Estate: crisi della festa e crisi del senso

set 13th, 2013 | By | Category: Primo Piano

«Pietra mi sento in mezzo

al torrente arido.» (Turoldo)

 

Lentamente la rossa e calda estate sta cedendo il posto all’autunno che avanza. Già i boschi della Maiella si riempiono dei colori caldi dell’autunno. Sulle larghe macchie di querce e più in alto dei faggi volteggiano grandi uccelli…

Vacanza, dal latino «vacare» significa in realtà dedicarsi pienamente ad un’attività. E, per questo motivo, le ferie come oggi sono concepite non esistevano.

Il Cardinale Gianfranco Ravasi ci ricorda che la vera sosta infatti, «dovrebbe scandire ogni giornata e ogni opera umana». L’assenza di impegni però non deve essere “un’area vuota” come ironizzava il poeta latino Tacito, ma il simbolo per eccellenza della piena comunione con l’Eterno.

Si è da poco spenta l’eco fragorosa della GMG, l’evento mondiale che ha monopolizzato milioni di ragazzi provenienti da tutte le parti del mondo a Rio de Janeiro, attratti dal richiamo forte e appassionato di Papa Francesco. Il 28 luglio scorso, all’oceanico raduno sulla spiaggia di Copacabana, ha transitato un fiume lungo, vociante di ragazzi dai mille colori: bandiere, stendardi, magliette sgargianti che neppure il buio della notte australe è riuscito a nascondere. C’erano tutti, i “discepoli missionari” in attesa della trepida e commossa Parola che libera e salva. Il tempo di Dio brulicante di gioventù e di futuro, si è fermato in ascolto… E poi, finalmente nel silenzio liberatorio è giunta, chiara e forte la parola del Papa: «Voi siete il campo fertile per la semina, cantiere operoso e luogo di allenamento; in voi alberga la speranza, non lasciatevela rubare».

Purtroppo l’odierna società dominata dal possesso, sembra voler privilegiare l’insignificanza di ogni riferimento al sacro e al senso religioso. l’apertura domenicale e festiva dei negozi ci riporta agli intrecci tra capitalismo e cristianesimo. Gli stessi Evangelisti usano, nelle loro metafore, il linguaggio economico del loro tempo per comporre similitudini e parabole.

Solo recentemente il capitalismo ha rivelato la sua natura di religione pagana, con l’offerta e la promessa, di una pseudo eternità. un surrogato della vita eterna insomma! tutto oggi è intercambiabile e neppure la morte esiste… E così, via via per altri campi… fino all’apoteosi della chirurgia estetica: l’elisir dell’eterna giovinezza. E, come ogni religione pagana non si vuole vedere la morte, la nasconde e ricorre all’eutanasia o suicidio assistito. Il culto del denaro si è trasformato in una vera religione, per cui è utopia pensare di rispettare il riposo domenicale! Esso celebra, come idolatria, la giovinezza e il piacere. In questa calda, caldissima estate abbiamo assistito sbigottiti ai gravissimi conflitti perpetrati su donne e bambini inermi in Siria con stragi feroci e disumani mezzi chimici.

Abbiamo inoltre seguito la feroce guerra civile in Egitto con migliaia di vittime. Invano il Santo Padre continua a lanciare a tutte le Nazioni del mondo il suo grido affinché si ponga fine alle stragi e ai massacri. Mentre, in Gran Bretagna, si è festeggiato con cerimonie varie il “rampollo reale”! «Vanità delle vanità» dice il mistico Qohelet; «Tutto è vanità». L’ideologia dell’io che si fa legge ha incorporato l’assuefazione alla durezza della competizione senza scrupoli: chi si impone vince, chi vince è il migliore!

Un discorso dimenticato quello del grande poeta Giovanni Pascoli, con cui nel 1900 difese le ragioni del riposo settimanale contro la logica del commercio. La festa – affermava – impedisce che il lavoro divenga un ergastolo. E suscita un sentimento di gratuità da cui nasce la bellezza di un fiore, di un verso, degli affetti domestici. Ascoltiamo il richiamo accorato di Papa Francesco durante la visita all’ultima isola del Mare Nostrum: «Per trovare Dio dobbiamo mettere il dito nelle sue piaghe, nel suo costato, affinché suoni per noi il cantico della risurrezione».

 Stella Laudadio

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