Non porto né oro né argento ma la preghiera di Junipero Serra

ott 18th, 2013 | By | Category: Primo Piano

Nella serata di apertura dell’anno sociale 2013-2014 del Serra Club di Aversa i nuovi soci, innanzi all’altare, hanno risposto “Eccomi” alla chiamata al sostegno laico alle vocazioni ed a loro, come benvenuto, è stata consegnata la preghiera del Beato Junipero Serra. L’occasione è stata creata nella Santa Messa presieduta dal Vescovo mons. Angelo Spinillo, Vescovo di Aversa e Vice Presidente Cei per il Sud, e concelebrata dal Rettore del Seminario mons. Stefano Rega, con l’intera equipe educativa.  A dare il benvenuto la Presidente del Serra Club di Aversa Rosanna Martino, Maria Luisa Coppola Presidente Nazionale eletto di Serra Italia e la Presidente eletta del club Giovanna Carotenuto, insieme ai soci del Serra Club di Aversa, alle Istituzioni diocesane, al Sindaco della città ed alla cittadinanza.  Caratteristica infatti del Serra Club di Aversa è mantenere vivo l’equilibrio del rapporto del Seminario con la città, grazie anche, come ha detto mons. Stefano Rega, al Vescovo Spinillo che ha posto il Seminario stesso al centro della vita diocesana. Ed al centro ci sono per davvero le vocazioni, una trentina di seminaristi che risiedono nel seminario oltre  agli alunni che frequentano nella scuola paritaria “Innico Caracciolo” le medie e il liceo condividendo la cultura e la quotidiana vita cattolica.

Il Vescovo Spinillo ha incentrato la sua omelia sulla chiamata vocazionale. “La vocazione è una scelta di fede che ci porta. Quando scegliamo, pensiamo di scegliere qualcosa che ci serve per arrivare ad una meta, questo orientamento ci porta verso certi atteggiamenti. Ieri sera, ad esempio, ho visto in televisione che era raffigurata l’immagine del campo di concentramento di Auschwitz e dall’altro i prigionieri impressi con la loro divisa. Veniva di pensare che quando una persona indossa una divisa, magari non pensa cosa si dirà di quella divisa in futuro..magari in quel momento ci si preoccupava di sapere se stava bene e si non sapeva di certo che quella stessa divisa sarebbe diventata un’icona di ciò che è prepotenza, di tutto ciò che richiama uno sterminio dettato dalla presunzione di razza superiore. Il Simbolo di un’umanità ingiustamente perseguitata. Ci sono cose quotidiane che noi facciamo e non pensiamo che possano essere un segno, con scelte che diventano semplici, automatiche e ordinarie, partecipi dell’attenzione alla vocazione. Ciò che determina un orientamento verso la meta sono i piccoli gesti, espressione della vocazione”.

“Noi – ha proferito il Vescovo Spinillo in merito alla Vocazione ed alla chiamata vocazionale – siamo portati dalla nostra vocazione. E’ La parola del Signore che ci porta e ci conduce ai nostri obiettivi. Pensiamo alla sofferenza di vedere spoglia l’offerta, quando abbiamo organizzato le strutture ma manca l’offerta: e’ come se la famiglia si riunisse attorno ad un tavolo ma poi non c’e’ nulla da mangiare. L’offerta e’ il nostro amare le vocazioni e con le vocazioni si puo’ fare della propria vita il luogo di incontro dell’umanità. In tutto cio’ che la vita ci richiede dimostra che la nostra esistenza e’ proiettata verso il dono dell’eternita’. Anche l’essere insieme in un club. Noi condividiamo la stessa ricchezza e ciascuno comunica con Dio la propria ricchezza”.

Sincera la vicinanza al Serra Club da cui il Vescovo ha ricevuto il distintivo “che non è – ha precisato il Vescovo -  ciò che distingue ma ciò che unisce nelle diversità”.

Straordinaria l’affluenza del pubblico alla presentazione del libro di Antonio Cesaro “La Biblioteca del Seminario di Aversa. Storia di Uomini e Libri”, con l’introduzione del Vescovo Spinillo e la presentazione di mons. Stefano Rega. Il volume è stato scritto per evidenziare l’attenzione che il Rettore insieme al Vescovo ed al Serra Club  pone alla formazione dei giovani, per incentivare e migliorare la fruibilità della loro risorsa di studi che non è solo un insieme di libri ma una storia di uomini. Nel Seminario è stata favorita la risistemazione del centro studi che presenta dei testi rari tra cui una delle pochissime bibbie poliglotte esistenti al mondo ovvero l’edizione poliglotta di Londra del 1573 con i testi originali ebraici con il pentateuco samaritano, caldaici, greci e le versioni antiche, samaritana, greca dei settanta, caldaica, siriana, arabica, etiopica, persica, latina della vulgata. Straordinaria la consultazione anche di una delle cento copie di un’opera, il De Arcadiae Laudibus che Papa Leone XIII, il Pontefice che ha cambiato la storia con la Rerum Novarum, ha voluto si donasse alle biblioteche più importanti tra cui Aversa. Importante anche la consultazione del “decreto di Graziano” risalente al XVI secolo, la prima raccolta di diritto canonico del monaco camaldolese Graziano, risalente al 1140-1142. Oppure anche un raro esemplare dello scrittorio della Chiesa Aversana dl XII secolo.  Il merito della realizzazione della Biblioteca va al Vescovo Innico Caracciolo, secondo il quale la presenza della raccolta dei libri faceva parte della profonda opera riformatrice che apportò al Seminario.  Fu istituita tra la prima e la seconda decade del Settecento e l’autore nel libro ne spiega l’importanza e la ricaduta sorprendente nella società per l’elevato numero di seminaristi.

Nella sala dei volumi troneggia il busto di Paolo VI, il Papa garante del progresso dei popoli. Sul  testo  ha relazionato la prof.ssa Coppola, evidenziando tra l’altro l’impegno del Serra International Italia che ne ha promosso la pubblicazione nella consapevolezza dell’importanza  della formazione culturale dei seminaristi.  Un momento di festa, quello di Aversa, a cui non è mancato proprio nulla tra preghiera, amicizia, fraternità, cultura senza autoreferenzialismo, risultati concreti e tangibili da condividere nel quotidiano con  i ragazzi .

Viviana Normando

Tags: , , , , , , , , , ,

Comments are closed.