Congresso Distretti 69 e 70 a Diano Marina.

set 6th, 2013 | By | Category: Il Serra nel Mondo

Intervento del Presidente nazionale avv.  Antonio Ciacci

Eccellenza, Presidente del Congresso, Governatori, Dirigenti, Presidenti di club, soci amici e amiche, io spero di essere minimamente all’altezza della presentazione eccessiva di cui l’amico Marco mi ha gratificato. Tanto per introdurre anche un attimo il senso della mia presenza qui faccio un riferimento un po’ particolare, perché qui siamo alle pendici del capo Berta, quindi se penso a capo Berta, capo Caccia, capo Mele, Passo del Turchino, Cipressa, Poggio mi viene in mente la Milano – Sanremo. Essendo io un appassionatissimo di ciclismo e nei ritagli di tempo anche un modestissimo ciclista, il luogo mi ha veramente ispirato e mi è molto piaciuto, quindi è un luogo fisico che mi ispira positivamente, è anche un luogo serrano che mi ispira positivamente perché il Serra International Italia è nato a Genova, è nato in Liguria, è nato grazie a Padre Ferrari che dagli Stati Uniti propose a S.E. il cardinale Siri questa forma molto originale, molto nuova, nata negli Stati Uniti negli anni trenta del novecento, di sostenere le vocazioni sacerdotali e di propagare il seme della vocazione nella società civile. Da Genova si è esteso dappertutto, ci sono gli amici piemontesi che hanno dato molta testimonianza di serranesimo rispetto a tutta Italia, io ho dei collaboratori stretti nel mio Consiglio nazionale che proprio vengono dal Piemonte. Lo sviluppo del Serra è un qualche cosa che è partito dal distretto 70 con un certo spirito, a quello spirito mi sforzo di tornare a essere fedele, che è lo spirito poi effettivamente proprio e specifico del Serra Club. La missione serrana, lo sapete tutti, è una missione che va ben delineata e capita, non si tratta di una mera associazione, di un gruppo di preghiera (è chiaro si prega come tutti i cristiani battezzati debbono), non è una compagnia laicale, è un club service modellato come quelli più noti dal Rotary ai Lyons, ecc., che però ha un contenuto specifico, particolare, che si propone attraverso i propri componenti di dare testimonianza nella società di quanto è bella la risposta positiva che tanti giovani danno alla chiamata del Signore, quindi la creazione di una cultura e di un terreno fertile per le vocazioni. Questo è un dei compiti ai quali siamo chiamati accanto al quale c’è un compito di creare una rete, un compito di sostegno alle vocazioni, di sostegno ai seminari, di aiuto quotidiano non ufficiale, non fatto per avere il primo posto nella Sinagoga, ma per servire con i nostri vescovi e con tutto il clero locale, e creare anche come club service delle occasioni culturali, ma non solo solidaristiche, filantropiche di appoggio alle nostre iniziative. Abbiamo quindi un ruolo specifico che si rafforza grazie alle nostre prassi virtuose, a occasioni come questa, alle occasioni che creiamo nei nostri club, nei nostri distretti, all’attenzione con cui seguiamo le nostre regole dettate da una forte esperienza che ci arriva dai padri fondatori. E abbiamo anche l’obbligo di essere fedeli alla chiamata specifica che come Cristiani e come Serrani abbiamo avuto, che si realizza soprattutto in una continua formazione; dobbiamo essere sempre molto attenti alla vita della Chiesa, sempre molto attenti alla vita delle nostre diocesi, presenti nella vita delle nostre parrocchie, vicini disinteressatamente ai nostri preti, ai nostri vescovi, ai nostri religiosi, alle nostre suore. Questa mission è riassunta molto bene nel tema del Congresso di oggi perché essere senza fare è già qualcosa, ma non è sufficiente, fare senza essere rischia di farci sbagliare: essere per fare è cosa che invece incentra perfettamente il  nostro obbligo che è prima di tutto un obbligo di testimonianza. Diceva Paolo VI in un discorso che mi torna frequentissimamente nel cuore “ che il mondo di oggi non ha tanto bisogno di maestri quanto ha bisogno di testimoni”, testimoni veri della fede e dei valori etici ai quali il Cristianesimo si ispira, una azione coerente con le nostre scelte di vita. Oggi la gente vuole vedere nelle persone che propugnano la nostra idea di Cristiani lo specchio delle virtù che con la bocca proclamano, perchè non bisogna essere tanto parlanti quanto operanti. Uno degli slogan ai quali ho improntato la mia avventura come presidente nazionale è proprio quella di parlare poco e operare molto, perché tanta gente parla, parla molto, propone il programma e non realizza. L’importante per noi è operare molto e operare in concreto.

Il Governatore del Distretto 70, Emanuele Costa

Qui trovo poi anche molti amici, ne cito qualcuno facendo torto ad altri, i due governatori oggi uscenti Manuel Costa e Mauro Leporati, i quali mi hanno dato veramente in amicizia e con grande competenza importantissimi e fondamentali suggerimenti su come orientare la mia presidenza nazionale. Poi naturalmente Marco, questo mi sento obbligato a farlo perché sono nel Serra da tanti anni, ero relativamente giovane, avevo trentasei/trentasette anni, quindi un po’ molto al di sotto dell’età media che oggi abbiamo nei nostri club……(però a proposito anzi dell’invecchiamento voi sapete che il nostro consulente episcopale S.E. il cardinale José Saraiva Martins, Prefetto Emerito della Congregazione delle cause dei Santi suole dire che la vecchiaia non esiste, esiste l’anzianità, in senso antropologico, biblico del ruolo centrale gli anziani, che secondo lui è solo gioventù accumulata, quindi è un concetto molto bello che tutte le volte che io mi confronto con lui, che lo chiamo per salutarlo, per avere uno scambio di idee, e lamento questo fatto: siamo sempre un po’ più vecchi, dice: no questo non se lo permetta perché non esiste la vecchiaia esiste l’anzianità, è gioventù accumulata. Lo dice lui che ha ottantadue anni, ho accumulato molto e sono molto soddisfatto). Ho appunto fatto questa parentesi ritornando a quello che dicevo: sono entrato nel Serra relativamente giovane, ho vissuto molto a lungo nel mio club, vivendo la realtà distrettuale, nazionale in maniera un po’ distaccata finché da presidente eletto ho cominciato a frequentare i corsi che all’interno del Consiglio nazionale venivano fatti per i futuri dirigenti e ho conosciuto Marco. Prima avevo un’idea di che cosa fosse il Serra, Marco mi ha dato le coordinate precise, perché con la chiarezza e la nettezza che lo contraddistinguono e con la profondità che è propria dell’uomo mi ha fatto capire che cos’è il Serra e come dovrebbe funzionare e questo mi è molto di aiuto nel mio compito di presidente nazionale.

Sono contento poi che ci sia l’amico Andrea Tornielli, mi permetto di chiamarlo amico, perché ci siamo incontrati quindici giorni fa a Pontremoli dove presso la biblioteca nazionale del Serra International Italia gli è stato attribuito per il suo libro sul Cardinale Scola il premio nazionale “ la  penna dello spirito”, che come sapete viene attribuito ad importanti scrittori, ormai dal 2005 dal Serra Italia (applausi) e saprete anche, avrete letto che ha scritto la biografia che è arrivata alla seconda edizione “Quando la Chiesa sorride” che è la biografia del Cardinale Saraiva Martins, nostro Consulente Episcopale, dove da par suo ha tratteggiato la figura di questo uomo che veramente è un’immagine consolatoria anche per tutte le nostre difficoltà

Io vi auguro buon lavoro, sono molto contento di essere qui con voi di aver fatto conoscenza con voi, come dico sempre, quando vado in giro: se qualche club mi vuole, mi chiami, io sono disposto a venire, faccio di tutto per potervi incontrare perché mentre a volte le convention nazionali sono un po’ faticose; quando vado nei club mi consolo perché trovo grande atmosfera di amicizia e confido che lo spirito del Signore invocato perfettamente da Sua Eccellenza all’inizio della nostra giornata si mantenga sempre con noi. Grazie di cuore.

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