Preti poveri e itineranti

apr 24th, 2014 | By | Category: La Voce del Seminario

Sono nato in Svizzera in aprile del 1968. In una famiglia di immigrati spagnoli. Dai miei genitori ho ricevuto una fiducia sconfinata, una fede sobria -quasi implicita- centrata sulla persona di Gesù, una sana distanza dalle sagrestie. Nonché un’affermazione “combattiva” dell’orgoglio mediterraneo.

P.Jean-P Hernandez S.J.

La mia infanzia è il ricordo di molte città diverse dove i miei si spostano per lavoro, per nostalgia o per gusto. E l’impressione di essere ovunque fondamentalmente “di altrove”. La libertà della strada. Il fascino di “colui che passa”.

Due gesuiti, amici di studio di mio padre, abitano la mia mitologia infantile. Del primo mi colpisce la sua capacità di parlare di tutto ciò che non è “chiesa”. Risata franca. Pagliaccio. Il secondo è coltissimo, ma esageratamente modesto. Agli 8 anni una conoscente battista mi regala “Le belle storie della Bibbia”. Mi piacque molto.

L’adolescenza sono lotte ideologiche, sogni di grandezza (nel campo del giornalismo), e distanza rispetto a una Chiesa ufficiale “smorta e anacquata”. Non faccio la cresima. Un amico calvinista mi presta una biografia di Francesco: voglio una vita come questa!

Nel liceo faccio parte di un gruppo pentecostale ma mi interessano i gesuiti perchè i professori ne parlano così male! Molti dei miei amici non credono; vorrei dare la vita per la loro fede. Ma non so parlare. Mi vergogno. Allora la mia vita stessa deve parlare. Farsi certosino?

Presto la figura di Giovanni Paolo II diventerà centrale nel mio cammino vocazionale. Ripete: c’è bisogno di preti. Penso: Beh! Se è vero che c’è bisogno, si può anche fare. Leggo poi Ignazio: “difesa e propagazione della fede”, “sotto il Romano Pontefice”. E ciò come “preti poveri e itineranti”. Cosa aspetto! Sei troppo giovane, mi dicono i miei dopo la maturità. Adesso li ringrazio.

Studio lettere a Friburgo e lavoro alla Radio Svizzera Internazionale. Alla fine del secondo anno, faccio gli Esercizi ignaziani. Questo Gesù voglio dare alla gente! Ho deciso di entrare nella Compagnia di Gesù mentre pedalavo con mio fratello sul “Camino de Santiago” verso la “Giornata mondiale della gioventù” del 1989.

Entro nel noviziato di Genova nel 1992. Mi aspettava una violenta purificazione da tutte le aspettative umane. “Il mio regno non è di questo mondo”. La “guerra delle onde” è nel cuore. Il cammino è interiore. Mi sento per la prima volta “povero pellegrino”. Gioia grande.

Poi la filosofia a Padova, con le prime esperienze apostoliche significative. Non avrei mai immaginato, Signore, di poter parlare di Te. Seguono due anni difficili nella nostra scuola di Torino, dove rimangono grandi amicizie. Capisco di non essere fatto per le istituzioni e le grandi strutture. Poi la teologia a Napoli. È dura tornare a scuola ai 30 anni! Ma è incredibilmente bello se si vive in una piccola comunità di periferia. Poi licenza e dottorato in teologia a Francoforte.

P.Jean-P. Hernandez S.J:

Fonte Gesuiti .it

 

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