Emilio Guano e il laicato cattolico

gen 10th, 2014 | By | Category: Primo Piano

Teso a colmare le mie lacune su temi del Concilio Vaticano II, segnatamente quelle attinenti lo status del laico in seno alla Chiesa, mi trovo nella biblioteca diocesana. La pagina offertami dalla gentile bibliotecaria è la relazione di J. M. Guitton sull’ecumenismo. Fecondo pensatore cattolico membro dell’Accademia di Francia era stato invitato, quale uditore, alla prima sessione da Giovanni XXIII e alla seconda, quale relatore, da Paolo VI. Di entrambi fu grande amico. L’amicizia con Papa Montini, durata circa trent’anni, particolarmente feconda.

Il Vescovo S.Ecc. Emilio Guano

Durante la ricerca mi imbatto in un libro dell’accademico di Francia dal titolo L’Eglise et les laics de Newman a Paul VI offerto a Emilio Guano Vescovo della diocesi di Livorno. La dedica: A S. E. Mgr Guano respecteux homage d’un laic. Novembre 63 Jean Guitton.

Dedica del libro omaggio di Guitton a Guano

La figura del laico in seno alla Chiesa, ferveva nella loro mente e nel loro cuore e quel laic mi indusse a saperne di più. Coetanei, J.M.Guitton 18 agosto 190I; E. Guano 16 agosto 1900.

Tra i loro obiettivi: Valorizzare il ruolo dei laici cattolici in seno alla Chiesa. Operare perché la diaspora dei cristiani avesse fine. Abbiamo altrove scritto di Guitton, su questi temi.

Ora solo un cenno. La sua azione inizialmente “carbonara”, con riunioni a casa sua e di amici ( timorosa del pensiero ufficiale della Chiesa?) consapevolmente tenace, ebbe seguito in Francia e oltre la Francia. Attività fortemente collegata e sostenuta da altri Grandi della gerarchia ecclesiastica non solo cattolica e da audaci innovatori del mondo laicale.

Non è possibile riportare nel dettaglio la lunga azione pro laici sperimentata da Guano. Ci limitiamo all’essenziale. Giovanissimo sacerdote, già nella sua Genova lavora indefessamente, mette in gioco la sua vocazione missionaria, la sua cultura teologica. Organizza e partecipa a numerosi incontri di studio in Italia e all’estero, da autorevole rappresentante di associazioni cattoliche, dalle varie sigle. Il suo sapere, la sua esperienza acquisita nei numerosi incontri approda in varie commissioni di lavoro, prima durante e dopo il Concilio.

Scrive G. Viola, come riporta Luca Orlando nella sua bella monografia EMILIO GUANO – ed. Rubettino 2001: “Guano dette validi contributi su varie tematiche. Il Concilio fu, probabilmente, il momento più intenso e fecondo della vita di Guano”. Lavorò nelle Commissioni per i laici prima del Concilio e nei De laicato catholico , De sacra liturgia, De fonti bus rivelationis,De ecclesia, De oecumenismo ed altri. Scrive Alberto Ablondi Vescovo e suo successore: Guano ebbe tra i tanti un dono inestimabile, “la vocazione ….di Concilio”. Si può essere tentati nel dire che il Concilio aspettava don Emilio Guano?

Tenere viva la figura di E. Guano legata al laicato cattolico per quanto si è distinto nella sua attività per il ringiovanimento della Chiesa, legato ai tempi, ci è sembrato un giustificato motivo di scrivere qualcosa in questo Agosto, mese della sua nascita. “Il problema di un’adeguata definizione dei laici nella Chiesa era evidentemente legato a quella di una ridefinizione del loro apostolato nella società”.

Guano aveva acquisito cultura e meriti da essere eletto nel 1950 membro della commissione di consultazione ecclesiastica del Comitato permanente dei Congressi internazionali per l’apostolato dei laici. Questo compito in Guano ed altri era particolarmente sentito e lo ritenevano assolutamente necessario discuterlo e definirlo in occasione dell’Assise Vaticana.

La titolarità di far parte della commissione dei laici gli fu conferita d’autorità da Papa Giovanni, nonostante pareri tesi ad ostare la sua presenza in quella commissione, sui quali è doveroso sorvolare. Unitamente ad altri, tra i quali l’allora cardinale Montini, Guano, apparteneva alla categoria degli innovatori, il pensiero dei quali non sempre collimava con i così detti conservatori.

Questa la carta d’identità del laico di Guano. “Il laico è l’uomo che vive più abitualmente e in maniera che ne caratterizza la vita nelle cose e nelle strutture dell’ordine naturale, la famiglia, la vita economica, la professione, la vita culturale e quella civica e politica.”

Il lungo e gravoso cammino di attribuzione delle funzioni dei laici in seno alla Chiesa, approdato al Vaticano II, fu preceduto da difficili elaborazioni nei numerosi incontri tra eminenti presbiteri e laici, in Italia e all’estero. Il processo evolutivo della figura del laico aveva avuto un autorevole inizio nelle parole di Pio XII: “I laici sono essi stessi la Chiesa”. Un nuovo cammino era iniziato.

In preparazione al Concilio, Giovanni XXIII costituisce la commissione De laicato catholico. La dottrina teologica, la sensibilità, la preparazione culturale nella lettura del mondo, della società, di Guano, la sua convinzione che il laico è chiamato alla evangelizzazione e prima di tutto a riconoscersi in una propria vocazione, sono apprezzate da Giovanni XXIII: Guano è nominato Assessore degli uditori laici. Alla categoria dei frequentatori laici conciliari, appartenne anche Guitton. A lui dopo, si unirono Vittorino Veronese primo laico Presidente generale dell’Azione cattolica italiana; Keegan, presidente dell’organizzazione mondiale dei lavoratori cristiani; Morris, presidente della commissione cattolica per l’emigrazione; Vasquez presidente della federazione internazionale della gioventù cattolica.

Vi fu una presenza femminile numerosa nelle sessioni conciliari seguenti la prima. Scrive la biblista Marinella Peroni a cinquanta anni dal Concilio” uno degli elementi della ricezione del Concilio è stata proprio la scoperta di una soggettività femminile” religiosa e laica.

Da uditori e poi relatori i laici dettero il loro costruttivo contributo alle congregazioni loro assegnate.

Una loro dichiarazione è stata riportata dall’Osservatore romano del 22.11.1963 ( in L.Rolando).  “Siamo coscienti di non rappresentare tutte le persone e tutte le forme di apostolato né tutti gli ambienti e tutte le nazioni. Noi sentiamo tuttavia il dovere di rappresentare la nostra testimonianza di uditori ai membri di queste organizzazioni e ai laici che concedono la loro fiducia. Dal nostro ingresso in Concilio, ci siamo sentiti penetrati del mistero della Chiesa, della Chiesa popolo di Dio in marcia”. Paolo VI invita Guitton a parlare sull’ecumenismo. ( 3 dic.1963 ). L’identità e le funzioni del laico nella Chiesa auspicate, esprimono tutte la sensibilità e la giusta visione delle funzioni laico – chiesa, laico – società.

Nel 1960 Guano scriveva: “Il laico è definito in termini positivi e propositivi, partendo dal significato teologico della vocazione e missione nel mondo… Fondamentale la distinzione tra religioso e laico…é a questi che tocca stabilire i contatti e contribuire all’incontro con il mondo animando cristianamente gli ambienti in cui opera. Egli come cristiano deve vivere appieno lo spirito del mondo, non suo malgrado, ma con amore e l’animo totalmente libero. Soltanto a questa condizione egli adempie alla sua missione collaborando efficacemente alla missione della Chiesa”.( E. Guano I laici nella Chiesa. Coscienza n.10-11.1960)

Come non leggere in queste riflessioni i contenuti dei capitoli IV delle Costituzioni apostoliche Gaudium et spes, Lumen gentium, delle quali è attribuito a Guano una larga partecipazione?

Citiamo: “I laici che hanno responsabilità attiva dentro tutta la vita della chiesa, non solo sono tenuti a procurare l’animazione del mondo con lo spirito cristiano, ma sono chiamati anche ad essere testimoni di Cristo in mezzo a tutti, e cioè pure in mezzo alla società umana” (Gaudium et Spes cap.IV n.42). E tutte le espressioni del cap.IV della Lumen Gentium non ci dicono del pensiero di Guano?

Feconda e più recente la esortazione apostolica postsinodale di Giovanni Paolo II, la Christifideles laici. Trattato illuminante, il più autorevole recente pensiero della dottrina della Chiesa sul tema, nel quale si trovano abbondanti tracce della cultura premonitrice di J.H.Newman che maturò in una terra particolarmente ostile, al cattolicesimo.

“La bella struttura della società che è l’opera del cristianesimo, sta ripudiando il cristianesimo”. “Un grido di dolore del grande dottore della Chiesa che sente la necessità di una nuova evangelizzazione, di mobilitare la chiesa militante della Gerusalemme terrena, di tutti i cristiani, di tutti i cattolici, di tutti i laici.”

Ed è a questi che si rivolge onde contrastare la scristianizzazione della società. Scrisse: ”Voglio un laicato non arrogante, non precipitoso nel parlare, non litigioso ma fatto di uomini che conoscono la loro religione,vi entrano dentro,che sanno benissimo dove si trovano, che sanno quello che possiedono, che conoscano la loro fede così bene che sono in grado di spiegarla,che ne conoscano la storia tanto da poterla difendere. Voglio un laicato intelligente e bene istruito”.

“Desidero che allarghiate le vostre conoscenze, coltiviate la ragione, siate in grado di percepire il rapporto tra verità e fede, che impariate a vedere le cose come stanno come la fede e la ragione si relazionano tra di loro, quali siano i fondamenti e i principi del cattolicesimo”.

La consultazione dei laici in materia di dottrina, se non il seme di un’ opera di qualificazione, valorizzazione, mobilitazione del laicato in una nuova, moderna, efficace opera di evangelizzazione,che avrebbe vista la luce molti anni dopo a mezzo del Concilio Vaticano ?

Di un grande Papa dobbiamo far cenno, prima di chiudere questa nota, Paolo VI, figura e opera ancora tutte da esplorare. La sua vasta opera di valorizzazione del laicato inizia da giovane in terra bresciana, continua a Roma in seno all’Azione cattolica per approdare da Papa a validi e molteplici interventi menzioniamo: Il decreto sull’Apostolato dei laici Apostolicam actuositatem del 1965. Con questa citazione ci vogliamo riportare al libro di J.M.Guitton, l’Eglise et les laics de Newman a Paul VI.

In quel decreto non vi è poco della visione monumentale sul laicato cattolico, la Christifideles laici di Giovanni Paolo II. Con J.M.Guitton, altri presbiteri e laici occupano un posto di rilievo nell’evolversi del significato di laico nella Chiesa. Emilio Guano si erge a loro rango per la genialità del suo pensiero nel concepire e realizzare la Chiesa nel mondo, in seno alla quale il laico con i valori della vocazione alla quale é stato chiamato opera nella società per farne una Gerusalemme terrestre.

Mi rivolgo sommessamente in particolare ai miei amici Serrani: La dottrina della Chiesa sull’apostolato dei laici nel suo seno e nel mondo alla quale ha dato un importante contributo E. Guano, occupi la nostra mente ed il nostro cuore perché l’uomo, la società, siano permeate dell’amore di Cristo!

Abbattiamo se c’è del torpore nella nostra azione a servizio della Chiesa e della società.

 

Paolo Mirenda

 

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