Mendel day

gen 29th, 2014 | By | Category: Cultura

I Mendel day sono giunti alla seconda edizione, che si terrà tra febbraio e marzo 2014. La squadra dei relatori coinvolti è di notevole riguardo, e comprende storici, filosofi, medici e scienziati che vogliono dare il loro contributo ad una lettura del rapporto tra scienza e fede fondata e non ideologica. Collaborano infatti ai Mendel day di quest’anno tante personalità di rilievo (in ordine alfabetico): Francesco Agnoli, Andrea Bartelloni,  Carla Basili, Carlo Bellieni,  Gabriele Bernardi, Marco Bersanelli,  Lorenzo Bertocchi,  Antonello Cavallotto, Domenico Coviello, Paolo de Lisi,Giulio Fanti, Umberto Fasol, Massimo Gandolfini,  Mario Gargantini,  Paolo Musso,Enzo Pennetta,Lorenzo Schoepflin,Giovanni Strafellini,Giulia Tanel, ….

In un articolo pubblicato su Il Timone di gennaio, si spiega così il senso dei Mendel day: “Mendel day, dunque, per ricordare che la genetica penetra l’intelligenza del Creatore posta nel creato; per rammentare che la vita non è cosa nostra, ma realtà che obbedisce a leggi e che nello stesso tempo sprofonda nel Mistero; per tornare ad uno sguardo, sulla natura e sull’uomo, religioso, cioè stupito, amorevole, estraneo ad ogni riduzionismo materialista. Dietro il genoma, infatti, c’è un mondo, e, soprattutto, una domanda: di Chi ci parla l’ “intelligenza” della vita?”.

Di seguito il calendario, aggiornabile, dei Mendel day:

-7 febbraio 2014: Rovereto (Trento) Umberto Fasol (biologo): Da Mendel a Lejeune: scienza, genetica e fede -Massimo Gandolfini (neuroscienziato): “Chi è l’uomo perché te ne curi?” Il contributo delle neuroscienze.- Ore 20.30, Auditorium Centro civico Brione, Via S. Pellico 16, Rovereto (Tn).

-7 febbraio 2014: Mori (Tn) Francesco Agnoli (storico): Gregor Mendel: genetica, scienza e fede- Giovanni Strafellini (ingnegnere, Univerisità di Trento): C’è spazio per Dio, nell’età della scienza?  ore 20.30, oratorio parrocchiale, via G. Battisti 2, Mori (Trento).

-7 febbraio 2013: Riccione – Mario Gargantini: Da Mendel a Lejeune: scienza, genetica e fede – Ore 20.30, auditorium del liceo scientifico A. Volta di Riccione, Via Piacenza n.28, Riccione.

-venerdì 14 febbraio, Brescia: -Umberto Fasol (biologo): Da Mendel a Lejeune: scienza, genetica e fede -Giulio Fanti (ingegnere): La sindone, tra scienza e fede – Ore 20.30, Scuola “V. Chizzolini”: Piazza Caduti della Libertá, 6 – 25168 Sarezzo (Brescia)

-21 febbraio: Piacenza – Francesco Agnoli (storico): Da Mendel a Lejeune: scienza, genetica e fede – Massimo Gandolfini (neuroscienziato, vice presidente di Scienza & vita nazionale): “Chi è l’uomo perché te ne curi?” Il contributo delle neuroscienze  - Ore 20.30, parrocchia santi Angeli Custodi, Via Trebbia 89, Piacenza

-21 febbraio: Vittorio Veneto – Umberto Fasol (biologo): Da Mendel a Lejeune: scienza, genetica e fede -Giulio Fanti (ingegnere ): La sindone, tra scienza e fede

Ore 20.30, ridotto del Teatro Da Ponte, in Via Martiri della Libertà 36 (Vittorio Veneto) -

-22 febbraio : Arezzo – Lorenzo Schoepflin: Gregor Mendel: genetica, scienza e fede – Ore 16, parrocchia del Sacro Cuore – Piazza Giotto, Sala Rossa

-28 febbraio, Verona – Francesco Agnoli: Da Mendel a Lejeune: scienza, genetica e fede – Massimo Gandolfini (neuroscienziato, vice presidente di Scienza e vita nazionale): Chi è l’uomo perché te ne curi? Il contributo delle neuroscienze – Ore 20.30, Istituto Alle Stimmate, via Carlo Montanari 1/3, Verona

-7 marzo: Siena – Enzo Pennetta (naturalista): Da Mendel a Lejeune: scienza, genetica e fede – Carlo Bellieni (neonatologo): Sento dunque sono (la scienza e la vita prenatale) – Ore 21,

-8 marzo: Conegliano Veneto: – Lorenzo Bertocchi: Da Mendel a Lejeune: scienza, genetica e fede – Renzo Puccetti: Ore 10, auditorium Toniolo, via Galilei, Conegliano Veneto

-13 marzo: Cognola (Trento) -Carlo Curcio, Gregor Mendel: genetica, scienza e fede Dr. Conti, neoruscienziato – Ore 20.30, Sala Polivalente del Centro Civico di Cognola (Trento).

-15 marzo: Pavia – Paolo Musso:

-21 marzo: Imola – Francesco Agnoli, Da Mendel a Lejeune: scienza, genetica e fede – Massimo Gandolfini, Chi è l’uomo perché te ne curi? Il contributo delle neuroscienze – Ore 18, Oratorio Santa Caterina, via Cavout 2/e, Imola (Bo)

21 Marzo: Milano -Paolo Musso, La scienza e l’idea di ragione – Marco Bersanelli – Ore 17, Statale

-29 marzo: san Giovanni Rotondo (Foggia) – Gennaro Cera: Gregor Mendel: genetica, scienza e fede- Seguiranno altri interventi- Presso Cenacolo S. Chiara (info: 3387250836)

Altri Mendel day in programma: Roma, Brindisi, Cremona, Pontremoli, Genova, La Spezia….  Per  info: www.mendelday.org; mendelday@mendelday.org

Estratto sulla vita di Gregor Mendel

1) “…Benché sulla vita privata di Mendel si conosca poco, sappiamo che egli fu uomo semplice, amabile con i suoi studenti, riservato, talvolta estremamente timido. Riguardo ai suoi interessi naturalistici riteneva che “le forze della natura agiscono secondo una segreta armonia che è compito dell’uomo scoprire per il bene dell’uomo stesso e la gloria del Creatore”. Sulla stessa linea, proprio il suo maestro, sant’Agostino, in un passo che forse Mendel conosceva, aveva scritto: “La bellezza della terra è come una voce muta che si leva dalla terra. Tu l’osservi, vedi la sua bellezza, la sua fecondità, le sue risorse; vedi come si riproduca un seme facendo germogliare il più delle volte una cosa diversa da quella che era stata seminata. Osservi tutto questo e con la tua riflessione quasi ti metti ad interrogarla… Pieno di stupore continui la ricerca e scrutando a fondo scopri una grande potenza, una grande bellezza e uno stupefacente vigore. Non potendo avere in sé né da sé questo vigore, subito ti vien da pensare che, se non se l’è potuto dare da sé, gliel’ha dato lui, il Creatore. In tal modo ciò che hai scoperto nella creatura è la voce della sua confessione che ti porta a lodare Dio”. Del resto la scoperta delle leggi della genetica, nota il biografo Alain Corcos, derivava a Mendel, “monaco Agostianiano e prete”, anche dalla sua stessa fede religiosa, per la quale in un mondo creato da un Dio Ragione, Legislatore universale, deve esistere una regolarità nella natura: “Dal momento che Dio ha creato l’intero universo, perché le leggi naturali dovrebbero esistere solamente nella fisica e nella chimica? Forse esse esistono anche in biologia, ma nessuno le ha cercate nel modo giusto”.

Inoltre Mendel era perfettamente integrato nella vita religiosa del suo monastero, che prevedeva tanta preghiera (attraverso cui l’uomo attinge da Dio la forza di amare ogni giorno la quotidianità ed il creato, e l’umano, incontrando il divino, si fa fecondare e diviene collaboratore dell’opera creatrice), una assidua vita liturgica (secondo l’antico rito latino, che allora unificava l’orbe cattolico) e l’importanza delle opere di carità. All’inizio del suo servizio in monastero Mendel infatti fu mandato a fare l’assistente spirituale in un ospedale vicino al monastero. Ma ben presto sembrò, sia lui che al suo abate, che non fosse quella la sua missione, per la sua “invincibile timidezza nei confronti dei malati e dei sofferenti”.

Ciononostante, alla sua morte il giornale locale Tagesbote scrisse che era morto un “prete esemplare” e un “benefattore dei poveri”. Non sappiamo bene cosa si nasconda dietro questa definizione, però è certo che l’attenzione ai poveri, come all’assistenza ai malati, era sempre stata, con le inevitabili e deplorevoli eccezioni, un dovere monastico cui Mendel non si sottrasse (per esempio pagando gli studi a dei ragazzi poveri, quando era abate; dando lezioni private gratuite; aiutando a studiare i figli della sorella più giovane, Teresa- due dei quali diverranno medici e uno astronomo). Inoltre Mendel, come abate, svolse il ruolo di curatore dell’Istituto moravo per i sordomuti. Questo fatto può apparire strano, oggi, ma è opportuno ricordare che proprio sant’Agostino, cui l’ordine monastico di Mendel si rifaceva, è ricordato come uno dei primi santi ad occuparsi dei sordomuti, che nell’antichità pagana, prima dell’avvento del cristianesimo, erano invece, sovente, uccisi sin da piccoli o profondamente misconosciuti nella loro dignità umana. …” (da: Lazzaro Spallanzani e Gregor Mendel. Alle origini della biologia e della genetica, Cantagalli, 2012).

Antonello Cavallotto

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