Serra Italia e l’odierna mancanza di vocazioni

giu 16th, 2014 | By | Category: Primo Piano

L’ODIERNA MANCANZA DI VOCAZIONI SACERDOTALI E IL SERRA CLUB ITALIANO – Omelia del Card. José SARAIVA MARTINS nella S.Messa del 30 maggio al XIV Congresso di Bologna

Il Vangelo testé proclamato ci invita a riflettere sul problema delle vocazioni nel contesto di questo 14° Congresso del Serra Club Italia.

1. “ Il problema delle vocazioni sacerdotali – e anche di quelle religiose sia maschili sia femminili – è il problema fondamentale della Chiesa. È una verifica della sua vitalità spirituale ed è la condizione stessa di tale vitalità. È la condizione della sua missione e del suo sviluppo”. Con queste parole Giovanni Paolo II, nell’omelia del 10 maggio 1981, chiudeva il II Congresso Internazionale per le vocazioni.

Questa fu anche la convinzione che spinse tanti Santi a spendere tutta la loro vita per la causa delle vocazioni. Uno di loro, Sant’Annibale Maria di Francia, Fondatore della Congregazione dei Padri Rogazionisti, scriveva: “immaginiamo per poco che il Sacerdozio, come un sole che tramonta, si spegnesse. Tutto il mondo non resterebbe nelle tenebre? Dove sarebbero più il culto di Dio, i Sacramenti, la SS. Eucaristia, la Parola di Dio, la Fede, la Carità?”.

E fuori dubbio che nella Chiesa di oggi le vocazioni alla vita consacrata non hanno meno importanza che nei secoli passati. Purtroppo, però, in molti luoghi si costata che il loro numero non è sufficiente per rispondere ai bisogni delle comunità e de! loro apostolato. Non è esagerato dire che, per alcuni Istituti, questo problema si pone in modo drammatico, fino a mettere a rischio la loro stessa sopravivenza, Anche senza voler condividere le previsioni funeste per un lontano futuro, già oggi si constata che, per mancanza di soggetti, alcune comunità sono costrette a rinunciare ad opere normalmente destinate a produrre abbondanti frutti spirituali, e che, più in generale, dalla diminuzione delle vocazioni deriva un declino della presenza attiva della Chiesa nella società, con notevoli danni in ogni campo…

Il Cardinale Sarajva Martins e Mons. Nico dal Molin

 

2. La mancanza di operai della messe di Dio costituiva, già nei tempi evangelici, una sfida per lo stesso Gesù. Il suo esempio ci permette di comprendere che il troppo piccolo numero di consacrati è una situazione inerente alla condizione del mondo e non soltanto un fatto accidentale dovuto alle circostanze odierne. Il vangelo ci attesta che Gesù, andando attorno per città e villaggi, sentiva pietà per le folle “stanche e sfinite, come pecore senza pastore” (Mt 9,36). Egli cercava di rimediare a quella situazione prodigando alle folle il suo insegnamento (cf Me 6,34), ma voleva associare i suoi discepoli alla soluzione del problema, invitandoli, innanzitutto, alla preghiera: “La messe è grande, ma gli operai sono pochi. Pregate, dunque, il Signore della messe che mandi operai nella sua messe” (Mt 9,38). Secondo il contesto, questa preghiera è destinata ad assicurare alla gente un più grande numero di Pastori. Ma l’espressione “gli operai della messe” può ricevere un senso più vasto, designando tutti coloro che operano allo sviluppo della Chiesa.

L’accento posto da Gesù sulla preghiera potrebbe apparire sorprendente. Data l’iniziativa sovrana di Dio nelle chiamate vocazionali sacerdotali e religiose, si potrebbe pensare che solo il Padrone della messe, indipendentemente da ogni altro intervento o collaborazione, debba provvedere al numero degli operai. Gesù, al contrario, insiste sulla cooperazione e la responsabilità dei suoi seguaci. Anche a noi uomini d’oggi egli insegna che, con la preghiera, possiamo e dobbiamo esercitare un influsso sul numero delle vocazioni.

La preghiera è, dunque, secondo Gesù, il primo mezzo per raggiungere l’aumento delle vocazioni consacrate.sia al ministero pastorale sia alla vita consacrata.

 

3. Ma non basta, ovviamente. Sant’Annibale di Francia sollecitava tutti anche a congiungere l’azione alla preghiera per riuscire ad ottenere l’effetto desiderato: “È da osservare che nell’ordine stabilito dalla Provvidenza, egli dice, l’azione e la preghiera debbono andare uniti per sortire il loro effetto. Pregare il Signore che mandi i buoni evangelici operai alla Santa Chiesa e poi non adoperarsi perché sia raggiunto tale scopo, è rendere vana la preghiera”. Viceversa, operare per la promozione e la formazione dei sacerdoti e non accompagnarvi la preghiera, è opera perduta.

È proprio questo lo scopo fondamentale del Serra Club, che sì propone di favorire e di promuovere, con ogni mezzo, ed in ogni campo, le vocazioni sacerdotali e religiose. Si tratta di un’opera preziosissima per la Chiesa del nostro tempo, data la crescente diminuzione, soprattutto in alcuni Paesi, di vocazioni consacrate.

 

4. Proprio per questo, il Serra Club è una vera Oasi di promozione e di discernimento vocazionale.

Cari amici Serrani, ad imitazione dello spirito e dell’ardore apostolico del Santo frate francescano, Junipero Serra, considerato uno dei personaggi più eminenti della storia missionaria degli Stati Uniti, uomo di grande cultura e forza morale, che svolse nella seconda metà del ‘700, una intensissima opera di evangelizzazione in Messico ed in California, vi siete votati alla missione più alta e più meritevole della Chiesa, promuovere con la preghiera, con la testimonianza e l’azione apostolica propria dei laici, le vocazione al sacerdozio cattolico e e alla vita consacrata, da meritare, come riconoscimento della Sede Apostolica, l’affiliazione alla Pontificia Opera delle Vocazioni Ecclesiastiche.

Tocca a voi, perciò, cari fratelli e sorelle, la promozione della cultura vocazionale nei vari campi del sapere, e la forte influenza nella società civile attraverso la testimonianza cristiana e l’obbedienza al divino comando del Signore: “pregate il Padrone della messe”.

Oggi più che mai dovete sentirvi impegnati a darci uomini preparati e risoluti che vogliano far fronte comune per la vita cattolica e per una visione sempre più cristiana delle cose del mondo. La preparazione di uomini di punta non è teorica ed astratta, ma è chiaramente legata alla vita quotidiana di tutti i membri del Serra. Basata su una profonda formazione spirituale, la vostra associazione ha lo scopo di portare uomini e donne capaci ad incarichi che cristianizzeranno il mondo. Infatti, è nelle grandi finalità del Serra di dare ad ogni membro occasioni particolari di leggere, discutere, pregare ed approfondire gli argomenti fondamentali della vita: per perfezionare gli impegni personali, familiari e sociali. Tra questi, quello di consegnare ai giovani la bellezza della fede e la scoperta della vocazione al sacerdozio e alla vita consacrata; di ridestare il popolo di Dio alla consapevolezza del dovere di incoraggiare e sostenere nelle famiglie, parrocchie e comunità, quegli uomini “vocati” che intendono offrire se stessi alla Chiesa per il ministero sacerdotale e la vita consacrata di avere un effettivo e non saltuario rapporto d’amicizia con i sacerdoti e i consacrati; di offrire volontariamente ai Vescovi e ai sacerdoti, i vostri talenti di mente e di cuore per riparare, edificare, consolidare la Chiesa di Dio nel tempo e nella storia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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