Nel segno della fede e della speranza

gen 1st, 2014 | By | Category: Primo Piano

Il primo giorno dell’anno ci fa sempre pensare, ci aiuta a fermarci un istante a riflettere: un altro anno è passato e non tornerà più, un anno nuovo si schiude all’orizzonte e non sappiamo quali novità ci porterà. Limitandoci alle nude cifre siamo tutti consapevoli delle difficoltà alle quali siamo andati incontro nell’ultimo anno con la grave crisi economica che sta attraversando il nostro Paese e i riflessi negativi che ne sono derivati in termini di occupazione e di maggiore povertà. E’ certa una cosa: entriamo nel nuovo anno con la consapevolezza delle nostre azioni e delle sofferenze che tormentano il mondo. Ma iniziamo il nuovo anno anche con la speranza nel cuore di qualcosa di migliore che ci attende.

Le prospettive della nostra speranza sono certamente affrontate da noi cristiani con uno spirito particolare: quello che ci viene dalla fede. Per il credente, fede significa certezza della risposta di Dio, secondo quanto Egli promette con la sua Parola. E’, più propriamente, una fiducia assoluta in Dio, il Dio che ha voluto parlare all’uomo mediante le Sacre Scritture e rivelarsi in Gesù Cristo. “Senza fede è impossibile piacere a Dio, poiché chi si accosta a Dio deve credere ch’Egli esiste e che Egli ricompensa coloro che lo cercano” (S. Paolo, Ebr. 11:6). La speranza, invece, è comunione di fede in quanto si appoggia alla fedeltà di Dio alle sue promesse.

Nell’Enciclica “Spe Salvi”, il Papa Emerito Benedetto XVI asserisce: “Speranza, di fatto, è una parola centrale della fede biblica, al punto che in diversi passi le parole fede e speranza sembrano intercambiabili. Così la lettera agli Ebrei lega strettamente alla pienezza della fede la immutabile professione della speranza”. All’Enciclica “Spe Salvi” è strettamente collegata la prima Enciclica di Papa Francesco “Lumen Fidei”, pubblicata il 29 giugno 2013, con cui si affronta il tema della fede come dono portato da Gesù, il quale nel Vangelo di Giovanni così si presenta: “Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre”.

Recuperare il carattere di luce proprio della fede è uno dei temi principali dell’Enciclica, perché, quando la fiamma si spegne, anche tutte le altre luci finiscono per perdere il loro vigore. La luce della fede, si sostiene nell’Enciclica, è capace di illuminare tutta l’esistenza dell’uomo, perché la fede, che riceviamo da Dio come dono soprannaturale, appare come luce per la strada, luce che orienta il nostro cammino nel tempo.

L’arrivo del nuovo anno deve costituire, quindi, l’occasione per riaccendere questa luce che si traduce nella speranza che nasce dal conforto della fede. La nostra speranza è che l’anno che iniziamo a percorrere sia diverso e migliore del precedente e possa far sorgere una nuova alba di amore e di fratellanza tra i popoli.

Con questa speranza e nel segno della fede iniziamo il nuovo anno invocando il Signore affinché benedica i nostri propositi e ci renda saldi e irreprensibili nel suo amore, dandoci il coraggio e la gioia di andare incontro a Lui, nostro vero e unico traguardo.

Iniziando l’anno all’insegna della speranza e della fede in Dio avremo anche la possibilità di dare maggiore significato a noi stessi e alla nostra vita.

Cosimo Lasorsa

 

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