Bussano alle porte della Chiesa

mar 20th, 2014 | By | Category: Mondo Cattolico

Il teologo don Raffaello Schiavone parla de: “i divorziati bussano alle porte della chiesa”

Da oltre trent’anni all’interno della Chiesa e su interesse diretto dei Papi l’argomento sui divorziati risposati ha suscitato un dibattito molto contrastato. Proprio per questo alla luce della richiesta di Papa Francesco di trovare strade innovative che non scardinino il principio dell’indissolubilità del matrimonio, il Presidente del Serra Club di Livorno, Dr. Paolo Lugetti, ha invitato il noto teologo don Raffaello Schiavone, docente di Teologia Morale presso l’Istituto di Scienze Religiose Niccolò Stenone di Pisa a fare chiarezza su una questione che sta interrogando le coscienze di molti. Tante infatti sono state le persone che hanno affollato la sala Alberto Ablondi della Parrocchia della Leccia, di cui don Schiavone è parroco.

“Il titolo della dibattito è menzognero” ha esordito don Raffaello, in quanto i divorziati, specie quelli che hanno subito il divorzio non sono mai stati esclusi dalla Chiesa; pertanto si deve parlare per alcuni casi di esclusione dalla partecipazione ai sacramenti, cosa questa ben diversa dall’esclusione piena dalla Chiesa. La Chiesa è una comunità dove ciascuno si sente al suo posto e nella Preghiera eucaristica vi è un’espressione dedicata ai “figli dispersi”, quindi i divorziati non devono sentirsi degli allontanati perché “chi è senza peccato scagli la prima pietra”. Pertanto è quanto mai necessario come dice Papa Francesco porre l’attenzione alle periferie non solo locali ma anche esistenziali e i divorziati purtroppo vivono questa esperienza e bisogna accompagnare e non condannare il fallimento dell’amore. Le situazioni sono diversissime e anche i teologi stanno riprendendo in considerazione il fatto che pur restando il matrimonio sacramentale indissolubile in quanto rappresenta l’amore di Cristo per la Chiesa, e il coniuge che rimane fedele è testimone dell’amore crocifisso di Cristo che rimane fedele fino all’abbandono e alla morte, non va dimenticato che la legge è fatta per l’uomo e non viceversa. Ecco che in attesa di ulteriori pronunciamenti, vi sono degli atteggiamenti da assumere quali quello di non colpevolizzare, ma di accogliere con una pastorale integrata senza ghettizzare. Va data molta attenzione cura alle coppie in crisi e soprattutto aiutare le giovani coppie a celebrare nella piena consapevolezza le nozze e tutti infine devono cercare la maternità nella Chiesa che cerca di mostrare il volto di Dio innamorato dell’uomo e che lo sostiene anche nei momenti di difficoltà.

Il dibattito che è seguito è stato molto vivace e don Raffaello con la chiarezza e la precisione che lo contraddistingue è riuscito a presentare l’attenzione della Chiesa a questi temi con un discernimento che è ben lungi da quanto molto spesso i mass media ci propongono.

 Monica Cuzzocrea

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