XIV Congresso, vocazione per una vera crescita

mag 18th, 2014 | By | Category: Il Serra nel Mondo

Nel prossimo congresso di Serra Internazionale Italia si tratterà il tema “La bellezza della fede nel mondo governato dall’economia: una vocazione per la vera crescita”.

Vocazione per una vera crescita globale della persona e della società ci pare significhi anzitutto chiamata a gestire al meglio i doni ricevuti, volti a curare i valori della persona nel suo essere creatura di Dio.

I beni materiali quando a governarli è la giustizia e l’amore rientrano a pieno titolo nella cultura cristiana. Incarnazione, Vangelo, Chiesa, sono gli eventi che suggellano la presenza di Cristo tra noi. Nella Chiesa vivono, manifestandosi nel mondo in relazione ai tempi, gli insegnamenti del Vangelo che informano la dottrina sociale “annuncio di Cristo nella realtà temporale”. Trattasi di una teologia naturale, morale, sociale, di evangelizzazione nei tempi.

Gli obiettivi: Il Bene comune, la dignità della persona, la solidarietà, la sussidiarietà, la partecipazione, lo sviluppo integrale della persona nella libertà, nella giustizia nella carità a tutti i livelli, famiglia, società, politica, economia, non realizzabili senza l’elemento coagulante che ne costituisce il lievito: La fede. Il carisma della fede è medicina per i mali della società. Fede, economia, vocazione crescita,appartengono al linguaggio della cultura cristiana per una sana visione della vita.

Dai documenti che ci vengono, nei tempi, dai più alti gradi della gerarchia ecclesiastica, alle organizzazioni cattoliche, ai singoli curatori, citiamo i più autorevoli, le encicliche che corrono dalla Rerum Novarum di Leone XIII (1891) alla Evangelii Gaudium di Papa Francesco (2013). In questa, il Santo Padre definisce il sistema economico attuale ingiusto dalle radici. “Questa economia uccide perché prevale la legge del più forte in un mercato divinizzato”.

Una sua particolare attenzione è rivolta ai poveri”categoria teologica, prima che sociologica”puniti da ingiustizie social alle quali non è estraneo il cattivo governo a livello istituzionale della cosa pubblica.

Il lavoro “sorgente di dignità”

La crescita, la corretta ricchezza è frutto del lavoro. E’ attraverso il lavoro che ” l’uomo deve cooperare con il Creatore al compimento della creazione e segnare a sua volta la terra dell’impronta spirituale che egli stesso ha ricevuto”. Il lavoro deve intendersi al servizio dell’uomo “volto a ridurre le disuguaglianze combattere le discriminazioni, liberare l’uomo dalle servitù, rendendo capace di divenire lui stesso attore responsabile del suo miglioramento materiale, del suo progresso morale, dello svolgimento pieno del suo destino spirituale “Paolo VI Populorum Progressio parte I 27,28.

“Come persona, l’uomo è quindi soggetto del lavoro…il dominio dell’uomo sulla terra si compie nel lavoro e mediante il lavoro.famiglia e comunità rese possibili dal lavoro come incremento del bene comune. lavoro fonte di spiritualità,tale da aiutare l’uomo ad avvicinarsi per il suo tramite a Dio a partecipare ai suoi piani salvifici nei riguardi dell’uomo e del mondo e ad approfondire nella loro vita l’amicizia con Cristo assumendo mediante la fede una viva partecipazione alla sua triplice missione di sacerdote, di profeta, di re, così come insegna, con espressioni mirabili, il Concilio Vaticano II…l’uomo creato a immagine di Dio mediante il suo lavoro partecipa all’opera del Creatore”.Giovanni Paolo II Laborem Exercens II, n.6,5.

“Il lavoro è il fondamento su cui si forma la vita familiare …famiglia comunità resa possibile dal lavoro e la prima interna scuola di lavoro per ogni uomo…società grande incarnazione storica e sociale del lavoro di tutte le generazioni.” Giovanni Paolo II Laborem Exercens II n.10. “L’insegnamento  della Chiesa ha sempre espresso la ferma e profonda convinzione che il lavoro umano non riguarda soltanto l’economia coinvolge anche e soprattutto, i valori personali”.Giovanni Paolo II Laborem Exsercens II.15.

Papa Francesco ai partecipanti al recente festival della dottrina sociale della Chiesa ha indirizzato un significativo messaggio. Ne riportiamo un passo:  “Il lavoro è importante, lavoro e dignità della persona camminano di pari passo…la solidarietà va applicata anche per garantire il lavoro …la cooperazione rappresenta un elemento importante per assicurare la pluralità di presenze tra i datori di lavoro…occorre coraggio, un pensiero e la forza della fede per stare dentro il mercato, guidati da una coscienza che mette al centro la dignità della persona, non l’idolo danaro”. Cristo è uomo del lavoro. Lo sviluppo economico e sociale è frutto del lavoro ed è vero se porta alla crescita integrale della persona che non vive di sola economia.

Fede, religione, politica economica

La fede che soccorre la ragione, la religione che induce alla ricerca e riconoscimento di un Essere superiore, la politica che è lo strumento di governo, la forma più alta per l’esercizio della carità tra persone e popoli. La crisi che investe i popoli oggi è crisi di valori, di ordine spirituale, etico, morale che si esprime sovente con la volontà di emarginazione di Dio dalla mente dell’uomo frastornato dal progresso della tecnica. Senza la fede, senza la religione è impossibile vivere della libertà, della giustizia, di condividere il concetto di Bene comune, che racchiude in sé, i valori materiali ma anche i principi che permeano lo spirito.

Non esistono leggi di sorta che precedono questi principi.

“Il ruolo della religione nel dibattito pubblico non è tale da fornire nome…bensì piuttosto di aiutare nel purificare e gettare luce sull’applicazione della ragione nella scoperta dei principi morali oggettivi…si tratta di un ruolo correttivo: un ruolo che si mostra tanto più proficuo, quanto più fede e ragione si trovino fra loro in costante dialogo…il mondo della ragione e il mondo della fede, il mondo della secolarità razionale e il mondo del credo religioso hanno bisogno l’uno dell’altro e non dovrebbero avere timore di entrare in un profondo e continuo dialogo, per il bene della nostra civiltà”. Benedetto XVI Westminster Hall 17 settembre 2010. Il cristianesimo ci suggerisce che solo Dio-Uomo sa parlare agli uomini di tutte le società al di là dei loro credi e indirizzarli alla ricerca e al conseguimento del Bene comune che tocca materia e spirito.

E per vincere la profonda crisi economica e finanziaria che attanaglia il mondo allontanandolo dal vero benessere e correggere storture e indirizzi perversi che sviliscono la persona e privano la società di una convivenza fraterna.

Modelli economico-finanziari in mano ai pochi per un uso egoistico sono obiettivi prioritari da correggere perché contro la persona alla quale si rivolge la chiesa per salvaguardare il benessere globale. L’umanesimo fondato sulla dignità della persona, può vincere le disuguaglianze, le storture economiche, la concezione falsa del lavoro quando è concepito come sfruttamento e non come fonte di arricchimento della persona inteso in senso materiale e spirituale.

Gli indirizzi della chiesa volti alla difesa dei valori della persona, al bene comune costituiscono ausilio alle politiche dei governi e non sono certo interferenze. Sì alla politica, alla buona politica che è servizio,come ci insegna la cultura cristiana che deve essere altresì cultura dell’incontro. Chiesa e Stato procedano in modo parallelo e convergente” per il bene della persona e della società.

Per la Chiesa l’impegno in politica dei cattolici è dovuto.

Dalla gerarchia ecclesiastica innumerevoli e pressanti gli inviti diretti ai laici per una loro presenza nella gestione della cosa pubblica.Numerosi gli atti nel tempo volti ad invogliare i laici “a sporcarsi in politica”. Ne citiamo alcuni: “La chiesa stima degna di lode e di considerazione l’opera di coloro che per servire gli uomini si dedicano al bene della cosa pubblica e assumono il peso delle relative responsabilità tutti i cristiani devono prendere coscienza della propria speciale vocazione nella comunità politica”.

“Per instaurare una vita politica veramente umana non c’è niente di meglio che coltivare il senso interiore della giustizia, dell’amore e del servizio al bene politico e sul fine, sul legittimo esercizio, sui limiti di competenza dei pubblici poteri…la comunità politica esiste proprio in funzione di quel bene comune…il distacco che si constata in molti tra la fede che professano e la loro vita quotidiana, va annoverato tra i più gravi errori del nostro tempo”. Gaudium et Spes p.4. “Vi renda capaci di evangelizzare il mondo del lavoro, della economia, della politica che necessita di una nuova generazione di laici cristiani impegnati, capaci di cercare con competenza e rigore morale soluzioni di sviluppo sostenibile”.

Benedetto XVI da Cagliari settembre 2008 omelia n.7. : “La Chiesa non è e non intende essere un agente politico il compito di agire in ambito politico per costruire un giusto ordine nella società non è dunque della chiesa come tale, ma dei fedeli laici, che operano come cittadini sotto la propria responsabilità.” Benedetto XVI Convegno ecclesiale di Verona 2012. “Nessuno può esigere da noi che releghiamo alla segreta intimità delle persone, senza alcuna influenza  sulla vita sociale e nazionale, senza preoccuparci per la salute delle istituzioni della società civile, senza esprimersi sugli avvenimenti che interessano i cittadini” Papa Francesco Evangelii Gaudium.183.

Ai laici che “sono la chiesa”

Ai laici blasonati da “un’indole secolare”

Ai laici “cui spetta la dignità della persona fondamento dell’eguaglianza di tutti gli uomini”

Ai laici che sono destinatari di varie vocazioni spetta anche la vocazione per la vera crescita.

“ I laici sono tali se sono testimoni di fede.  Si può dire che, la testimonianza è il mezzo con cui la verità dell’amore di Dio raggiunge l’uomo nella storia, invitandolo ad accogliere liberamente questa novità radicale”. Benedetto XVI Sacramentum Caritatis n.85.

Agnosce, o Christiane dignitatem tuam ? (San Leone Magno).  Il politico di fede cattolica

Il suo impegno per l’ascesa alle istituzioni democratiche comporta una necessaria parzialità, una qualche limitazione della propria libertà di pensiero e di azione. Costretto ad operare a fianco di quanti professano diverse ideologie, o in schieramenti non affini non può ignorare la coerenza con la fede professata e la convinta passione per il Bene comune, il sentire e il vivere nella carità, nella fede, nella speranza. Nella diversità delle opinioni, con quanti non condividono gli insegnamenti evangelici e con essi la dottrina sociale della chiesa, nella risoluzione delle problematiche sociali, compresi i problemi di natura economica e finanziaria finalizzati ad una vera crescita, il punto d’incontro non può non essere che quello che esige il diritto naturale.

IL politico di fede cattolica che si misura con i problemi  sociali, non può trascurare che “l’economia ha bisogno dell’etica per il suo funzionamento; non di una etica qualsiasi, bensì di un’etica amica della persona, di una etica cioè che poggi sull’essere umano creato a immagine di Dio e quindi nella sua inviolabile dignità e sul valore trascendente delle norme morali naturali”.Benedetto XVI Caritas in Veritate n.45.

L’umanesimo nella società, tutto da costruire non può fare a meno della cultura cristiana informata dalla storia di Cristo, tracciata nei Vangeli, ripresa nella dottrina sociale della Chiesa. E’ proprio della missione della chiesa”dare il suo giudizio morale anche su cose che riguardano l’ordine politico, quando ciò sia richiesto dai diritti fondamentali della persona e dalla salvezza delle anime. E questo farà utilizzando tutti e solo quei mezzi che sono conformi al Vangelo e al bene di tutti, secondo la diversità dei tempi e delle  situazioni”. Gaudium et Spes cap.4.

Può a prima vista che le tre virtù cardinali fede, speranza, carità non abbiano alcuna attinenza con il mondo economico e finanziario?

Non è così.

“All’elenco dei campi in cui si manifestano gli effetti perniciosi del peccato, si è aggiunto ormai da molto tempo anche quello dell’economia …la speranza cristiana risorsa sociale a servizio dello sviluppo umano integrale cercato nella libertà e nella giustizia…incoraggia la ragione le dà la forza di orientare la volontà, già presente nella fede  da cui è anzi suscitata…la carità nella verità se né nutre e, nello stesso tempo la manifesta…la giustizia riguarda tutte le fasi dell’attività economica”. Benedetto XVI Caritas in Veritate cap.3.

“La luce della fede si pone al servizio della giustizia, del diritto e della  pace, la luce della fede è in grado di valorizzare la ricchezza delle relazioni umane, la loro capacità di mantenersi, di essere affidabili, di arricchire a vita comune”. Papa  Francesco Lumen Fidei n.51. Molti i riferimenti nella cultura cristiana in aiuto agli operatori politici, tutti forieri di corroborare la vocazione per la vera crescita in un mondo governato dall’economia guardando alla Fede che noi cristiani laici professiamo. Un impegno, un lavoro faticoso e difficile se non è vissuto nella fedeltà delle proprie convinzioni ma anche in un disegno che esige una politica“dell’incontro”.

Per una buona politica volta a conseguire risultati  conformi ai nostri obiettivi di giustizia sociale per sostanziare quella che da oggi è una nuova vocazione serrana occorre tenere presente che“le battaglie decisive si giocano nella sfera prepolitica…il compito che si impone è di rigenerare un terreno culturale, etico spirituale condiviso, su cui costruire gradualmente una convergenza che riguardi anche l’interpretazione delle situazioni concrete e l’impegno per il bene comune”.G.Savagnone Cittadella editrice 2009.

Perché dalle buone  intenzioni e dalle parole si possa passare ai fatti!

 

Paolo Mirenda

 

 

 

Tags: , ,

Comments are closed.