Verificare lo stato di tenuta della famiglia

dic 1st, 2013 | By | Category: Primo Piano

Anna ha 45 anni, è consulente familiare, è sposata e madre di ben nove figli: la sua è una gran bella famiglia, dove regna l’armonia tra i coniugi ed i figli sono educati alla vita buona del Vangelo. E’ spesso chiamata a testimoniare la fedeltà nuziale e l’accoglimento dei figli che il buon Dio le ha mandato, una realtà che di questi tempi costituisce quasi una rarità.

Giovanni ha 40 anni, un buon lavoro, ma cambia di frequente sede, la fidanzata non vive nella stessa città e si vedono nei fine settimana. Aspettano ancora una sistemazione lavorativa stabile e rinviano la decisione del matrimonio.

Due esempi, ma chissà quanti altri ne potrei citare, dell’Amore fra i giovani di questo tempo. Tardi ci si sposa, aumentano le convivenze e le unioni miste per provenienza geografica, che non sempre si concludono con il matrimonio, per lo più civile, perché è diffusa la tendenza a non dire un “Sì” per sempre.

Qual è allora la prospettiva futura della famiglia, che è essa stessa una vocazione e la culla delle vocazioni? Il tema della famiglia è delicato e nell’agenda della Chiesa è tra le priorità: se ne è discusso ampiamente nelle Settimane sociali a Torino ed ancora se ne discuterà nel prossimo Sinodo straordinario dei Vescovi, che vuol essere di ascolto della realtà di base di tutte le Chiese della comunione cattolica per individuare sfide, problemi, interrogativi, proposte; un momento molto importante proprio in ordine a quell’esercizio della collegialità a cui tanto Papa Francesco tiene e nel quale profondamente crede, qualcosa di cui credo tutti dobbiamo essergli grati.

Come aiutare i giovani che desiderano sposarsi? Al momento, i genitori degli sposi si fanno carico di un aiuto concreto, i nonni sono richiesti a tempo pieno per sopperire alla mancanza in casa della mamma e del papà, è frequente vedere all’uscita delle scuole il nonno che attende il nipotino, lo accompagna in palestra o all’oratorio, resta con il piccino quando è influenzato.

Come è cambiata la famiglia, come sono stravolti i ruoli genitoriali nell’economia domestica, a seguito dei nuovi orari di lavoro della coppia! Per queste difficoltà giornaliere, nascono pochi bimbi e l’Italia è un Paese di vecchi, e se non ci fossero i figli degli extracomunitari, tanti asili sarebbero già chiusi da un pezzo. Da una società patriarcale, specialmente nei piccoli centri, in cui le generazioni convivevano aiutandosi a vicenda, si è passati a nuclei familiari ridotti, in cui persino l’incontro è difficile da concordare con gli orari frenetici…”Vai tu a prendere il bimbo?” “Eh no, sono già andata ieri, oggi tocca a te!” E poi si legge sui giornali che sciagurati lasciano il proprio figlio in macchina, al parcheggio sotto il sole o lo dimenticano all’autogrill…tristi episodi che evidenziano uno stordimento esistenziale dovuto forse alla fatica del lavoro o, il che sarebbe ancor più grave, alla superficialità di tanti inadeguati alla paternità responsabile.

Papa Francesco non nasconde la sua preoccupazione sui modi di vivere in famiglia: ha ricordato quanto è importante dire”grazie, scusami, prego”, sa che è frequente il litigio tra i coniugi, ma li invita a far pace di sera, ha dimostrato con le parole e con i gesti(che per lui sono tutt’uno) la tenerezza per i piccoli, soprattutto per i meno fortunati. Ha tanto a cuore la famiglia, che ha con vigore sostenuto l’auspicabile ritorno ai sacramenti dei divorziati risposati da accogliere per un cammino di conversione del cuore, affinchè non si sentano esclusi dalla misericordia di Dio. Ha ribadito il suo no deciso alle coppie dello stesso genere, ma ha steso una mano verso gli omosessuali, perché v’è tenerezza in ogni cuore.

Di certo, ha dato una grande responsabilità ai parroci che dovranno predisporre incontri e percorsi per le pecorelle smarrite, ma è quanto auspica il Papa che invita i sacerdoti ad uscire tra le gente, a non chiudere la Chiesa in modo autoreferenziale perchè sarebbe asfittica, ad avere coraggio nell’annunciare il Vangelo che è gioia e dà gioia, a calare nella quotidianità la Parola di Gesù che è chiara e non ha bisogno di tante omelie, specialmente se noiose! La presenza di Papa Francesco incoraggia i giovani, riscalda i cuori tiepidi, dà tanto entusiasmo che da tutto il mondo si viene a Roma, faticando a trovare un posto in albergo o accettando di vegliare in piazza San Pietro, pur di stringergli la mano e gridare con forza che il suo sorriso conquista ed è lui che dà speranza.

I tempi velocemente mutati impongono ai laici una riflessione seria sullo stato della famiglia oggi, in realtà multietniche portatrici di costumi e tradizioni diverse, da rielaborare in un fruttuoso dialogo interreligioso. Nella recente intervista concessa a “Civiltà Cattolica”, il Papa ha affermato che la Chiesa deve esprimere la misericordia di Dio e noi dobbiamo essere il segno concreto e visibile di questo Amore. L’impegno delle comunità è certamente gravoso ma irrinunciabile per dialogare con i giovani che vivono sensibilmente i rapporti interfamiliari e da essi traggono testimonianza.

Il Serra  Italia traduce questa riflessione sui valori non negoziabili della vita in un concreto contributo, invitando gli insegnanti degli istituti di ogni ordine e grado ad inserire nella programmazione didattica annuale il tema della famiglia per ascoltare le esperienze personali degli adolescenti e verificare lo stato di tenuta della famiglia intesa come prima forma costitutiva della società, dei loro progetti futuri, di come pensano da adulti di realizzarla, invitandoli ad esprimersi in varie forme (disegno, saggio breve, poesia) con semplicità di contenuti e spontaneità di sentimenti. Questa l’occasione di confronto che sollecita il X Concorso scolastico nazionale, con la traccia “La famiglia è definita come cellula vivente, alla base della società, capace di conferire vitalità e significato ad ogni sua componente in ogni fase della vita.”

Noi serrani dagli elaborati avremo un osservatorio ampio di esperienze su cui riflettere e sul quale innestare un percorso di formazione tra i giovani, in piena sintonia con il nostro profondo convincimento di famiglia cristiana. E se è vero che nella famiglia nascono i germi della sensibilità religiosa che potrebbero far nascere, con l’aiuto dello Spirito Santo, nuove e sante vocazioni, si comprende ancor meglio quanto è importante per noi laici comprendere le idee ed i sentimenti dei nostri giovani su questo tema di grande rilevanza civile e religiosa.

Maria Luisa Coppola

 

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