Beatificazione del seminarista martire Rolando Livi

ott 6th, 2013 | By | Category: Il Serra nel Mondo

E’ il primo seminarista che diventa beato, Rolando Livi ucciso  spietatamente nel 1945 dai partigiani comunisti perché non vi fosse un altro prete. A soli 11 anni, nel 1942, mentre l’Italia è già in guerra, il ragazzo entra nel seminario di Marola nel Comune di Carpineti (Reggio Emilia) e veste per la prima volta l’abito talare che non lascerà più sino al martirio. Nell’estate del 1944 il seminario di Marola viene occupato dai soldati tedeschi. Rolando, tornato a casa, continua gli studi da seminarista, sotto la guida del parroco, e porta nel suo paese un’ardente testimonianza di fede e di carità, vestendo sempre l’abito talare. Per questa sua testimonianza di amore a Gesù, così intensa da attirare gli altri ragazzi verso l’esperienza cristiana, Rolando, nel clima di odio contro i sacerdoti diffusosi in quel periodo, finisce nel mirino di un gruppo di partigiani comunisti. Il 10 aprile 1945, il seminarista viene sequestrato, portato prigioniero a Piane di Monchio, nel Comune di Palagano sull’Appennino modenese, rinchiuso in un casolare per tre giorni, brutalmente picchiato e torturato. Venerdì 13 aprile 1945, alle tre del pomeriggio, il ragazzo innocente, a soli 14 anni, spogliato a forza della sua veste talare, viene trascinato in un bosco di Piane di Monchio e ucciso con due colpi di pistola. Quando Rolando capisce che i carnefici non avrebbero avuto pietà, chiede solo di poter pregare per il suo papà e per la sua mamma. Anche in quest’ultimo istante, nella preghiera, Rolando riafferma la sua appartenenza all’amico Gesù, al suo amore e alla sua misericordia.  La figura del servo di Dio Rolando Rivi, la sua giovane età, il suo entusiasmo per la vocazione al sacerdozio, la sua convinzione di voler essere, come diceva, tutto e solo di Gesù, sono oggi un forte richiamo per tante persone che, da ogni parte d’Italia, si recano nella chiesa parrocchiale di San Valentino a pregare sul luogo della sua sepoltura. Oltre a grazie di guarigioni, conversioni, soluzioni positive di gravi situazioni familiari o lavorative, vi sono decisioni di giovani di intraprendere la via del sacerdozio che attestano come l’esempio del seminarista martire  sia vivo, operante, trascinatore. La solenne cerimonia di beatificazione avverrà il 5 ottobre alle ore 16,00 a Modena nel Palazzetto dello sport, per l’enorme afflusso di persone prenotate, alla presenza del card. Amato, prefetto della Congregazione delle cause dei santi.  Al beato Ronaldo, primo seminarista martire, chiediamo uno sguardo  benevolo sul cammino di tanti giovani promesse della vita sacerdotale: tienili nel tuo cuore e rendili forti nell’amore e santi nel ministero!

                                                                  Maria Luisa Coppola

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