Il Cardinale Antonio Maria Vegliò avvia l’anno sociale del Serra Club di Roma

ott 18th, 2013 | By | Category: Distretti e Club

Inaugurato l’anno sociale 2013-2014 del Serra Club di Roma. La cerimonia di apertura si è svolta, il 15 ottobre, con la nutrita presenza dei soci che hanno voluto far sentire la loro vicinanza al nuovo Presidente, dott. Doriano Froldi.

Dopo la S. Messa celebrata da Mons. Vittorio Formenti, Cappellano del Club e Consigliere spirituale del Distretto 72, il neo Presidente ha rivolto un discorso inaugurale alla folta platea, annunciando un anno ricco di iniziative e di incontri, con la fiducia di poter realizzare il programma già predisposto e di attendere alle aspettative del Club, senza tralasciare il contributo alle attività distrettuali. Un programma che si presenta importante per i suoi contenuti, tesi all’utilizzo ottimale delle risorse per il raggiungimento delle finalità proprie del nostro movimento.

Un nuovo anno che vedrà, ancora una volta, il Club di Roma impegnato nel sociale per continuare a portare avanti, con rinnovate energie, i temi proposti in un clima di amicizia e di collaborazione, ai quali tutti i soci sono chiamati a partecipare con idee e suggerimenti.

Ospite d’onore della serata è stato S. Eminenza Rev.ma Cardinale Antonio Maria Vegliò, Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, che ci ha intrattenuto sul tema: “Rifugiati ed Itineranti: situazione attuale nel mondo della mobilità umana”. Tema di drammatica attualità, dopo la tragedia che si è consumata nelle acque dell’isola di Lampedusa il 3 ottobre scorso con la morte di oltre 300 emigranti, fuggiti dai loro Paesi per chiedere ospitalità e accoglienza ad altre nazioni più democratiche, che ci fa ricordare quanto grave e urgente sia il problema che si pone davanti ai nostri occhi e alle nostre coscienze e quanto ancora più grave sia l’assenza di una normativa europea che consenta di evitare il ripetersi di altri eventi così dolorosi. Una tragedia per la quale Papa Francesco ha manifestato tutta la sua sofferenza e la sua indignazione per l’inerzia e le diseguaglianze sociali che caratterizzano il mondo moderno. “Non posso non ricordare con grande dolore - ha detto Papa Francesco al termine del discorso celebrativo per i 50 anni dell’Enciclica Pacem in Terris – le numerose vittime dell’ennesimo tragico naufragio avvenuto oggi al largo di Lampedusa. Mi viene la parola vergogna: è una vergogna. Preghiamo insieme Dio per chi ha perso la vita: uomini, donne, bambini, per i famigliari e per tutti i profughi. Uniamo i nostri sforzi perché non si ripetano simili tragedie. Solo una decisa collaborazione di tutti può aiutare a prevenirle”. Parole durissime di condanna per l’indifferenza della comunità internazionale ad adottare provvedimenti a tutela di persone disperate, in fuga dalla guerra e dalla misera per sperare di continuare a vivere in un mondo migliore, dove sia bandito l’egoismo e l’egocentrismo e sia, invece, legittimato il diritto alla dignità e alla vita. “Mi chiedo se la parola giustizia e solidarietà - ha, inoltre, affermato Papa Francesco – sono solo nel nostro dizionario o tutti operiamo perché divengano realtà. L’Enciclica del Beato Giovanni XXIII ci ricorda chiaramente che non ci può essere vera pace se non lavoriamo per una società più giusta e solidale, se non superiamo egoismi, individualismi, interessi di gruppo e questo a tutti i livelli”.

Un argomento che l’alto Prelato e illustre relatore, il Cardinale Vergliò, ha affrontato con una analisi di stringente umanità, illustrando la tipicità del fenomeno sotto i diversi aspetti economici, sociali e assistenziali e sulla necessità di individuare politiche alternative da adottare a sostegno di persone che fuggono per rifugiarsi in altri Paesi perché costretti da una situazione di mobilità forzata.

“La migrazione - ha detto il Cardinale Vegliò – è un fenomeno che interessa tutte le nazioni e influenza profondamente la nostra società. Ovunque nel mondo d’oggi vi sono uomini, donne e bambini che affrontano le difficoltà dello sradicamento e si avventurano verso luoghi che considerano terre promesse per cercare migliori condizioni di vita o per fuggire da conflitti armati e persecuzioni. Nei loro viaggi della speranza devono superare tante peripezie e spesso cadono nelle maglie della criminalità organizzata. Non possiamo, purtroppo, non osservare la rinascita del traffico di esseri umani, destinati al mercato della prostituzione e dello sfruttamento, che ogni anno coinvolge circa un milione di migranti”.

Non poteva mancare un accenno e un avvertimento sul problema che si viene a creare con la frequenza con cui si verificano questi tristi avvenimenti, che potrebbe provocare, a livello nazionale ed europeo, insensibilità e disinteresse anziché sentimenti di fratellanza e di sostegno.

“Mi auguro - è stato il passaggio del discorso – che non si crei assuefazione al dolore di tanti fratelli e sorelle in cammino sui percorsi difficili e pericolosi della fuga o dell’emigrazione, dove spesso trovano anche la morte. Questi lutti sono anche la drammatica conseguenza delle politiche restrittive adottate dai Paesi, come quelli dell’Unione Europea, che limitano o vietano gli accessi a beneficio, in primo luogo, di contrabbandieri e trafficanti che organizzano tali viaggi. Auspico che la comunità internazionale affronti sempre meglio questi problemi, cercando di dare risposte concrete. Sarebbe di grande aiuto se le nazioni economicamente avanzate ampliassero la loro offerta di asilo o quantomeno provvedessero alla protezione temporanea dei rifugiati”.

Un intervento, quello del Cardinale Vegliò, attentamente seguito dall’uditorio romano che ha molto apprezzato la sua competenza in materia e la profonda conoscenza del problema, frutto anche delle esperienze acquisite nel corso degli anni, che lo hanno visto Pro-Nunzio Apostolico per gli Stati della Papua Nuova Guinea, Isole Salomone, Senegal, Guinea-Bissau, Capo Verde e Mali, oltre che Nunzio Apostolico dello stesso Mali, del Libano e del Kuwait.

Nominato Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, il 28 febbraio 2009, in sostituzione del cardinale Renato Raffaele Martino, S. Eminenza Antonio Maria Vegliò è stato eletto Cardinale della Diaconia di San Cesareo in Palatio, da S. Santità Benedetto XVI, il 18 febbraio 2012.

Cosimo Lasorsa

Foto: S. Eminenza Rev.ma Cardinale Antonio Maria Vegliò, Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti;  Dott. Doriano Froldi, neo Presidente Serra Club di Roma.

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