Pregare e testimoniare insieme è bello

gen 29th, 2014 | By | Category: Eventi

I diversi momenti della Settimana di preghiera appena conclusa a Milano hanno testimoniato il desiderio, condiviso dai fedeli delle varie confessioni, di operare in unità e in comunione

Ogni anno, durante la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, ci si ritrova ad affrontare il tema della prospettiva ecumenica delle Chiese, e ogni anno si rimane indecisi tra la speranza di un futuro più chiaro e un presente fatto ancora di passi piccoli e incerti. Eppure lo spirito ecumenico progredisce; senza fenomeni eclatanti, né evidenti trasformazioni, ma nel clima diffuso di accoglienza e di apertura al confronto. Così la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani di quest’anno, appena conclusa, ha messo in luce tutti i grandi temi di fondo che l’intento ecumenico porta con sé, insieme alla provocazione radicale quale è la divisione in nome dello stesso Cristo.

Paradosso e scandalo perché Cristo non può essere diviso, come ha sottolineato il tema della Settimana accogliendo l’insegnamento dell’apostolo Paolo nella sua Lettera ai Corinti (1Cor 1,1-17), che esorta a vivere d’accordo, senza contrasti, né divisioni. Un richiamo che vale particolarmente oggi, nel confronto con la globalizzazione e l’integrazione multiculturale: non dobbiamo erigere mura intorno a noi – tanto meno nel nome di Cristo -, ma piuttosto «creare unità nella diversità, cioè nella comunione – spiega padre Traian Valdman, della Chiesa Ortodossa romena di Milano -. Siamo chiamati a vivere d’accordo a coltivare il dialogo, a superare le divisioni esistenti e a evitare di crearne di nuove». Testimoniare insieme, quindi, la buona novella di salvezza.

E i fedeli hanno recepito questo messaggio e questa intenzione. Alla celebrazione di apertura della Settimana, nella chiesa di San Francesco di Paola in via Manzoni, c’era l’affollamento delle grandi occasioni. Le diverse voci oranti, i doni portati all’altare – una Bibbia, un’icona di Cristo e una candela di luce, come simboli di ciò che connota la vita di ogni Chiesa e ne sancisce la medesima origine – e la presenza di ministri e fedeli appartenenti alle 16 Chiese che compongono il Consiglio delle Chiese Cristiane di Milano hanno evidenziato il desiderio e la necessità del sentirsi uniti in Cristo, e non divisi.

L’obiettivo di «operare insieme, quanto più possibile, ai diversi livelli della vita ecclesiale» è stato espresso anche dai giovani che si sono ritrovati nella chiesa metodista di via Porro Lambertenghi, da quanti hanno pregato i Vespri nella chiesa greco-ortodossa di Santa Maria Podone, da chi ha condiviso un breve tempo di ascolto e preghiera ecumenica nella pausa-pranzo dei giorni feriali nella chiesa ortodossa russa in San Vito al Pasquirolo, e infine anche da chi ha seguito la riflessione biblica proposta nella Chiesa Cristiana Protestante.

Dalla base, dunque, oltre che dal dibattito ad alto livello – quale è stata la tavola rotonda sul tema “Realtà e prospettive dell’ecumenismo oggi in Italia”, con gli interventi di Cristiano Bottega (direttore dell’Ufficio nazionale Cei per l’ecumenismo e il dialogo), dalla pastora valdese Maria Bonafede e dalla teologa ortodossa Elisabetta Figiani (presidente del Consiglio delle Chiese Cristiane di Napoli) – è giunta la sollecitazione a non trascurare l’ecumenismo già vivo e operante e a proseguire con intensità il dialogo tra le Chiese, sul piano della carità e della conoscenza e della verità, rafforzando quanto i fedeli sono ormai propensi a condividere.

Rosangela VEGETTI

 

 

fonte Incrocinews

Tags: ,

Comments are closed.