La Vocazione di essere cristiani

giu 20th, 2014 | By | Category: Mondo Cattolico

“Alcuni si nutrono con il denaro, altri con il successo e la vanità, altri con il potere e l’orgoglio. Ma il cibo che ci nutre veramente e che ci sazia è soltanto quello che ci dà il Signore!”.

Il progetto di Dio è quello di formare un popolo che porti la sua benedizione a tutti i popoli della terra. Lo ha detto Papa Francesco all’odierna udienza generale, che inaugura un ciclo di catechesi sulla Chiesa. La scorsa settimana si è infatti conclusa la serie di catechesi sui sette doni dello Spirto Santo. Una folla festosa di migliaia di persone ha accolto il Papa in Piazza San Pietro.

E’ Abramo, a cui Dio chiede di lasciare la sua patria e di andare verso un’altra terra, la figura da cui Papa Francesco inizia la sua riflessione sulla Chiesa. La Chiesa, spiega infatti, “non è un’istituzione finalizzata a se stessa, o una Ong. La Chiesa non va ristretta al clero o al Vaticano”. “La Chiesa siamo tutti”, dice Papa Francesco ricordando anche che “non è nata in un laboratorio”, né improvvisamente. “E’ fondata da Gesù ma è un popolo con una storia lunga alle spalle” :

“Il primo dato importante è proprio questo: cominciando da Abramo Dio forma un popolo perché porti la sua benedizione a tutte le famiglie della terra. E all’interno di questo popolo nasce Gesù. E’ Dio che fa questo popolo, questa storia, la Chiesa in cammino, e lì nasce Gesù, in questo popolo”.

Dio chiama Abramo, non da solo, ma con la sua famiglia e una volta che questi è in cammino lo ricolma della sua benedizione promettendogli una discendenza numerosa come le stelle del cielo e la sabbia che è sulla riva del mare. Ma, fa notare il Papa, in questo caso si assiste a qualcosa di inaudito: non è l’uomo a rivolgersi alla divinità, ma è Dio stesso “a prendere l’iniziativa” verso Abramo “e gli dice: vai avanti, vattene dalla tua terra, incomincia a camminare e io farò dite un grande popolo”. E’, dunque, possibile avere una conversazione con Dio e questo si chiama preghiera:

“Così Dio forma un popolo con tutti coloro che ascoltano la sua Parola e che si mettono in cammino, fidandosi di Lui. Questa è l’unica condizione: fidarsi di Dio. Se tu ti fidi di Dio, lo ascolti e ti metti in cammino, questo è fare Chiesa. Questo è fare la Chiesa. L’amore di Dio precede tutto. Dio sempre è primo, arriva prima di noi, Lui ci precede”.

Il Papa sottolinea dunque che “questo si chiama amore perché Dio ci aspetta sempre”:

“‘Ma, padre, io non credo questo, perché se lei sapesse, padre, la mia vita, è stata tanto brutta, come posso pensare che Dio mi aspetta?’. Dio ti aspetta. E se sei stato un peccatore grosso ti aspetta di più e ti aspetta con tanto amore, perché Lui è primo. E’ questa la bellezza della Chiesa, che ci porta a questo Dio che ci aspetta!”.

Abramo, dunque, si mette in cammino senza sapere dove questo Dio che gli ha parlato voglia condurlo. “Non aveva un libro di teologia per studiare cosa fosse questo Dio”, afferma il Pontefice, ma “si fida dell’amore” di Dio. C’è, però, sempre la tentazione di risolvere le cose a proprio modo: i peccati “segnano il cammino del popolo lungo tutta la storia della salvezza”, “storia – rileva il Papa – della fedeltà di Dio e dell’infedeltà del popolo”. Dio, però, ha pazienza e “nel tempo continua a educare e a formare il suo popolo, come un padre con il proprio figlio”. Il Papa sottolinea, dunque, come anche noi, “pur nel nostro proposito di seguire il Signore Gesù, facciamo esperienza ogni giorno” “della durezza del nostro cuore”. Quando però “ci riconosciamo peccatori”, Dio ci perdona sempre. Quello che, infatti, “ci fa crescere”, come Chiesa, “non sono i nostri meriti”, ma è “l’esperienza quotidiana di quanto il Signore ci vuole bene”:

“Essere Chiesa è sentirsi nelle mani di Dio, che è Padre e ci ama, ci carezza, ci aspetta, ci fa sentire la sua tenerezza. E questo è molto bello!”

Il progetto di Dio è, quindi, di “formare un popolo benedetto dal suo amore e che porti la sua benedizione a tutti i popoli della terra”. Un progetto che ha avuto il suo compimento in Cristo e che Dio continua a realizzare nella Chiesa. Il Papa esorta, dunque, a essere pronti, ogni giorno, a partire come Abramo verso “la nostra vera patria” e diventare così “segno dell’amore di Dio”:

“A me piace pensare che un sinonimo, un altro nome che possiamo avere noi cristiani sarebbe questo: siamo uomini e donne, siamo gente che benedice. Il cristiano con la sua vita deve benedire sempre, benedire Dio e benedire tutti. Noi cristiani siamo gente che benedice, che sa benedire. E’ una bella vocazione questa!”.

Fonte, Radio Vaticana, www.news.va.

Foto, Fabio Pignata, Corpus Domini 2014, fonte www.ilvaticanese.it.

 

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