Il Cardinale De Giorgi al Club di Matera

apr 16th, 2014 | By | Category: Vita del Serra

Il Serra Club di Matera ha ospitato in questa città il cardinale Salvatore De Giorgi che ha tenuto nella “Casa Cava”, bella e singolare struttura direttamente scavata nell’interno tufaceo, una sua elegante e dotta riflessione sul tema: “LA BELLEZZA DI ESSERE CHIAMATI A CRISTO COME ESEMPIO CONCRETO DI VERITA’ E DI AMORE”

La bellezza in sé suscita sempre stupore ed ammirazione. Ammiriamo un’opera d’arte, ammiriamo lo splendore del sorgere del sole e la delicatezza del suo tramonto. La luna, le stelle del firmamento e tanti altri aspetti della natura ci affascinano nel loro incanto. E’ il “Creato” fatto da Dio nella sua perfezione”.

Prima della conversazione del Cardinale, il nostro Presidente dott. Salvatore Milanese si è soffermato con un breve, ma esauriente excursus, sulla storia e sulle attività svolte dal Serra Club di Matera, nonché sulla bella figura del  beato Junipero Serra. Il Presidente ha precisato che l’incontro serrano rientra tra le attività per la candidatura della città di Matera inclusa nella short list delle sei città finaliste candidate al titolo di capitale europea della cultura per il 2019.

Successivamente il cappellano del Serra Club di Matera, don Mimì Falcicchio, ha ringraziato il Cardinale per l’attenzione e la benevolenza mostrata, con la sua presenza, alla Diocesi di Matera-Irsina ed al Serra Club. Ha espresso anche alcune sue riflessioni in ordine all’argomento da trattare, significando che proprio la specificità della bellezza “indica la strada della ricerca di Dio, disponendo il cuore e la mente all’incontro con Cristo, bellezza della santità incarnata”.

Dopo il cappellano sono brevemente intervenuti con i loro saluti, il Governatore del Distretto n. 73 dott. Angelo Pomes, il past President nazionale avv. Donato Viti ed il Presidente dell’Amministrazione Provinciale dott. Franco Stella.

La parte introduttiva che ha preceduto la prolusione del Cardinale è stata conclusa dal nostro Arcivescovo, S.Ecc. mons. Salvatore Ligorio. Egli ha fatto memoria del passato ed ha ricordato quando lo stesso De Giorgi, non ancora porporato, con il cardinale Giordano, hanno tenuto in Matera corsi di aggiornamento a catechisti ed insegnanti di religione ed hanno curato gli esercizi spirituali presso il clero materano. La scelta del luogo, la particolare struttura della “Casa Cava”, ha precisato l’Arcivescovo, è stata operata anche per fare memoria del passato e continuare ad attingere oggi da quelle esperienze per un dialogo aperto.

Il cardinale Salvatore De Giorgi, a cui da parte dei numerosi presenti in sala è stata riservata un’accoglienza veramente calorosa, dopo i saluti che ha rivolto alle autorità civili, religiose e serrane presenti alla manifestazione, ha tracciato un profilo più profondo e significativo sul valore della bellezza. La fede, l’amore, la misericordia, la gioia sono simboli della “Bellezza” che ci mettono in grado di praticare modelli di sviluppo che derivano dal dono che Dio, nel suo grande amore, concede all’uomo. Dono che è in contrasto con la società dell’utilità e del profitto. Abbiamo ricevuto un grande insegnamento morale. S. Eminenza ci ha indicato un significativo percorso di riflessione, facendoci capire che la bellezza spirituale è “Verità”, è la ricerca di Dio nella virtù del vero cristiano, con la ricerca del “Cristo” che è la bellezza della santità incarnata.

S.Em. il Cardinale De Giorgi è sempre stato, come lui stesso ha detto, un convinto assertore dell’importanza del Serra Club, che ritiene una realtà ecclesiale essenziale nella sua opera istituzionale. Nella sua conversazione ha fatto più volte riferimento all’opera missionaria svolta dal beato Junipero Serra, nella cui figura ha colto un vero segno concreto della bellezza della fede. Ha definito il beato “annunciatore entusiasta della verità del vangelo con l’amore di Cristo”.

L’esortazione di S. Eminenza a cogliere con fede, con convinzione, con gioia ed entusiasmo la nuova evangelizzazione non vuole significare che egli proponga un nuovo vangelo, ma il proposito di annunciare lo stesso vangelo in un mondo che cambia e che, purtroppo, non sempre muta in meglio. Il suo discorso è stato incentrato su tre punti fondamentali: “la bellezza della vocazione a Cristo come dono”, “Cristo Verità da annunciare”, “Gesù Cristo amore da testimoniare”, con il postulato che la bellezza della vocazione è un dono. Un dono che, però, presuppone la collaborazione attiva del chiamato. Il Cardinale ha poi illustrato in dettaglio questi passaggi. Punto di partenza, per il Cardinale, è la chiamata di Gesù, “segno perfetto, concreto, intramontabile, antico e sempre nuovo della verità e dell’amore”, chiamata che rivolge a ciascuno di noi per collaborare con lui nell’opera della salvezza. E’ importante riconoscere, ha voluto precisare lo stesso prelato, che questo è un dono, ma che viene affidato alla nostra responsabilità.

Le altre due riflessioni concernenti il Cristo come “Verità” da annunciare e come “Amore” da testimoniare, si possono tradurre, in sintesi, nella bellezza della vocazione cristiana quale comunione con Dio che rende efficace la missione. L’accettazione della chiamata non è un obbligo da eseguire, ma è una “risposta gioiosa, generosa ed audace”da parte del chiamato. La Chiesa è tutta missionaria ed è l’unica detentrice della “Verità” nel “Credo”, e missionari dovremmo esserlo anche noi, tutti attivi nell’annuncio della “Verità”, con la consapevolezza che è il Signore che ci ha chiamati.

Durante il convegno, da parte del pubblico, sono state poste domande e proposte osservazioni rivolte al Presule per conoscere indicazioni per nuove strategie da individuare e seguire nell’insegnamento scolastico, per quei ragazzi molte volte distratti da sollecitazioni non sempre positive della società contemporanea. E’ intervenuta anche una signora che ha chiesto sino a che punto si può veramente ambire al ruolo completo ed efficace di genitori in una società in cui manca l’amore e l’altruismo. Il Presule, in risposta, ha tracciato un profilo della situazione. Oggi la idolatria del danaro sta producendo tante sofferenze perché la moneta, che dovrebbe essere al servizio della società, invece, la governa. Oggi v’è un’ ingiustizia che genera violenza e il consumismo sfrenato provoca danni al tessuto sociale. “Siamo stati noi adulti a costruire una società sbagliata”. Quindi, ha risposto il Cardinale, occorre una forte interazione tra la famiglia, la chiesa e la scuola. Se queste istituzioni seguono indirizzi diversi, creano nei giovani solo confusione. In modo particolare la famiglia, però, ha bisogno di ricostruirsi, diversamente la società ne risentirà negativamente.

A conclusione della “lectio magistralis” S.Em. il Cardinale ha offerto un messaggio di speranza radicato nella bellezza della fede: “la grandezza e la bellezza del Cristiano non sta nella funzione, ma nella traduzione del Vangelo, perché quando noi leggiamo il Vangelo gustiamo la bellezza dell’Uomo-Dio che ci ha redenti” ed ha invitato i Serrani a recitare ogni giorno il S. Rosario.

Alla manifestazione erano presenti anche il Prefetto di Matera dott. Luigi Pizzi; il V.Questore dr. Nicola Modarelli; il Ten col. della Legione Carabinieri di Matera dott. Antonio Russo; il già citato Presidente dell’Amministrazione Provinciale dott. Franco Stella; S.Ecc. mons. Michele Scandiffio, vescovo emerito di Acerenza; S.Ecc. mons. Rocco Favale vescovo emerito di Vallo della Lucania.

Lino Sabino

 

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