Estetica teologica ai clubs service di Taranto

gen 10th, 2014 | By | Category: Vita del Serra

Mons. Filippo Santoro parla di estetica teologica ai clubs service nell’incontro organizzato dal Serra di Taranto

“Nel mistero del Verbo incarnato

è apparsa agli occhi della nostra mente

la luce nuova del tuo fulgore,

perché conoscendo Dio visibilmente,

per mezzo suo siamo rapiti all’amore delle realtà invisibili”.

Così nel prefazio del Natale la Bellezza irrompe nella storia dell’Uomo con un atto d’Amore. Quando la Ragione supera l’indagine delle cose più immediate, concrete, visibili, giunge alle porte del Mistero e lì trova la Bellezza. La Bellezza di cui mons. Filippo Santoro ha parlato, nella lezione tenuta per il Serra Club di Taranto, è l’infinito che fa irruzione nel limite, in modo specifico e pienamente, attraverso l’umanità di Gesù di Nazareth.

Una lezione avvincente nella quale il nostro Arcivescovo ha proposto una complessa analisi sulla ““Fede cristiana, amica della Ragione e della Bellezza”. Ad ascoltarlo un pubblico attento composto non solo da Serrani ma dai soci di molti club service della città di Taranto, un modo per estendere la conoscenza della cultura cristiana in primo luogo ma anche per far conoscere il Serra Club, come ha sottolineato il Governatore del Distretto 73 Angelo Pomes, che ha presenziato all’incontro.

Il presidente del Serra club di Taranto Marino Liuzzi ha espresso all’Arcivescovo tutta la gioia dei serrani nel trovarsi nella casa del Pastore per una lezione di così vasto respiro ed ha ricordato l’impegno dell’associazione nei confronti dei sacerdoti e delle vocazioni. Ha poi indicato come sia stato il tema Distrettuale “La bellezza come verità e amore” lo spunto per chiedere al Pastore questa lezione nell’appressarsi del Santo Natale. Certamente argomento difficile che mons. Santoro ha saputo declinare con grande capacità e sapienza. Se la bellezza del Natale ha illuminato il mondo in maniera così evidente e suggestiva, certamente non è per un fatto semplicemente estetico ed emotivo, bensì per qualcosa di molto più profondo e difficile da percepire. La bellezza della Rivelazione ci conquista e ci attrae verso l’invisibile con quell’elemento che supera la Ragione ed è Amore. Bellezza di un incontro che ci trasfigura interiormente, che giunge quando la ricerca dell’essenza del nostro essere torna a sorprendersi dell’infinito.

Dalla bellezza espressa nell’amore per le arti, per la giustizia, per l’altro, ci si eleva di conoscenza in conoscenza fino alla Bellezza Assoluta che è l’oggetto della nostra contemplazione, l’elemento verso cui tutti ci affanniamo a correre perché è la fonte unica della felicità. La ragione cerca la bellezza e la descrive attraverso le opere immortali della musica e dell’arte ma la bellezza piena può raggiungersi solo attraverso un atto d’amore. Lo diceva Platone nel dialogo del ‘Fedro’ ma è nella Croce che la ricerca trova la sintesi fra Bellezza e Amore.

La Croce infatti è la sintesi di un percorso inverso a quello che l’umana ragione prova a fare, non un risalire limite dopo limite verso l’eterno, ma piuttosto il seme dell’eternità entra nel mondo per far germogliare il Regno di Dio. Quel seme è l’elemento che cerchiamo nell’attesa e nell’inquietudine che ci spinge con la ragione ad andare oltre il conosciuto, il già visto. A Natale il Mistero si svela, la bellezza della divinità si avvicina a noi attraverso il Verbo incarnato e ci conquista, ci affascina e ci attrae. A Natale il canto è la luce sono le sole possibili sfaccettature di una bellezza che tocca il cuore degli uomini, le uniche per un incontro d’amore che ci coinvolge tutti.

Maria Silvestrini

 

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