore del legame stabile e duraturo in cui organizzare il matrimonio fedele, felice e che sia occasione costante di crescita spirituale. Questo desiderio di famiglia che domanda di essere colto nel mondo è una straordinaria occasione pastorale. La persona è fondamentale per la maturazione dei processi affettivi e cognitivi da cui partire per sé e per l’istituzione e il proseguimento familiare. Queste sono le sfide che riguardano la pastorale familiare: guardare alla centralità della persona. Questo è uno stile, è il carattere che Papa Francesco ha voluto imprimere all’Instrumentum Laboris. Non e’ in discussione la dottrina della Chiesa ma l’applicazione pastorale e il modo concreto di proporre la dottrina o di rispondere a domande che nessuno ci pone”.

“L’agire pastorale – continua Sua Eccellenza Bruno Forte, Arcivescovo di Chieti e di Vasto e Segretario speciale della III Assemblea generale straordinaria del sinodo dei vescovi – di reazione alla situazione difficile deve avere un criterio ispirativo che e’ lo sguardo della misericordia con cui Dio Padre chiama ciascuno dei suoi figli. Dunque la Chiesa si vuole dirigere verso chi vive realtà che comportano grandi sofferenze per dare un’opportunità di camminare insieme. Ciò non vuol dire favorire divorzi cattolici poiché la medicina della misericordia non favorisce il naufragio ma dà accoglienza ai naufraghi”.

“La sfida educativa – conclude Bruno Forte – è curare l’inverno demografico, la mentalità contraccettiva ove va mantenuta una mentalità aperta alla vita, ove è in gioco il futuro dell’umanità. Dobbiamo riscoprire “l’Humanae vita” che non è riuscito a trasmettere le sue parti più belle, che ha fallito nell’aspetto comunicativo, non è stato affatto compreso il dono che viene da Dio come accoglienza, quel ritorno alla Chiesa come “Mater Ecclesiae” delle prime domus, ove la Chiesa mette come una mamma a disposizione se stessa per la salvezza della sua creatura. In questo documento si vede chiaramente una reciprocità della Chiesa con le esperienze e i carismi della comunità ecclesiale”.

La reciprocità tra la Chiesa con i carismi della comunità ecclesiale

Non è un caso che dopo questa conclusione Padre Lombardi abbia dato la parola a due laici, marito e moglie, oltre che componenti dell’Azione Cattolica con esperienze diversificate l’uno dall’altro, che quest’anno compiono venticinque anni di matrimonio. Padre Lombardi, in particolare ha ringraziato mons. Bruno Forte per avere posto l’attenzione dell’importanza delle fasi intermedie tra la fase straordinaria del Sinodo sulla Famiglia del 2014 e la Fase Ordinaria del 2015. “Da laici – hanno detto i coniugi – abbiamo percepito questa gioia di preparazione al Sinodo e questo documento è soprattutto il valore di un nuovo stile. Uno stile sinodale su cui ha inciso il Papa che fosse una indicazione di stile, che mettesse tutto insieme provocando, nel Vangelo, la vita di noi tutti. Una grande provocazione di corresponsabilità”. Gli interventi hanno messo in luce la centralità della famiglia come soggetto e non oggetto della vita pastorale, in un recupero che devono sollevare insieme famiglie, Vescovi, presbiteri, laici a diverso livello. Nelle questioni più calde, sui divorziati, le unioni di sessi diversi, si cerca di interpellare la persona nella sua integrità per potere far cogliere, in chi vuole, l’unità della persona con la famiglia, in un’atteggiamento della Chiesa di attenzione e rispetto.

E’ stato ribadito nelle diverse domande dei giornalisti ai relatori come sia difficile concretizzare lo spirito del Sinodo rispetto al Concilio Vaticano II nell’ottica della preparazione alla vita e alla famiglia come istituzione naturale vista alla luce dell’ispirazione divina, come sosteneva Giovanni Paolo II, chiamato “il Papa della Famiglia” da Papa Francesco durante la cerimonia della sua Canonizzazione.

Del Sinodo, è stato chiarito, faranno parte i presidenti delle Conferenze Episcopali di tutto il mondo, i capi del dicastero della Curia Romana, i membri delle Chiese Orientali e tre religiosi dell’unione a livello mondiale con uditori esperti, anche laici che però non hanno diritto di voto”.

Il Cardinale Peter Erdò ha sottolineato come le problematiche dell’Occidente non occuperanno tutto lo scenario poiché ci sono casi specifici e concreti su cui i Padri Sinodali dovranno dibattere come l’Africa, o l’India divisa in caste, la presenza massiccia di madri sole che crescono i propri figli in un’America Latina spesso indigente o il caso dell’Europa Orientale dove la Romania negli ultimi anni ha perso cinque milioni di abitanti per l’emigrazione a causa di problemi di lavoro delle madri di famiglia, ove spetta a chi resta, un genitore, nonni o parenti l’educazione dei ragazzi.

All’inizio è stato Sua Eminenza il Cardinale Lorenzo Baldisseri, Segretario del Sinodo dei Vescovi, a spiegare come è composto l’Instrumentum Laboris in preparazione al Sinodo, anzi ai Sinodi, come si evince dal sito www.vatican.va, in press.vatican.va, Bollettino pubblico, dove è possibile trovare tutti gli interventi in forma integrale.

Si veda www.ilvaticanese.it e www.chiesacattolica.it.

Viviana Normando

 

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