Rendere visibile il “SI” della Fede

set 6th, 2013 | By | Category: Mondo Cattolico

Introduzione del presidente del Congresso Marco Crovara al Congresso dei Distretti 69 e 70 a Diano Marina

 

Marco Crovara, Presidente del Congresso

Permettetemi due parole di introduzione, inizierei con questa grande affermazione di Papa Benedetto XVI al Congresso di Verona: rendete visibile il grande Sì della fede. Penso senz’altro sia questa l’esortazione interiore che oggi ha spinto il Serra a riunirsi in questo posto bello, santuario naturale del creato, per riflettere e confrontarsi sulla nostra interiorità nella  vita di tutti i giorni, cioè quello che possiamo definire il nostro Serra quotidiano, vero e coerente innanzitutto con la nostra personale cultura. Il Serra si forma all’interno, si educa, per dare ai membri una cultura complementare a quella fondamentale di chi lo compone dando luogo così ad una risultante che non si dissocia da quella della quotidianità, ma ne è espressione viva. Questo è il particolare carisma del Club che, plasmato dalla partecipazione attiva dei soci nella società, testimonia in ambiti anche lontani dalla Chiesa rafforzato dalla formazione particolare. La realizzazione far fruttare i talenti, è un atto concreto che prevede la progettualità, educarsi e disponibilità al servizio educare. Il talento necessario lo aveva già espresso bene il Cardinal Siri: quello bastante affinché le opere pratiche siano ragionevoli ed equilibrate, non di più. Oggi ancora e più che mai i rapporti della Cristianità devono essere pratici, efficaci e costruttivi, ma sempre da Christi Fideles: da credenti e da missionari, costruttori di una ricucitura che sani la rottura tra la Fede e la cultura dominante che vive secondo la logica dell’avere, del potere e del piacere, cioè tutto ciò che piace si può ottenere, diventa buono. I giovani si allontanano da un’etica cristiana che forse, forse non hanno mai conosciuto. Educarsi è chiedere di uscire dalla mia singolarità e guardando il mondo del “voi” che mi circonda, entrarne a far parte per diventare noi, con il discernimento dell’antica tradizione alla fede che ci ha formati e che ci mostra con indiscutibili pietre miliari quale sia ancor oggi il giusto cammino. Il riunirci a discutere le nostre dimensioni culturali significa anche aver superato quella falsa idea di autonomia che ci induce a pensarci come un “io completo”. Educandoci alla consapevolezza che diventiamo “io” solo nella relazione con il “tu” e con il “noi”, ma attenzione! Oggi è chiaro il rischio di essere guidati da un educarsi per saper fare e non da un educarsi che ci doni un fare sapiente. Sapiente significa vivere il dono della vita e rispondere pienamente alla vocazione alla stessa, senza discostarci dalle forme essenziali e pratiche che la compongono, perché queste sono le forze dell’irradiamento culturale che possiamo applicare e trasmettere da protagonisti e da competenti. Cercare l’educazione del fare sapiente, partendo dalla quotidianità della persona, porta anche noi Serrani a vivere con naturalezza la nostra formazione per la nostra vocazione. Le discussioni servono democraticamente alla trattazione intellettuale, ma poi dobbiamo appassionarci alle ricadute nella vita reale che è speranza viva perché già affidabile. Ebbene cari amici non consumiamo anche noi il nostro particolare carisma facendo per fare, indossando maschere di comunione in nome dell’efficienza, vivendo i club come contenitori del solo saper fare, ammettiamo ancora una volta con convinzione profonda di aver bisogno di crescere sempre ed insieme. Oggi lavoreremo per questo e più tardi raccogliendo le nostre sincere fatiche, speriamo di poter vivere l’appagamento di chi ha fatto con sapienza nel Suo nome.

 

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