Riprendiamo il cammino insieme

set 10th, 2013 | By | Category: Primo Piano

 

Terminate le vacanze estive e rientrati tra le proprie mura domestiche si è tornati al vivere quotidiano nell’ambito del lavoro e degli affetti familiari.

E’ pur vero che la grave crisi economica nella quale si dibatte il nostro Paese ha costretto tante famiglie, alle soglie della povertà, a rinunciare a questo periodo di riposo e a considerare le vacanze estive non più come tempo di divertimento e di svago ma come giorni da trascorrere con la speranza di un futuro migliore. Un futuro migliore da tutti auspicato perché non possiamo permetterci che chi soffre nella povertà e nella solitudine debba sentirsi abbandonato dalla comunità, anziché sostenuto dall’amore fraterno nell’osservanza del comandamento di Dio: “Ama il prossimo tuo come te stesso”. Anche Gandhi, al pari di un vero cristiano, affermava, con la sua “ahimsa”, che tutti gli esseri viventi, in quanto creature di Dio, sono legati tra loro e devono essere uniti da amore fraterno. Pur nella diversità della religione, l’appello all’amicizia fraterna tra tutti gli uomini, in nome dell’amore e dell’uguaglianza, era predicato da Gandhi, applicando lo stesso comandamento: “Ama il prossimo tuo come te stesso”.

L’amore per l’uomo è anche la misura dell’amore per Dio. Nell’enciclica “Deus caritas est”, il Papa Emerito Benedetto XVI sottolineava che l’amore per Dio e l’amore per il prossimo sono veramente uniti, che il Dio incarnato ci attrae tutti a sé, che è stato Dio ad amare per primo e che il servizio della carità deve saper venire dal cuore, essere indipendente dalle ideologie e non avere secondi fini, sull’esempio di Madre Teresa.

Oggi la gente è affamata d’amore - affermava Madre Teresa di Calcutta - e l’amore è la sola risposta alla solitudine e alla grande povertà. In alcuni paesi non c’è fame di pane; la gente soffre, indice di terribile solitudine, di terribile disperazione, di terribile odio, perché si sente indesiderata, derelitta e senza speranza. Ha dimenticato come si fa a sorridere. Ha dimenticato la bellezza del tocco umano. Ha dimenticato cos’è l’amore degli uomini. Ha bisogno di qualcuno cha la capisca e la rispetti”.

Un tema che trova conferma nell’invocazione contro l’indifferenza che Papa Francesco ha rivolto ai fedeli nell’udienza generale del 24 aprile in Piazza San Pietro: “In questi tempi di crisi è importante non chiudersi in sé stessi, sotterrando il proprio talento, le proprie ricchezze spirituali, intellettuali, materiali, tutto quello che il Signore ci ha dato, ma aprirsi, essere solidali, essere attenti all’altro”. Un appello che si rinnova, ancora una volta, con le parole che sempre Papa Francesco ha dedicato con l’omelia della S. Messa celebrata lunedì 8 luglio sull’isola di Lampedusa per tentare di superare l’insensibilità che caratterizza sempre di più il mondo moderno verso i fratelli più deboli di qualsiasi nazionalità, razza e religione. Una omelia forte nei contenuti per scuotere le coscienze contro quella indifferenza che il Papa definisce “globalizzata” perché ci rende tutti responsabili senza nomi e senza volto. “In questa Messa – ha detto Papa Francesco – chiediamo perdono a Dio per chi si è accomodato, si è chiuso nel proprio benessere che porta all’anestesia del cuore. Ci siamo abituati alla sofferenza altrui, non ci riguarda, non ci interessa, non è affar nostro”.

Se vogliamo davvero tentare di avvicinarci a quei valori dettati dalla Chiesa che portano ad agire per raggiungere la perfezione dello spirito secondo la volontà di Dio, quei valori cioè che distinguono il vero cristiano dall’uomo che guarda al futuro con indifferenza o soltanto per senso di egoismo, dobbiamo necessariamente procedere sulla strada che il Signore ci ha indicato. Dobbiamo soprattutto imparare a riprendere insieme il nostro cammino per accendere la speranza nei cuori e per dedicare un po’ del nostro tempo a beneficio di chi ne ha più bisogno, perché un atto di altruismo e di amore può portare felicità.

Riprendiamo il cammino insieme da veri serranii con una significativa partecipazione agli incontri di Club e con una maggiore spinta all’attività di promozione per il sostegno alle vocazioni sacerdotali.

Riprendiamo il cammino insieme, nell’intimità delle nostre famiglie, prima scuola di virtù umane e di carità cristiana e prima sede per la promozione sociale.

Riprendiamo il cammino insieme, con la preghiera che è il mezzo di elevazione dell’anima e di comunicazione con Dio, al quale affidare totalmente il nostro cuore nel segno della speranza.

Riprendiamo il cammino insieme, nella testimonianza della fede con la fiducia assoluta in Dio che ha voluto rivelarsi con Gesù Cristo per dimostrarci il suo amore infinito.

Riprendiamo il cammino insieme, nel segno della carità con l’amore verso il prossimo, con il sostegno verso i deboli, con l’aiuto ai bisognosi, con l’assistenza agli ammalati, con il soccorso ai diseredati e con la rinuncia all’esasperato individualismo.

Riprendiamo il cammino insieme, affinché la grande lezione che Cristo ci ha donato con il sacrificio della sua vita sia di esempio e di guida alle nostre azioni per portare avanti un nuovo modo di rapportarsi con gli altri e per offrire al nostro prossimo una parte di noi stessi.

Riprendiamo il cammino insieme, confrontandoci con le parole, riportate nel Vangelo di Giovanni, che Gesù disse agli Apostoli nell’Ultima Cena: “Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri”.

 Cosimo Lasorsa

Tags: , ,

Comments are closed.