Francesco, sos vocazioni: «Se scarseggiano, portare gioia»

giu 15th, 2014 | By | Category: Mondo Cattolico

Messaggio del Papa per la Giornata missionaria mondiale: «Il grande rischio del mondo attuale, con la sua molteplice offerta di consumo, è una tristezza individualista» 

«In molte regioni scarseggiano le vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata. Spesso questo è dovuto all’assenza nelle comunità di un fervore apostolico contagioso, per cui esse sono povere di entusiasmo e non suscitano attrattiva», invece «dove c’è gioia, fervore, voglia di portare Cristo agli altri, sorgono vocazioni genuine». Lo scrive il Papa nel Messaggio per la Giornata missionaria mondiale, che si celebrerà il 19 ottobre, e il cui testo è stato appena pubblicato dal Vaticano. Tra le «vocazioni genuine», Papa Bergoglio invita a «non dimenticare le vocazioni laicali alla missione: ormai è cresciuta la coscienza della identità e della missione dei fedeli laici nella Chiesa, come pure la consapevolezza che essi sono chiamati ad assumere un ruolo sempre più rilevante nella diffusione del Vangelo. Per questo – rimarca il Pontefice – è importante una loro adeguata formazione, in vista di una efficace azione apostolica».

Il messaggio ripropone l’idea di «Chiesa in uscita» tanto cara al Papa latinoamericano e da lui delineata anche nella esortazione apostolica “Evangelii Gaudium”, testo citato a più riprese anche nel messaggio stesso.

Papa Francesco insiste sul tema della «gioia», della «esultanza interiore», come centrali nella vita cristiana e fonte della missione: «Non lasciamoci rubare la gioia dell’evangelizzazione!». «Vi invito – scrive il Pontefice a vescovi, preti e laici impegnati – ad immergervi nella gioia del Vangelo, ed alimentare un amore in grado di illuminare la vostra vocazione e missione». Secondo Bergoglio, «il grande rischio del mondo attuale, con la sua molteplice ed opprimente offerta di consumo, è una tristezza individualista che scaturisce dal cuore comodo e avaro, dalla ricerca malata di piaceri superficiali, dalla coscienza isolata».

Nel suo Messaggio, Francesco sottolinea che invece «il discepolo del Signore persevera nella gioia quando sta con Lui, quando fa la sua volontà, quando condivide la fede, la speranza e la carità evangelica».

«La gioia del Vangelo scaturisce dall’incontro con Cristo e dalla condivisione con i poveri», assicura il Papa che incoraggia «le comunità parrocchiali, le associazioni e i gruppi a vivere un’intensa vita fraterna, fondata sull’amore a Gesù e attenta ai bisogni dei più disagiati». «La Chiesa – ricorda – è per sua natura missionaria: la Chiesa è nata “in uscita”».

E oggi, rileva il Pontefice, «l’umanità ha grande bisogno di attingere alla salvezza portata da Cristo». «Tutti i discepoli del Signore – ribadisce Papa Bergoglio – sono chiamati ad alimentare la gioia dell’evangelizzazione». In particolare, «i vescovi, come primi responsabili dell’annuncio, hanno il compito di favorire l’unità della Chiesa locale nell’impegno missionario, tenendo conto che la gioia di comunicare Gesù Cristo si esprime tanto nella preoccupazione di annunciarlo nei luoghi più lontani, quanto in una costante uscita verso le periferie del proprio territorio, dove vi è più gente povera in attesa».

«I discepoli – riassume infine il Pontefice – sono coloro che si lasciano afferrare sempre più dall’amore di Gesù e marcare dal fuoco della passione per il Regno di Dio, per essere portatori della gioia del Vangelo». «Vi esorto – conclude – a fare memoria, come in un pellegrinaggio interiore, del “primo amore” con cui il Signore Gesù Cristo ha riscaldato il cuore di ciascuno, non per un sentimento di nostalgia, ma per perseverare nella gioia. A Maria, modello di evangelizzazione umile e gioiosa, rivolgiamo la nostra preghiera, perché la Chiesa diventi una casa per molti, una madre per tutti i popoli e renda possibile la nascita di un nuovo mondo».

DOMENICO AGASSO JR

 

Fonte La Stampa

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