Vescovi italiani: il Papa continui a nominare il nostro presidente

gen 27th, 2014 | By | Category: Apertura

Si apre il Consiglio permanente della Cei. La maggioranza vuole lasciare al Pontefice la scelta, ma su una rosa di nomi indicata dai vescovi

La maggioranza dei vescovi italiani non vuole eleggere il presidente della Cei ma preferisce sottoporre al Papa un elenco di nomi lasciando a lui la decisione finale. È questo il parere prevalente che è emerso dal sondaggio effettuato tra le conferenze episcopali delle diverse regioni italiane, del quale si discuterà nel Consiglio permanente, il «parlamentino» della Cei che si apre questo pomeriggio con la prolusione del cardinale Angelo Bagnasco.

Era stato il Papa a chiedere questa consultazione per rivedere gli statuti della Cei e per arrivare – nel caso la maggioranza dei vescovi lo desiderasse – all’elezione diretta del presidente, così come accade in ogni altro Paese del mondo.

Dopo averne discusso, ogni conferenza episcopale regionale ha inviato a Roma, nella sede della Cei, una relazione riassuntiva, contenente l’indicazione maggioritaria fra i vescovi della regione. E a prevalere è stata la volontà di lasciare al Papa «primate d’Italia» la nomina del presidente.

Non bisogna però immaginare che tutto rimarrà come prima. I vescovi infatti appaiono intenzionati a rendere istituzionale, e dunque inserire nello statuto, un’ampia consultazione, che li coinvolga nell’indicare una rosa di nomi da sottoporre al Pontefice. In passato erano avvenute delle consultazioni riservate, anche se non sempre poi se n’era tenuto conto.

È rimasta famosa quella messa in atto alla fine del 2005 dall’allora nunzio apostolico in Italia Paolo Romeo (oggi cardinale a Palermo), che a nome «dell’autorità superiore» aveva chiesto ai vescovi di indicare il successore del cardinale Camillo Ruini. Benedetto XVI, nel febbraio successivo annunciò che Ruini rimaneva al suo posto, rimandando la decisione di un anno. Nel 2007, il braccio di ferro tra lo stesso Ruini e il nuovo Segretario di Stato Tarcisio Bertone si concluse con l’indicazione di Bagnasco, accettato sia dall’uno che dall’altro, dopo che entrambi avevano rinunciato al loro primo candidato (Ruini voleva il cardinale Angelo Scola, allora patriarca di Venezia; Bertone voleva monsignor Benigno Papa, allora arcivescovo di Taranto).

A cambiare sarà anche la procedura per l’indicazione del segretario della Cei. Le proposte di modifica degli statuti saranno presentate e discusse all’assemblea generale dei vescovi il prossimo maggio. E a quanto pare l’anomalia italiana, giustificata dallo speciale legame con il Papa, sembra destinata a continuare.

Andrea Tornielli

 

Fonte La Stampa

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