Segni interiori e relazione personale con Gesù

dic 1st, 2013 | By | Category: La Voce del Seminario

Il Seminario Regionale di Siena “Pio XII” ospita 9seminaristi alla ricerca della conferma della “chiamata”, un percorso di ricerca, riflessione, formazione che vivono con emozioni, gioie e sentimenti. Ne abbiamo parlato con il  Rettore del Seminario Don Claudio Rosi che con il vicerettore don Gian Paolo Marchetti, il padre spirituale Mons. Lorenzo Bozzi costituisce l’equipe formativa:

 Quale l’identikit del seminarista

Nel rispondere non posso non fare riferimento alla mia personale esperienza, il seminarista è un ragazzo, un giovane, un uomo che è consapevole di essere stato chiamato, scelto da Gesù per essere totalmente Suo, a completo servizio della Salvezza degli uomini, nella Chiesa; uno che in forza di tale consapevolezza si lascia formare, lavora tenacemente su se stesso per conoscere Cristo e a Lui conformarsi, mediante i Sacramenti, la preghiera personale, lo studio appassionato, l’esercizio della carità. Una persona felice.

Il DNA della vocazione al sacerdozio

Penso sia la certezza di sentirsi chiamato al ministero sacerdotale proprio da Gesù nonostante i propri limiti e i propri peccati, proprio come è avvenuto agli Apostoli. Questa consapevolezza cresce negli anni con l’esperienza e porta a capire che la nostra capacità ed efficacia viene da Dio, dall’unione con Lui, dal lasciare agire Lui in noi.

Segni e scoperte nel percorso vocazionale

Il Signore non fa mancare i segni che confermano il chiamato nel suo cammino: darei la preminenza ai “segni interiori” , sono quelle luci che rischiarano la mente e scaldano il cuore nella meditazione, nella preghiera, magari durante gli esercizi spirituali e i ritiri. Ma anche molti segni negli avvenimenti della vita, il costatare come il Signore si serve di te per aiutare i fratelli, l’accorgersi come gli altri già ti vedono appartenente a Lui e ne sono grati con te, e tanti doni che uno scopre leggendo nella fede la propria storia.

Come cresce il germe della vocazione

Ci può essere un momento preciso in cui una persona prende coscienza della chiamata di Dio, ma poi tale chiamata ti segna ogni giorno, si rinnova continuamente, cresce per coinvolgere completamente tutti gli aspetti della persona: la mente, l’affettività, persino il proprio corpo. In realtà la relazione con Cristo vuole essere “totalizzante” per ogni cristiano ma tale “totalità” è vissuta in tonalità diverse secondo i vari stati di vita (coniugati, consacrati, ministri sacri).

Diversi tipi di “chiamata”

La chiamata è sempre la stessa e al medesimo tempo diversa quanto sono diverse le persone che il Signore chiama. Ognuno ha le sue qualità e talenti. Proprio qui sta una grande sfida della formazione nel seminario: pur aiutando a crescere nelle dimensioni spirituali, teologiche e pastorali comuni a tutti i presbiteri, valorizzare la vasta gamma dei doni e delle capacità particolari di ciascuno.

Il “punto forza” su cui fa leva il chiamato.

Il punto forza è quello di ogni cristiano: è la relazione personale con Gesù Cristo, che spinge ad accostare, amare, anzi “onorare” il prossimo, come faceva e fa Gesù.

 L’augurio ai giovani in ricerca.

“Non abbiate paura di Cristo e di seguirlo dovunque Lui vi chiamerà, perché Lui sarà sempre con voi, troverete in Lui tutta la vostra gioia. Gustate la sua Misericordia, piano piano vi renderà capaci di amare e di essere suoi collaboratori per la salvezza del mondo.”

 

Enzo Martinelli

 

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