Non ho paura

feb 1st, 2014 | By | Category: Pastorale Vocazionale

“Non abbiate paura” (Mt28,10). Queste parole Gesù le rivolge ai suoi discepoli dopo la risurrezione, e le stesse parole rivolge a noi oggi in circostanze diverse.

Noi, che ci troviamo nell’anno propedeutico (è un anno di preparazione per far ingresso in seminario di Scutari in Albania) ripetiamo con il cuore e con la mente quotidianamente queste parole, affinché ci siano di aiuto per non cadere nel timore, del resto Gesù stesso ci esorta  “Pregare per non cadere in tentazione” (Lc 22,40).

Quindi, noi abbiamo l’arma più potente che un cristiano possa avere, la preghiera! Noi, d’altronde avvertiamo la presenza del Signore e il suo amore nella preghiera. Ci rende gioiosi la consapevolezza che siamo liberi di pregare, una libertà che tempo fa non l’avevamo.

Grazie al rettore  don Leonardo Falco, abbiamo conosciuto il sig. Ndrec Haxhari che  ci ha dato una testimonianza concreta di quei tempiin cui dominava il regime comunista ed ha testimoniato,  commuovendosi,  come viveva la Chiesa, la persecuzione subita dal clero e dai fedeli nel tempo del regime comunista qui in Albania, dove nemmeno il nome di Dio si poteva nominare, e se qualcuno osava farlo, subito lo attendeva la galera.

Quello che ci ha impressionati è stato che mentre lui raccontava si commuoveva ma perché? – ci siamo chiesti. Perché gli scendevano le lacrime? Le sue lacrime erano un ricordo amaro di tutti quei uomini e donne e di quei martiri che non avevano esitato a dare la loro vita per Cristo e soprattutto per quei sacerdoti che ogni cosa che loro svolgevano, era per il bene e la libertà del popolo nel nome del Signore.

La luce dei loro occhi era piena di fede e speranza in Dio e non temevano affatto la malvagità di questi uomini, ma volevano che il popolo si sentisse libero di amare e servire il Signore.

Oggi siamo liberi! Allora a questo punto ci domandiamo che cosa ci impedisce a questo punto di vivere la nostra relazione con il Signore? Lo Stato? La Società? La Famiglia? “La dittatura” oppure me stesso?

Molte persone domandandosi trovano la risposta in quest’ultima ipotesi e soprattutto i giovani! Una cosa è certa che non siamo padroni di noi stessi,ricordandosi sempre che l’ultimo giorno sarà la nostra anima che dovrà rendere conto anche del nostro corpo.

Per questo Gesù ci invita tutti  noi che crediamo in lui: “ Andate in tutto il mondo e predicate la buona notizia a tutti gli uomini” (Mc 16,15). Ogni giorno le nostre preghiere sono rivolte affinché ci siano uomini e donne che rispondano fedelmente all’invito del Signore e ringraziandolo per la sua benevolenza che giornalmente ci accompagna.

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