Fra Mariano da Torino: “Pace e Bene a tutti”

ott 23rd, 2013 | By | Category: Mondo Cattolico

La città di Viterbo può veramente compiacersi e sentirsi gratificata dal fatto che alcuni mesi fa il suo Vescovo, S.E. Mons. Lino Fumagalli, abbia officiato la S. Messa nella Chiesa dei Cappuccini ‘‘Immacolata Concezione” in Via Veneto a Roma in ricordo del quarantesimo anniversario del ritorno al Padre del Cappuccino P. Mariano da Torino.

In quella Chiesa riposano i resti mortali del frate piemontese.

Da quando Papa Francesco ha dato un nuovo e incisivo impulso al Francescanesimo, oggi si va riscoprendo con novello interesse ogni cosa che possa legare il presente al Poverello d’Assisi. Ecco perché Viterbo, con la sua austera fisionomia francescana, si sente un po’ protagonista in semplicità e sobrietà qui è sorto nel 1500 il primo grande Convento Cappuccino dell’Alto Lazio, dove soggiornarono e passarono gli anni di noviziato alcuni santi frati quali nel ‘500 S. Felice da Cantalice, nel ‘700 S.Crispino da Viterbo; nel medioevo nacque qui S. Rosa e, venendo ai nostri giorni,P. Mariano da Torino soggiornò nel cinquecentesco convento nS.Antonio alla Palanzana”.

La grande popolarità di P. Mariano è dovuta soprattutto alle sue conversazioni in televisione. Ci fu un periodo in cui tutti lo ascoltavamo. La sua voce pacata, serena, modulata che ci augurava “Pace e Bene a tutti” giungeva gradita ai nostri cuori apportando coraggio e serenità nell’affrontare anni sempre turbolenti per un motivo o l’altro.

Nato a Torino il 22 Maggio 1906, del Piemonte aveva mantenuto nel parlare una piacevole intonazione. Si era formato alla scuola dell’Azione Cattolica e quell’appartenenza lo aveva portato ad interessarsi con ardore alle questioni sociali e politiche. Divenne quindi giornalista educando anche così alla compromissione della propria vita per alti ideali quali l’aiuto ai missionari, ai più deboli, agli ammalati, ai bambini. Ai militanti nell’Azione Cattolica Giovani diceva “A voi anime generose! È l’ora vostra; avanti voi che credete nella preghiera, nella sofferenza, nell’amore che è carità: avanti! Anche senza distintivi all’occhiello, portate inconfondibili in voi le note caratteristiche del giovane di Azione Cattolica”.

A 21 anni era già laureato ed iniziava ad insegnare latino e greco. Intanto era stato eletto Presidente dell’Azione Cattolica Giovani e in seno a questa Associazione si fece promotore di una sua intuizione che espresse così: “Perché in 6/7 mila giovani cattolici che siamo in diocesi non è possibile un ininterrotto turno dì adorazione eucaristica? …. Come non sarà benedetta una società che attui questo programma?”

A 34 anni approdava con ardore all’Ordine Cappuccino. Egli parla simpaticamente nei suoi scritti di questo passo importante della vita: “Ci fu un momento in cui davanti all’immagine della Madonna non pregavo più, ma guardavo fisso l’Immacolata ed il cuore mi sembrava che uscisse dal petto, quando all’improvviso… eccomi qui, sono cappuccino”. Da sacerdote, come da docente, giornalista e conferenziere televisivo prendeva ogni azione come grande opportunità di fare del bene e ripeteva: “non è il male che faccia male, è il non fare il bene che lascia crescere il male”.

Giovanni Paolo II, accostò in una sua omelia il nome di P.Mariano a quello di P.Pio e forse questo accostamento sollecitò l’apertura del processo canonico del Cappuccino piemontese. Quattro anni dopo, nel 1988, si dette inizio al processo diocesano ed il 15 Marzo 2008 il Papa Benedetto XVI, riconoscendo le virtù eroiche di P.Mariano, lo dichiarò Venerabile. Durante le celebrazioni del primo Centenario della nascita (1906-2006) si è saputo che dopo la sua morte sono state date alla stampa ben cinque biografie che illustrano il suo spessore spirituale, la sua umanità, il rispetto per ogni uomo, la serenità e la grazia nell’educare l’uditore ai principi morali e religiosi, l’impegno e l’attenzione all’evolversi della società, ai sussulti sociali, agli scontri politici. Anche a livello universitario la figura di P.Mariano ha suscitato grande interesse poichè sono state discusse varie tesi di laurea sul suo complesso pensiero. Presto usciranno le sue opere complete che fino ad oggi raggiungono il settimo volume per 3.672 pagine.

Uno dei suoi ultimi messaggi recita:”Quello che auguro a tutti è sempre questo: incontrare Gesù almeno ad un crocicchio della nostra esistenza, prima che venga sera”.

Elsa Soletta Vannucci

 

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