Hollande e il distacco del Papa

gen 26th, 2014 | By | Category: Primo Piano

Il presidente rivendica anche Oltretevere la sua «laicità», la Chiesa gli ricorda che la difesa della vita e della dignità umana non si fonda sul credo religioso

Rivedendo le immagini che ritraggono il presidente francese Francois Hollande in udienza in Vaticano non si può non notare una certa serietà nel volto, solitamente sorridente, di Papa Francesco, che ha mantenuto un atteggiamento amabile e cortese, ma freddo. I colloqui con «monsieur le President» sono stati definiti «cordiali» nel tradizionale comunicato vaticano, ma sarebbe un errore dare a quell’aggettivo un significato che non ha. Hollande è arrivato Oltretevere in uno dei momenti più difficili di questi suoi primi mesi di presidenza, e ha sperato così di mandare un segnale distensivo ai cattolici francesi, molti dei quali si sono prima mobilitati contro il matrimonio omosessuale e ora si preparano a farlo contro la legge sull’eutanasia e l’ulteriore liberalizzazione dell’aborto.

Il fatto che nella dichiarazione ai giornalisti – non una conferenza stampa nella quale era possibile porre domande – il presidente francese abbia insistito sulle convergenze con il Papa riguardanti i temi dell’ecologia e della politica internazionale (dalla lotta alla povertà alla protezione dei cristiani in Medio Oriente fino a una possibile soluzione negoziata per porre fine alla guerra civile in Siria) sta a indicare che sugli altri temi oggetto dei colloqui le posizioni restano evidentemente distanti. Hollande ha rivendicato – durante le udienze con il Papa e quindi con il Segretario di Stato Pietro Parolin e il «ministro degli Esteri» vaticano Dominique Mamberti – la laicità dello Stato francese. Ha ripetuto che nonostante la grande presenza di cattolici, è necessario rispettare la coscienza di tutti. Riconducendo così ancora una volta i temi eticamente sensibili sul terreno delle fedi religiose, credenze che non possono interferire per l’appunto con la laicità.

Il presidente si è sentito rispondere all’unisono che nelle questioni etiche riguardanti la vita, il suo inizio e la sua fine, ci sono evidenze che vengono prima dell’appartenenza religiosa e persino prima dell’etica. «Il problema morale dell’aborto è di natura pre-religiosa – ricordava ad esempio l’allora cardinale Bergoglio dialogando con l’amico rabbino Abraham Skorka – perché è nel momento del concepimento che risiede il codice genetico della persona. Lì è già presente l’essere umano. Ecco perché separo il tema dell’aborto da qualsiasi concezione religiosa. Perché è piuttosto un problema scientifico. Impedire lo sviluppo di un essere che ha già in sé l’intero codice genetico di un individuo non è etico. Il diritto alla vita è il primo dei diritti umani. Abortire equivale a uccidere chi non ha modo di difendersi».

Un approccio al tema basato sul dato della scienza, non su dogmi di fede o particolari credenze confessionali. Un approccio che fa riferimento esplicito a quella «dignità umana» citata dallo stesso Hollande e che probabilmente ha lasciato un po’ spiazzato il presidente francese.

Andrea Tornielli

 

 

Fonte La Stampa

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