SERRA CLUB DI ROMA: ARTE E FEDE DEL BAROCCO ROMANO

mar 7th, 2014 | By | Category: Vita del Serra

Incontro dedicato all’arte quello svoltosi il 6 marzo presso la sede del Serra Club di Roma. Ospite d’onore della serata la Prof.ssa Simonetta Prosperi Valenti Rodinò, storico dell’arte di chiara fama internazionale e sorella del nostro Past Presidente Avv. Fausto Prosperi Valenti, che ha intrattenuto l’uditorio su un argomento di grande interesse dal titolo: “La Bellezza nella Fede e nell’Arte: il messaggio universale del Barocco romano”.

La Prof.ssa Prosperi Valenti si è laureata presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Firenze con una tesi su: “Il pittore Agostino Ciampelli” e dopo avere insegnato, nei primi anni di attività, Storia dell’Arte presso i Licei classici Benedetto da Norcia e Virgilio di Roma, è stata assunta, in seguito a concorso pubblico, dal Ministero dei Servizi Culturali e Ambientali, con la qualifica di Ispettore Storico dell’Arte con destinazione presso il Gabinetto Nazionale delle Stampe. Vincitrice del concorso a posto universitario di ruolo ha assolto l’incarico di Professore associato di Storia dell’Arte Medioevale e Moderna presso la Facoltà di Magistero dell’Università di Bologna. Chiamata per trasferimento dalla Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali della Tuscia di Viterbo ha ricoperto l’insegnamento di Storia del disegno, dell’incisione e della grafica, con la qualifica di Professore associato. Dal 2006 è titolare della cattedra di Storia dell’Arte Moderna presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Roma 2 Tor Vergata con la qualifica di professore ordinario. Autrice di numerose pubblicazioni ha partecipato a seminari in Italia e all’estero e ha fatto parte di numerose Commissioni per la discussione di tesi di dottorato presso Università italiane e straniere. Nota a livello internazionale quale massima studiosa del disegno italiano dei secoli XVI, XVII e XVIII, in particolare della scuola fiorentina e romana, è insignita del titolo di Accademica all’Accademia del Disegno di Firenze.

Il barocco è un movimento artistico che si sviluppò in Italia e in Europa nel XVII secolo e in parte del XVIII. Come cultura figurativa si affermò soprattutto a Roma nei primi decenni del 600, prima di estendersi alle maggiori città d’Europa. I caratteri essenziali dell’arte barocca si evidenziarono nei tre rami della pittura, della scultura e dell’architettura, come opposizione al sereno equilibrio del Rinascimento, con il richiamo delle linee curve, con il gioco delle sporgenze e delle rientranze e con gli effetti illusionistici che suggeriscono un concetto indefinito dello spazio, aspetti già preannunciati da Michelangelo Buonarroti con le forme maestose della Basilica di San Pietro. Questo periodo sarà dominato dal genio di Francesco Borromini, di Pietro da Cortona e, soprattutto, di Gian Luigi Bernini con i suoi gruppi marmorei improntati all’estremo naturalismo.

“La celebre frase “La bellezza salverà il mondo” – ha esordito la Prof.ssa Prosperi Valenti – pronunciata dallo scrittore russo Fiodor Dostojeskj, noto per la sua visione pessimistica della vita, ma uno degli autori che Papa Francesco mette tra i maestri laici di vita, ben si adatta al tema della mia comunicazione. La bellezza di cui intendo parlare in questa sede, affidata a una indagine artistica, riunisce in sé un valore etico, oltre che estetico, ed è per questo suo duplice valore che la bellezza si addice in modo particolare alle immagini di arte sacra”.

L’illustre oratore fa risalire le radici di questo soggetto alla filosofia classica greca, con riferimento particolare a Platone e al neoplatonismo che hanno influenzato tutto il Rinascimento italiano ed hanno espresso per primi il concetto del valore etico dell’arte, di quell’arte intesa come imitazione della natura, che tende a rappresentare il mondo e l’uomo nella dimensione più perfetta e bella possibile. “L’arte per Platone – ha affermato il relatore – ha questa spinta etica verso la perfezione che l’uomo tenta di raggiungere con tutto lo sforzo delle sue qualità intellettuali. L’Adamo della Creazione, dipinto da Michelangelo nella volta della Cappella Sistina, incarna questo ideale di bellezza estetica ed etica insieme, nella forte tensione morale che sottende alla figura. La bellezza delle Madonne di Raffaello possiede questa valenza estetica e morale, ma sarà soprattutto nel Seicento, durante la Controriforma, che la Chiesa utilizzò l’arte figurativa come mezzo di comunicazione per diffondere un messaggio sacro con un linguaggio forte, diretto, facilmente comprensibile anche da parte di fedeli illetterati e come strumento per la divulgazione di un messaggio evangelico contro la propaganda promossa dai Luterani e dai protestanti di tutta l’Europa”.

Un richiamo alla nascita e allo sviluppo dell’arte barocca che la storia attribuisce alla controriforma della Chiesa cattolica, tesa a combattere la riforma del protestantesimo con lo scopo di rigenerare la sua funzione politica, sociale e religiosa e di riaffermare la propria autorità. L’impatto della Chiesa fu quello di elevare il sentimento religioso e di suscitare sentimenti passionali con la creazione di un’arte emozionale dalla quale traspariva una chiara volontà di divulgazione della fede. Si può affermare, quindi, che non fu il barocco a influenzare la religione ma la Chiesa a influenzare la pittura, la scultura e l’architettura barocca, ponendo l’arte al servizio della fede. La Chiesa cattolica sarà, infatti, la più convinta sostenitrice dell’arte barocca e la maggiore committente di opere raffiguranti temi religiosi, con l’intento di esaltare la fede attraverso l’accentuazione delle forme dinamiche e la ricerca dell’effetto finalizzato alla commozione e alla drammatizzazione. “Sarà il barocco – ha affermato l’illustre ospite – a proclamare attraverso l’arte figurativa nuovi messaggi e tematiche antiprotestanti utilizzando iconografie nuove, quali soprattutto la Gloria di Dio, soggetto assai ricorrente nelle numerose decorazioni barocche. Nessun artista meglio del Bernini ha proclamato il messaggio della Gloria di Dio con le sue statue parlanti, animate, con le sue macchine esplosive nello spazio, con la sua capacità veramente unica di tradurre in spettacolo l’evento miracoloso. Nessun complesso barocco riassume questa concezione meglio della “Cattedra di San Pietro”, grande macchina in legno, avorio bronzo, bronzo dorato, che il Pontefice Alessandro VII commissionò al Bernini, opera di grande valenza politica, cui è affidato il messaggio politico della Chiesa trionfante, per esaltare il regno di Dio in terra e il potere temporale del papato”.

E’ questa la conclusione alla quale perviene la Prof.ssa Prosperi Valenti con la sua dotta dissertazione della rappresentazione trionfalistica del bello nell’arte barocca, che non si ferma soltanto al Bernini, ma si affida anche alle grandiose decorazioni di Pietro da Cortona con il “Trionfo della Divina Provvidenza” sul soffitto del salone al piano nobile di Palazzo Barberini, con gli effetti di uno straordinario illusionismo ottico che non fa distinguere la realtà dalla finzione, a Giovanni Battista Gaulli detto “Baciccio” con il “Trionfo dell’Eucarestia” sulla volta della Chiesa del Gesù a Roma, capolavoro assoluto per massa e colori e con un incredibile effetto di prospettiva e ad Andrea Pozzo con il “Trionfo di Sant’Ignazio” nella Chiesa dei Gesuiti a Roma, dove si assiste a una dilatazione dello spazio grazie all’illusionismo, via per elevare l’uomo sino a Dio, e per trasportarlo alla contemplazione del soprannaturale.

Un intervento di alto livello culturale, reso ancora più interessante dalla proiezione di splendide diapositive, dove arte e fede si unificano in un linguaggio figurativo come espressione di bellezza e di profondo significato spirituale.

Alla conviviale hanno partecipato anche l’Avv. Emilio Artiglieri, Presidente della Fondazione Beato Junipero Serra, e Mons. Concetto Occhipinti, Rettore del Seminario Romano Maggiore, presso il quale ci recheremo nel prossimo mese di aprile per un incontro con i seminaristi per la preparazione alla Pasqua.

Cosimo Lasorsa

 

Tags: , , , , , , , , , , ,

Comments are closed.