L’uomo non è più arido: è vivo, può guardare Iddio

mag 5th, 2014 | By | Category: Vita del Serra

 Don Titta Zarra preparò il testo di questa elevazione qualche giorno prima della sua improvvisa e tragica scomparsa. Forse non sapeva di scrivere per sé l’invito al cielo. Oggi egli comprende davvero che cosa significano quelle parole che allora gli uscirono dalla penna e dal cuore: <<L’uomo non è più arido: è vivo, può guardare Iddio>>.I serrani di Latina si preparano alla festa dell’Ascensione con quanto ci ha lasciato Don Titta.

<< Agli apostoli, dopo la sua passione, Gesù si presentò vivo, con molte prove, apparendo loro durante quaranta giorni e parlando del Regno di Dio.

E prendendo cibo con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di aspettare la Promessa del Padre.

“Quella promessa – disse – che avete udito dalla mia bocca: poiché Giovanni ha battezzato con l’acqua, ma voi sarete battezzati nello Spirito Santo, fra non molti giorni”.

Essendosi dunque riuniti, essi lo interrogavano, dicendo: “Signore, è questo il tempo in cui ristabilirai il regno in Israele?”. Egli rispose: “Non spetta a voi conoscere i tempi e i momenti, che il Padre dispose con la sua autorità: ma riceverete la potenza dello Spirito Santo, che scenderà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme e in tutta la Giudea, e nella Samaria e fino all’estremità della terra”.

Detto questo, sotto i loro sguardi, si elevò: e una nube lo sottrasse ai loro occhi. E guardavano attoniti al cielo, mentre egli si allontanava… >> (Ar 1, 1 -10).

Gesù salì al cielo dopo quaranta giorni dalla sua Risurrezione: quaranta giorni di incontri e di colloqui densi: una messa a punto di tutta la sua vita perché gli apostoli si preparassero all’ora dello Spirito Santo.

Tutta la vita del Maestro mira a questo culmine.

Gesù, che sale al cielo, porta con sé dei prigionieri e distribuisce doni agli uomini. Così S. Paolo.

L’Ascensione è il segno glorioso della liberazione, e il pesore umano scompare per seguire in volo Iddio.

Da quest’umanità che è stata trafitta per espiare, per riconquistare l’amore, dal Divino Martire pioverà sulla terra il fuoco dello Spirito Santo.

Con Cristo che sale piove sulla terra la Grazia.

Da quale prigionia ci liberò il Cristo?

Da quella che ci incatena alla terra e ci nega il cielo, da quella che ci toglie il sorriso dall’anima, da quella che ha fatto della terra, e solo della terra, nido di interesse e di gloria.

Ci libera dalla schiavitù della superbia che fece crollare Adamo. L’Ascensione ci riporta al respiro dell’umiltà, quella che fece cantare alla Vergine il Magnificat.

L’Ascensione rianimò la terra.

<< (Gli Apostoli) guardavano attoniti al cielo, mentre egli si allontanava: quand’ecco apparvero accanto a loro due uomini in bianche vesti, che dissero: “Uomini di Galileia, perché rimanete a guardare verso il cielo?

Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato elevato al cielo, così verrà nello stesso modo che voi lo contemplate ascendente al cielo”>>.

Gli Angeli nel Vangelo sono gli annunziatori dei piani di Dio. Fu un Arcangelo a salutare la Vergine, Madre di Dio, gli Angeli cantarono sulla culla del Redentore; un Angelo in sogno a Giuseppe ordinò la fuga.

Uno confortò il Cristo nell’ora del Getsemani.

La voce angelica annunciò alle pie donne la Risurrezione: ora due confermano l’Ascensione ed annunciano il ritorno del Signore.

Angeli, Angeli. Angeli in questa storia d’amore, di dolore, di redenzione. E non senza un perché.

Dobbiamo vederci sotto le grandi ali, sempre: seguirne attenti i messaggi.

Dio per mezzo degli Angeli ci toglie da ogni stupore e ci rivela che ci ha creato, amati, redenti e che ci ha preparato i doni della vita.

Ma l’ascensione non è solo il prodigio storico che prova la divinità del Cristo, la sua onnipotenza. Essa rivela imminente l’Amore.

Non bisogna mai discostarsi dalle parole del Cristo.

Egli annuncia il battesimo di fuoco per gli Apostoli. Nella Pentecoste gli Apostoli nel Cenacolo furono sotto un turbine di fuoco e cominciarono a parlare in tutte le lingue.

Il fuoco dello Spirito aveva balenato su loro ed essi ne avevano sentito il divoramento.

Ascensione, preludio di fuoco; preludio al movimento pentecostale, al movimento missionario, alla salvezza del mondo.

Piedi umani incroceranno le vie del mondo, non lasceranno un punto inesplorato.

Dall’alto, sulla nube, Lui, a guidare la grande conquista. E’ Lui che ha dato sapore alla vita e ci fa suoi amici, cooperatori: i peccatori per la sua Grazia, sono strumenti di salvezza.

L’uomo non è più arido: è vivo, può guardare Iddio.

Comincerà con l’Ascensione la gloria dell’uomo. Maria Santissima sarà assunta in cielo e tutta la vita degli uomini da allora sarà un combattimento.

Con il fuoco dovremo vincerci e incendiare la terra, perché questa, purificata, sveli anch’essa il grande Amore di Dio.

 

Estratto da “Ecclesia Mater” n° 2 / 69 – pagg. 119/121

 

 

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