Un prete coraggioso

set 27th, 2013 | By | Category: Primo Piano
La lotta di Horacio Nelson Zúñiga de la Parra contro i narcotrafficanti

«Dalle mie parti mi chiamano “il miracolato di Dio” ma io preferisco pensarmi come un “prediletto da Dio”. Prova ne sia che questa mattina ho potuto celebrare la messa con Papa Francesco». Parla a fatica padre Horacio Nelson Zuñiga de la Parra, coraggioso sacerdote colombiano, quattro anni fa ridotto in fin di vita da sicari di un cartello di narcotrafficanti venezuelani.

don Horacio Nelson Zúñiga de la Parra con il S.Padre Francesco

Quella di Horacio Nelson è una storia di ordinaria violenza. Ma anche, e forse soprattutto, proprio una storia d’amore. Inizia circa vent’anni fa quando, giovane sacerdote nato a Cartagena in Colombia, dopo aver compiuto gli studi pressola Pontificia Universitàdella Santa Croce, a Roma, viene inviato a compiere la sua missione in Venezuela, nella diocesi diLa Guaira. L’ambiente in cui lavora è quello dei giovani che vivono in strada, “materiale” prediletto dei narcotrafficanti che spesso ne fanno un esercito di spacciatori. Padre Horacio ha il carisma del trascinatore e in poco tempo non solo riesce a calamitare attorno a sé un bel gruppo di giovani, sottraendoli alle mani dei trafficanti di droga, ma inizia una vera e propria campagna di sensibilizzazione per far emergere la piaga che sta infettando il corpo giovane della società venezuelana.

La situazione precipita nel 2009 quando i signori della droga decidono che questo giovane sacerdote comincia a essere scomodo, dunque va eliminato. L’agguato avviene in pieno giorno, all’uscita di un centro commerciale di La Guaira: Horacio viene massacrato con delle mazze da baseball. Resta per ore sull’asfalto, nessuno osa avvicinarsi. Poi un’anima pietosa lo raccoglie e lo porta in ospedale. Resta in coma quaranta giorni. È inatteso il suo risveglio. Il primo pensiero sono i suoi giovani: «Me li volevano strappare, ma non ci sono riusciti e non ci riusciranno» le sue parole così come le ricorda mamma Cira.

 

Fonte Osservatore romano

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