Servizio ai fratelli nel bisogno

mar 20th, 2014 | By | Category: Primo Piano

Ad un recente meeting del Serra Club Genova Pegli 364 è stato invitato il Padre Guardiano dei Cappuccini del Santuario Padre Santo di Genova, P. Gabriele Ambu, che ha sviluppato il tema “La bellezza della chiamata al servizio dei fratelli nel bisogno.”

P. Ambu, per chiarire bene il concetto di “servizio al prossimo,” ha richiamato il brano del Vangelo di Luca (Lc 17, 10) “Il dovere” in cui Gesù usa un’espressione piuttosto dura: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare.”

In una società come l’odierna, dominata dalla legge del mercato, prevale “la logica del dare per ricevere,” con la conseguente attesa per ogni prestazione di un corrispettivo. Gesù con la sua parabola va contro questo tipo di mentalità.

Se ci poniamo come servi in rapporto a Dio, Lo vediamo come un padrone, che ci chiede tanto, ma nella realtà spesso non esaudisce le nostre richieste. In verità Dio si è fatto servo in Gesù, un servo sofferente, che lava i piedi ai discepoli, che offre la sua vita per il riscatto di molti.

Nell’adorazione eucaristica ci si pone a tu per tu con Dio, con Colui che non ci priva mai della sua amicizia, ma ci richiama alla “logica del servizio al prossimo” come ha fatto Gesù.

L’Apostolo Paolo nella prima lettera ai Corinzi (1Cor 9, 16) dice di considerare la predicazione del Vangelo non un vanto, ma un dovere, un incarico che gli è stato affidato, in virtù del quale diventa collaboratore di Dio, predicando gratuitamente. E’ stimolo quindi a sentirsi collaboratori di Dio nell’essere servi inutili, scelti da Lui per servire gli altri.

La fede che Gesù ci chiede di vivere in forza del battesimo, e in silenzio, è non fare il bene per vanto. La ricompensa è la gioia di servire, nella consapevolezza che senza il Signore non possiamo fare nulla, come Lui stesso dice nella parabola della “Vite e i tralci” (Gv 15, 5). Gesù, ricorda Paolo (At 20, 34-35), disse anche: “Vi è più gioia nel dare che nel ricevere!” Il Signore si è rimesso al Padre fino all’ultimo respiro (Lc 23, 46) e “pur essendo di natura divina, spogliò se stesso assumendo la condizione di servo e umiliò se stesso “facendosi obbediente fino alla morte.” (Fil 2, 5-8).

Gesù è l’unico servo che ha fatto tutto quello che doveva fare, sempre nell’umiltà più completa e nella totale obbedienza a Dio Padre..

Tutti possiamo servire Dio e il prossimo con gioia, se sentiamo l’incontro con l’Eucaristia come l’incontro con una persona viva.

P. Ambu ha richiamato l’attenzione sulle otto caratteristiche dello stile del dono indicate da Papa Benedetto XVI in un suo intervento al centro scout di Massariotta – Marineo (PA):

Amore, ovvero la capacità di volersi bene gli uni e gli altri – Vigore, sentire la responsabilità e fare le cose con passione e impegno – Limpidezza, non cadere nella tentazione del compromesso – Sapienza, continua formazione per essere abili nel leggere i segni, gli eventi, la storia delle persone – Energia, non scoraggiarsi di fronte ai fallimenti – Fortezza, per continuare il cammino con speranza, consapevoli che non saremo noi a raccogliere i frutti del bene, ma altri – Fedeltà e Coraggio, per essere perseveranti occorre molto coraggio, per essere fedeli ogni giorno molto impegno.

Dobbiamo dare spazio al Signore nella nostra vita e fare il bene attraverso i gesti quotidiani in famiglia, sul lavoro, nell’ambiente in cui viviamo. Non occorrono grandi opere, ha precisato P. Ambu.

Dopo la meditazione, ha trattato un argomento concreto parlando della Mensa dei Poveri gestita dai Cappuccini al Padre Santo già dal 1600.

Nel 2007, ha detto, si rivolgevano alla mensa circa quindici-venti persone, in gran parte clochards. Nel tempo sono aumentate notevolmente. Anche la tipologia dei richiedenti è mutata: si rivolgono alla mensa molti anziani, persone sole, uomini separati che faticano a mettere insieme un pasto, extracomunitari. Grazie alla donazione di un benefattore, la mensa è stata ampliata nell’Oratorio della Chiesa ed è in grado di accogliere centocinquanta persone, dal lunedì al sabato.

I Cappuccini, presso la loro Chiesa di S. Martino nella delegazione di Sestri Ponente, gestiscono un’altra mensa che serve circa ottanta persone. Il primo viene servito con un catering e il secondo in base al cibo di cui si dispone al momento. Preziosa è l’opera dei numerosi volontari che si avvicendano quotidianamente e dei benefattori.

Vengono anche distribuiti pacchi alimentari, ma è molto importante l’ascolto delle situazioni di vita difficili. Oggi c’è molta disperazione e solitudine nelle persone per la crisi economica, ma soprattutto per la profonda crisi spirituale che caratterizza questo tempo storico, dovuta alla caduta dei valori e all’ateismo che avanza rapidamente e rappresenta la forma di povertà spirituale peggiore che contraddistingue la nostra epoca.

 

LIDIA PISTARINO

 

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