Segno di speranza

dic 11th, 2013 | By | Category: Vita del Serra

Il Signore non ci lascia soli !

E’ questo il messaggio che Mons. Vittorio Formenti nel suo incontro col Serra Club di Viterbo ha voluto lanciare non solo ai laici.

E’ un messaggio che non proviene dal cuore di un privilegiato che ha saputo rispondere alla” Chiamata” del Signore con entusiasmo, ma proviene dalla ragione di un uomo che ha saputo interpretare i segni che il Signore lancia ogni giorno anche attraverso i mezzi più recenti.

Mons.Formenti (al centro) e la Presidente Semprini Ancarani

Oggi, infatti, leggendo ed interpretando con attenzione e fiducia nel Signore i dati raccolti nell’Annuario Statistico Pontificio, si può avere un quadro aggiornato ed esauriente dello stato della Chiesa Cattolica nel mondo.

I dati, per grazia del Signore, oggi ci consentono di superare il pessimismo che aveva permeato la popolazione cattolica durante la grande crisi post Conciliare, dovuta, tra l’altro, ad una errata interpretazione del messaggio dei padri conciliari. La grande crisi è ormai “…alle nostre spalle”.

Per noi laici riuniti in una associazione che da anni prega il Signore perché mandi “…operai per la sua messe..” è sicuramente un grande segno di speranza che non può non rallegrarci e darci forza per incrementare il nostro sostegno alle vocazioni.

I cattolici nel mondo sono oggi circa 1.214 milioni e rappresentano il 17,5% della popolazione mondiale. A tal riguardo, sottolinea l’oratore, occorre rettificare una notizia apparsa di recente sulla stampa, secondo la quale la popolazione di fede mussulmana ha superato quella di fede cristiana.

Innanzitutto la popolazione di fede cristiana (cattolici, ortodossi, evangelici, ecc.) complessivamente supera il 30%, mentre la popolazione mussulmana, anch’essa divisa in diverse chiese (sciiti, sunniti, ecc.) è di poco superiore al 18%.

Un terzo della popolazione del mondo è cristiana!

Ma uno dei dati più incoraggianti è che dal 1998 nell’ambito della Chiesa Cattolica e per la prima volta dopo sessant’anni si è manifestata una significativa inversione di tendenza negli abbandoni del servizio sacerdotale.

Quest’anno il numero dei sacerdoti che si sono ritirati è sceso al di sotto di mille unità, ma c’è da sottolineare che lo scorso anno ben 445 ex sacerdoti sono ritornati all’ovile, dopo un severo cammino di riavvicinamento.

I seminari nel mondo non sono vuoti come veniamo indotti a pensare da una comunicazione improntata al pessimismo.

I seminaristi, che nel 1978 erano 62.000, nel 2012 sono 102.000. La distribuzione territoriale però non è omogenea. Sono l’Africa e l’Asia le zone dove di sta avendo un grande incremento delle vocazioni, malgrado il modesto numero dei Cattolici, mentre alcuni Paesi europei (Olanda e Belgio in particolare) si trovano ancora in fase regressiva..

Di conseguenza, vi è un ridimensionamento del contributo del continente europeo alla crescita potenziale ed al rinnovo delle compagini sacerdotali, con una quota che passa dal 23,1% al 16,8%, a fronte di un’espansione dei continenti africano e asiatico.

Occorre oggi parlare di “missionarietà di ritorno”: non più gli Europei che vanno ad evangelizzare le popolazioni africane ed asiatiche, ma sacerdoti di queste popolazioni che vengono a sostenere la Chiesa occidentale.

Altro dato: la crescita dei diaconi permanenti, che hanno raggiunto la cifra di 41.000 unità. In Europa ed in America si registrano sia le consistenze numericamente più significative, sia il trend evolutivo più vivace. La funzione di questi laici consacrati è quella soprattutto di amministrare la carità, uno dei pilastri su cui si fonda la religione cattolica.

Analogamente, sono in espansione i religiosi professi non sacerdoti ed in particolare quelli appartenenti ad ordini dediti alla vita contemplativa.

Purtroppo in calo sono le religiose professe, scese a circa 700.000 ma, al contrario di quanto avveniva nel passato, la qualità di queste religiose è enormemente cresciuta. Suore primarie ospedaliere sono una realtà negli Stati Uniti.

Ma la presenza della Chiesa cattolica nel mondo, dichiara Mons. Formenti, non può esaurirsi in questi numeri, sia pure incoraggianti.

Esiste un mondo parallelo cattolico come il volontariato, l’istruzione e l’assistenza ai malati.

Vi sono 313.000 strutture che assistono i poveri anche in Nazioni evolute. A Roma vi sono 8.000 persone senza tetto che vengono assistite dai volontari e preoccupante oggi è la nuova povertà che coinvolge persone ,che prima erano meno abbienti.

Vi è il mondo della cultura con 1861 università cattoliche sparse per tutto il mondo, di cui sicuramente 3 al vertice della classifiche mondiali.

Anche nel settore dell’istruzione di livello inferiore la presenza della Chiesa cattolica è notevole: basti considerare che solo i Slesiani, che sono ben 30.000, di cui 14.000 donne ,si dedicano all’istruzione dei giovani in tutto il mondo.

Gli ospedali cattolici sono distribuiti ovunque per l’assistenza in particolare ai malati più diseredati, specialmente nei paesi più poveri o dove esiste una forte disparità sociale. Strutture sanitarie di eccellenza e non semplici lazzaretti

Tutti questi numeri sono testati e non dedotti, come tiene a ribadire con forza Mons. Formenti, e danno un’immagine di una Chiesa Cattolica vitale, non chiusa nel suo guscio ma aperta più di ogni altra religione al mondo a soddisfare le necessità della popolazione mondiale, senza discriminazioni di razza e, soprattutto, di religione.

E’ la grande forza ed il sublime insegnamento della Chiesa cattolica!

Una chiesa guidata che è guidata da un pastore selezionato da 110 cardinali elettori, a loro volta selezionati da ben 5021 vescovi, che a loro volta sono estratti da un popolo di oltre 400.000 sacerdoti.

Si può ben dire che la Chiesa oggi più che mai può scegliere il meglio dal meglio e questo è il miglior segno che dimostra che la cosiddetta “crisi” può considerarsi alle nostre spalle.

La conversazione di Mons. Formenti è stata sicuramente un’iniezione di fiducia per noi laici, troppo spesso bombardati da analisi superficiali che cercano di evidenziare una inesistente crisi per cercare di affermare un laicismo ateo che fa fatica a sopravvivere.

I cristiani ed i cattolici debbono aver fiducia nel Signore, i cui tempi e modi di agire noi non possiamo conoscere, ma che sicuramente provvederà sempre alla nostra salvezza.

Adolfo Gusman

 

 

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