Il compimento di un’attesa: un esempio vocazionale da imitare

gen 29th, 2014 | By | Category: Pastorale Vocazionale

Nel 1852 l’Arcivescovo di Napoli, il Venerabile Card. Sisto Riario Sforza diede avvio alla causa di beatificazione della Regina di Napoli Maria Cristina di Savoia, riconoscendo le sue innumerevoli opere di carità a favore del suo popolo. Pio XI il 6 maggio 1937 riconobbe l’eroicità delle virtù della Serva di Dio ed infine Papa Francesco ha riconosciuto il 2 maggio 2013 il miracolo avvenuto a Genova nel 1866 a favore di Maria Vallarino, guarita dal tumore al seno, per intercessione della Venerabile Maria Cristina ed operato da Dio. La nuova Beata ci offre un messaggio attuale di virtù praticabili avendo compreso fin da piccola che la vera ricchezza è nell’amore di Dio, che servire i fratelli e soccorrerli nelle loro necessità è praticare la vita buona del Vangelo. La sua storia terrena è ampiamente conosciuta, meno la sua infinità bontà, ma non a Napoli che le diede l’appellativo di “Reginella di Napoli” per la sua giovane età e per il candore della sua anima rivolta al bene supremo che è Dio. “Credo Domine, credo Domine” la sua perenne invocazione, sia per ottenere la grazia della maternità che per adempiere alla volontà di diffondere la pienezza del messaggio evangelico in un tempo storico difficile e dilaniato da guerre e divisioni. Il 25 gennaio, nella basilica di S.Chiara a Napoli, tempio costruito dagli Angioini nel sec. XIII, sacrario dei Re di Napoli, è avvenuta la solenne cerimonia di beatificazione celebrata dal Card. Crescenzio Sepe, Vescovo di Napoli, alla presenza dei card. Amato e Martino e dell’intero capitolo francescano. Rilevante la partecipazione della principessa Maria Gabriella di Savoia accompagnata dai figli e dell’ultimo discendente dei Borboni Carlo con la moglie Camilla, a dir la verità molto presenti qui e a Caserta, e dei principi napoletani di antico lignaggio. A far gli onori di casa il “Convegno culturale Maria Cristina di Savoia” con la presidente nazionale ed una folta delegazione delle sezioni di Aversa e Caserta che si è adoperata per la buona riuscita dell’evento. La figura della giovanissima Regina di Napoli è ancora cara nella tradizione napoletana, come un’immagine di donna ricca e potente che, invece di vivere del ruolo regale, ha voluto mettere a servizio della Chiesa e del popolo ingenti ricchezze per soccorrere i fratelli sofferenti ed in particolare le donne umili, alle quali donava il corredo per il matrimonio. Diede impulso alle seterie di San Leucio ordinando sete preziose per i paramenti dei sacerdoti e per l’arredo della mensa eucaristica, donando con gioia tanto del suo patrimonio da essere considerata virtuosa e santa nell’accezione popolare. Il card. Sepe nella sua omelia ha ben tratteggiato la sua vita terrena e l’ha indicata come esempio di moglie affettuosa, di donna educata “alla vita buona del Vangelo”, di credente animata da una fede semplice e convinta nel praticare opere di carità. Non avrei potuto mancare a questa giornata memorabile per attestare la vicinanza del Serra Italia per il dono alla Chiesa di una nuova beata ed anche per la mia personale amicizia all’associazione femminile delle Cristine di Aversa, con cui frequentemente il club Serra intreccia momenti di riflessione e di preghiera nella mia Diocesi. L’essere nel sentiero di Dio, in un cammino di apostolato, ognuno con il proprio carisma, ma uniti nel fine ultimo di rendere un servizio alla Madre Chiesa in spirito di fraternità, rende più forte la presenza dei cattolici nella società e dà testimonianza che il Dio “che affanna e suscita” consola con gioia quanti a Lui si affidano. Ho provato commozione durante la celebrazione eucaristica per la dolcezza dei canti e per lo Spirito che si sentiva aleggiare nell’imponente basilica, per il cuore semplice di tanti buoni napoletani che ancora vorrebbero esempi di donne coraggiose, fedeli al Vangelo , una presenza in città di una guida autorevole che abbia a cuore il bene comune! Maria Cristina di Savoia ha insegnato alle donne che la ricchezza materiale deve essere messa a disposizione dei poveri, che la vera felicità consiste nel conoscere Dio e la sua infinità bontà, che la provvidenza soccorre nelle difficoltà e vengono esaudite le preghiere di chi spera. Maria Cristina diventò madre per intercessione della Madonna, regalò alla monarchia il futuro re Francesco ed esausta dalle febbri post partum finì la sua vita terrena con l’ultima invocazione”Credo Domine, credo Domine”. La usa profonda fede la rese gradita al Signore e noi oggi cogliamo il frutto della sua breve e santa vita, ricevendo il dono della sua beatificazione, ben sapendo che ogni donna potrà con animo sincero e devoto ottenere la sua benevolenza. E in questi tempi, un esempio di donna come il suo sarebbe proprio da imitare!

Maria Luisa Coppola

 

Tags: , , , , , ,

Comments are closed.