Lavanda dei piedi, atto di amore totale di Cristo

apr 18th, 2014 | By | Category: Primo Piano

28 marzo 2013: Papa Francesco, durante la Messa in Coena Domini del Giovedì Santo celebrata nel carcere minorile di Casal del Marmo di Roma, esegue il rito della lavanda dei piedi a dodici detenuti, tra i quali una ragazza serba di fede musulmana.

 

17 aprile 2014: Papa Francesco, nella Messa in Coena Domini celebrata presso il Centro Santa Maria della Provvidenza della Fondazione Don Gnocchi di Casal del Marmo rinnova il rito della lavanda dei piedi a dodici disabili, tra i quali un adolescente di 16 anni originario di Capo Verde, una giovane di 27 anni di origine etiope e un libico di 75 anni musulmano.

(Foto R.Siciliani - fonte "il serrano")

La domanda che l’uomo comune si pone è: quale valore attribuire a questo rito che ha portato il Vicario di Cristo e Capo della Chiesa cattolica mondiale a inginocchiarsi e a compiere un gesto così umile e servile? La risposta è molto semplice: in entrambe le occasioni Papa Francesco ha ripetuto il gesto che Gesù fece nel corso dell’Ultima Cena, alla vigilia della sua passione, nei confronti degli Apostoli, come riportato nel Vangelo di Giovanni: “Gesù sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava si alzò da tavola, depose le vesti e, preso un asciugatoio, se lo cinse intorno alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei suoi discepoli e ad asciugarli con l’asciugatoio di cui si era cinto”.

Allora la nuova domanda è: quale significato attribuire a questo gesto che Gesù fece nei confronti degli Apostoli? Anche in questo caso la risposta è molto semplice: il gesto di Gesù è un gesto di amore totale e di totale purificazione, quella purificazione che porterà alla salvezza dell’umanità intera con la sua passione, morte e resurrezione. Una risposta che è facile cogliere nei Vangeli di Giovanni: ”sapendo che era giunta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine” e di Marco: “non è venuto per essere servito ma per servire e dare la propria vita per molti”.

Il rito della lavanda dei piedi che la Chiesa celebra nella Messa in Coena Domini del Giovedì Santo è il simbolo di un Cristo, che pur essendo figlio di Dio, si umilia per mettersi al servizio di tutti prima di andare incontro al martirio e alla morte. Un Cristo che si è fatto uomo tra gli uomini, ma che vuole lasciare, con il suo gesto, un testamento spirituale ai suoi Apostoli e all’umanità intera affinché tutti possano amarsi l’un l’altro, con quell’amore universale che Dio stesso riversa verso di noi. Un gesto che supera ogni orizzonte di generosità e di altruismo, come si evince dal confronto tra l’opposizione di Pietro. “non mi laverai mai i piedi” e la risposta di Gesù: “se non ti laverò non avrai parte in me”.

Papa Francesco, ripetendo il gesto che Gesù fece oltre duemila anni fa, ci rivolge l’invito a non dissociarsi da quella via indicata da Cristo ma a seguirne l’esempio mettendoci al servizio degli altri e ad aiutarci come fratelli in Cristo.

La lavanda dei piedi, aveva detto il Sommo Pontefice ai carcerati di Casal del Marmo di Roma, “è simbolo del fatto che chi è più in alto deve servire gli altri”. La lavanda dei piedi, ha ribadito il Papa ai disabili della Fondazione Don Gnocchi “è un gesto simbolico, di servizio da schiavi. Questa è l’eredità: dovete farvi servi gli uni degli altri, servitori nell’amore”.

La lettura del Vangelo di Giovanni sulla lavanda dei piedi è davvero sconvolgente. Un gesto di umiltà e di amore che Gesù ha voluto lasciare come testimonianza ai suoi discepoli nell’ultima sera di vita terrena nello stesso posto, “il cenacolo”, dove si era consumato simbolicamente il rito del pane e del vino, corpo e sangue di Cristo. Un argomento che troviamo soltanto nel Vangelo di Giovanni, e non nei Vangeli sinottici, che considero tra i più belli che ci siano pervenuti. L’insegnamento che Gesù ha voluto lasciarci con il gesto della lavanda dei piedi, che la Chiesa rinnova ogni anno, lo troviamo nelle stesse parole, che possono sembrare dure e di ammonimento, ma che sono invece di disciplina e di ammaestramento, dette ai suoi Apostoli alla conclusione del rito, come ci racconta sempre Giovanni: “Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché io lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi”.

L’importanza che Papa Francesco attribuisce al gesto di Gesù con il rinnovamento del rito della lavanda dei piedi rappresenta, per noi cristiani, l’esaltazione mistica della totale donazione di Cristo, che si è fatto uomo per la salvezza dell’umanità

 

Cosimo Lasorsa

 

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