Testimonianza di misericordia divina

dic 8th, 2013 | By | Category: Primo Piano

Il suo nome è Samandar Singh ed è poco conosciuto in Italia ma molto noto in India. Contadino indù fece notizia quando il 25 febbraio 1995 uccise su commissione, con 54 coltellate, suor Maria Rani, clarissa francescana che operava nel villaggio della diocesi di Indore, colpevole per la sua fede cristiana e per la sua azione umanitaria. Testimone dello stato di indigenza della gente che la circondava, suor Rani si era adoperata per ottenere aiuti economici, attraverso varie forme di sostegno, al fine di migliorare il tenore di vita del villaggio. Consapevole dei diritti che spettano a ogni essere umano, si era, altresì, impegnata per rafforzare i cosiddetti “panchayats”, vale a dire i “consigli di villaggio”, per poter predisporre programmi di sviluppo che potessero maggiormente essere di aiuto ai più poveri.

La sua azione riformatrice, di natura esclusivamente popolare, apparve subito ostile alla destra nazionale indiana, erroneamente convinta che la religiosa si apprestasse a istigare i residenti del villaggio contro la loro politica. Di qui l’incarico a Samandar Singh di uccidere la suora. L’assassinio ebbe luogo su un autobus dove suor Rani era seduta e il suo corpo, trascinato fuori, fu abbandonato sul ciglio della strada.

Condannato all’ergastolo, Samandar Singh è uscito di prigione dopo 10 anni, grazie alla petizione inoltrata alle Autorità indiane dalla famiglia di suor Rani, dalla responsabile delle suore clarisse e dal Vescovo di Indore, che hanno voluto manifestare, in questo modo, che il perdono è la via che Gesù ci ha indicato per portare la pace tra gli uomini. Iniziativa incomprensibile per il governatore di Indore che, a fronte della petizione avanzata a favore dell’assassino, così commentava: “Soltanto voi cristiani siete in grado di perdonare veramente. Siete un esempio per tutti: andate, e io farò tutto il possibile per esaudire le vostre richieste”.

Oggi Samandar Singh, che all’epoca del delitto aveva 22 anni, è un uomo pentito che si è convertito al cristianesimo e che ha subito un profondo travaglio spirituale dopo avere incontrato la madre, il fratello e la sorella di suor Rani, dai quali è stato abbracciato a conferma del loro perdono. “Visito con regolarità la tomba della religiosa: – è una delle dichiarazioni di Samandar Singh – è un santuario di pace e di forza. Voglio dire a tutti che i cristiani lavorano per fare grande l’India. I missionari ci danno speranza con il loro servizio, teso a rendere indipendente e più forte il nostro popolo”.

L’assassinio di suor Rani Maria e la conversione al cattolicesimo di Samander Singh sono stati oggetto di un bellissimo film girato in India dalla regista italo-australiana Catherine McGilvray. Uscito nel 2013 con il titolo “The Heart of a Murderer” (Cuore di un assassino) ha come attore protagonista lo stesso Samandar Singh ed è la fedele ricostruzione della vicenda che, per Samandar Singh, è – come annota l’Osservatore Romano – il viaggio del suo risveglio spirituale, del passaggio da giovane imbevuto di odio e ignoranza a uomo libero dell’amore.

Recenti notizie di stampa informano che Papa Francesco sia stato particolarmente colpito e commosso dalla visione del film, peraltro vincitore de “il mondo interreligioso cinema armonia del festival 2013” , e che – come riferisce una nota del Religius Life Press – una lettera della Santa Sede sia stata consegnata a un sacerdote indiano, padre Swami Sadanand con l’invito per un incontro con Samandar Singh. Lo stesso padre Swami Sadanand che ha avuto un ruolo centrale nella conversione di Samandar Singh perché è stato il primo ad andarlo a trovare in carcere, diventandone poi la guida e il padre spirituale.

“Il messaggio è dirompente. - commenta l’Osservatore Romano nella sua recensione del film. – Il perdono può veramente trasformare l’odio in amore. Nel corso del film, Samandar Singh racconta, pacatamente e senza alcuna esaltazione, il radicale e progressivo cammino della sua conversione, dalla disperazione (nessuno può perdonare, nemmeno Dio) alla rinascita. Oggi quest’uomo è una persona consapevole, vero testimone della grandezza potente e vitale dell’immenso dono che ha ricevuto”.

E’ in corso di esame in Vaticano la richiesta di beatificazione di suor Maria Rani, sulla base della documentazione inoltrata dalla diocesi di Indore.

 

Cosimo Lasorsa

 

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