Carisma e vocazione nel Serra

set 6th, 2013 | By | Category: Distretti e Club

Relazione del Governatore Distretto 70 al Congresso Interdistrettuale di Diano Marina sul tema: “Educarsi ed educare alla Fede: per il Serrano essere per fare

Il Governatore Emanuele Costa

 

Un cordiale saluto a tutti, in particolare alle Loro Eccellenze e Autorità che hanno voluto onorarci con la Loro presenza.

Sono passati due anni dall’ultimo congresso interdistrettuale a Vicoforte, due anni intensi e di profonda crisi economica e sociale che hanno reso ancora più difficile il compito della Chiesa e delle associazioni quali la nostra del Serra. In tempi di crisi e’ necessario reagire con fermezza e determinazione, ma soprattutto con grande  chiarezza, scegliendo bene le cose da fare e sapendo trasmettere, in modo comprensibile a tutti, idee e decisioni che siano anche dei flash di luce capaci di indicare la direzione per uscire dal tunnel.

Vorrei solo portare un esempio di questo comportamento, quello di Papa Francesco e della sua capacità di esprimere dei concetti – pochi, uno alla volta – parlando e dando delle immagini in modo chiaro, semplice e simpatico, con il risultato di far entrare l’essenza dei suoi messaggi  direttamente nel cuore delle persone prima ancora che nelle loro menti. Il tutto condito di gioia e di speranza. Che bello quando dice “guai a farsi rubare la speranza!”

E noi Serrani, siamo capaci a parlare chiaro, a comunicare e a far capire il nostro carisma?

Credo che questo congresso sia una splendida occasione – oltre che per fare il punto sui nostri Distretti -  per scavare sul significato del nostro ESSERE, sul nostro Essere Serrani  o meglio  LAICI  -  CRISTIANI  -  SERRANI…,  con la parola ESSERE maiuscola e sottolineata. Infatti,  il NOSTRO ESSERE – che comprende la nostra interiorità, la nostra umanità, la nostra spiritualità e, perché no, il nostro cuore -  e’ sempre e comunque alla base del nostro agire, del nostro rapporto con l’altro, del nostro esserci per l’altro, in altre parole, alla base del nostro ESSERE CRISTIANI. Più curiamo questo aspetto della nostra personalità, più grande e più intenso si fa il nostro campo d’azione, il nostro agire. Perché se il nostro ESSERE e’  vero, sincero e sentito,  il fare ne sara’ la diretta conseguenza e verrà da solo! Ma sul fare sono certo che questo congresso ci darà delle risposte interessanti.

Da parte mia vorrei proporre alcune considerazioni  sul tema dell’Essere sotto due aspetti: il primo e’ quello della Fede, che e’ alla base dell’essere cristiani, ma e’ anche la premessa a comprendere il secondo aspetto: la Vocazione Serrana.  Quindi, Fede e Vocazione Serrana.

Per quanto riguarda la Fede, abbiamo vissuto un anno particolarmente stimolante che ha visto i club del Distretto 70 lavorare intensamente, trattando e sviscerando il tema della Fede in tutti i suoi possibili aspetti (Fede e servizio, fede e arte, poverta’, musica, scienza, speranza, preghiera..). Abbiamo ascoltato tante conferenze, tante parole, ricevuti tanti stimoli, ci siamo fatti tante domande: davvero una analisi completa e perfetta, ma ora e’ il momento di passare alla sintesi, esprimendo l’essenza dei messaggi ricevuti in pochi e chiari concetti, anche tradotti in immagini e in slogan se questi ci possono aiutare a comprendere e a passare poi all’azione. Non vorrei ancora una volta scomodare Papa Francesco, ma in questo Lui e’ un vero maestro!

Il mio piccolo contributo cercherà di essere quello di condividere con voi alcuni degli spunti che più mi hanno colpito – ricevuti nel corso dell’anno -, frutto di diverse iniziative ed eventi dei club del Distretto e del loro lavoro in preparazione a questo congresso.

  1. La FEDE nasce dall’ASCOLTO

L’avrete sentito dire tante volte ma mi piace ripeterlo e sottolinearlo perché e’ anche alla base dell’ESSERE SERRANI di cui parleremo dopo.

Ascolto della Parola innanzitutto, ma anche delle testimonianze di vita vissuta!! Le conferenze più belle nei vari Club sono forse state quelle in cui religiosi o laici (medici, imprenditori, uomini di scienza) ci hanno raccontato la loro esperienza di fede. Ne menziono solo una tra tutte: la toccante testimonianza di un sacerdote Dehoniano rapito e tenuto in prigionia per sei mesi nella giungla da un gruppo di guerriglieri islamici, e cha ha scoperto la vera fede e la comprensione dell’altro nelle sofferenze di questa drammatica prova

  1. FEDE non come concetto teologico o filosofico, ma un INCONTRO, l’incontro con qualcuno che mi accompagna in un progetto di pienezza di vita e di realizzazione della persona, e quindi un PERCORSO. Partendo dall’ascolto, la ricerca di qualcosa (o meglio qualcuno) che dia una fiduciosa (meritevole di FIDUCIA!) risposta al perché siamo in questo universo in cui viviamo. A un certo punto ci troviamo immancabilmente davanti alla Porta della Fede (Porta Fidei). Apriamo la Porta, la attraversiamo,  e di là cosa troviamo?  la Fede che ci aspetta?  NO!  Inizia un percorso, spesso tortuoso, ma con Gesù’ che si mette al nostro fianco e mai ci abbandona.

Sempre su questo concetto della fede come percorso, una  suora di clausura ci ha offerto un’altra bella immagine, quella dell’allenamento, guai a smettere di esercitarsi, altrimenti andiamo subito fuori forma! e il percorso si fa più difficile

  1. Un’altro conferenziere  ci ha introdotti ad una poesia di Trilussa dedicata alla fede (recitata da Papa Giovanni Paolo introducendo una sua catechesi sulla fede), poesia che racconta di una vecchietta, cieca, ma che conosce bene il sentiero della vita e vede con gli occhi del cuore. E’ talmente bella che ve la leggo, in italiano perché purtroppo non lo so fare in romanesco:

Quella vecchietta cieca, che incontrai
la notte che mi spersi in mezzo al bosco,
mi disse: – Se la strada non la sai,
ti accompagno io, perché la conosco.
Se hai la forza di venirmi appresso,
di tanto in tanto ti darò una voce,
fino là in fondo, dove c’è un cipresso,
fino là in cima, dove c’è la Croce…
Io risposi: – Sarà … ma trovo strano
che mi possa guidare chi non ci vede… -
La cieca allora mi pigliò per mano
e sospirò: – Cammina! – Era la Fede.

Lo stesso conferenziere diceva, e anche questo mi ha colpito molto: “dall’ Incontro nasce la fede in qualcuno che e’ in grado di dire: Io sono la Via la Verita’ e la Vita”. E il conferenziere ha aggiunto: “chi altro ha mai fatto questa affermazione? O e’ un pazzo o e’ il figlio di Dio!”

  1. Infine, per finire sulla Fede, l’immagine di DAVIDE.  Un’immagine anche evocata dal Presidente del Consiglio Enrico Letta nel suo discorso programmatico per significare che davanti a delle sfide anche immani non ci si deve tirare indietro e ci vuole il coraggio di Davide. Noi cristiani lo diciamo in modo un po’ diverso: Davide e’ piccolo, ma la sua fede e’ grande; non e’ quindi del coraggio e dell’eroismo di Davide che la Bibbia ci racconta, ma della sua FEDE.

E veniamo brevemente alla Vocazione Serrana.  Sì, essere Serrano e’ una Vocazione. Una vocazione figlia della Vocazione Cristiana, propria di tutti i Cristiani,  LAICI inclusi. La Vocazione e’ una chiamata, alla quale liberamente possiamo rispondere. Credo allora che quando il tema di questo congresso parla di “Educarsi”, questo innanzitutto significhi:  percepire che abbiamo una vocazione (nel nostro caso, alla fede e al servizio) e coltivarla al fine di dare la nostra risposta.

Sulla Vocazione Cristiana vorrei sottolineare un aspetto a cui spesso non pensiamo: anche il Laico Cristiano e’ sacerdote!! Il significato di Sacerdote e’ mediatore; tra chi? Tra Dio e gli uomini. Questo comporta che  il mediatore debba conoscere bene le parti. In particolare conoscere Dio, e questo implica il nostro “educarsi”, come abbiamo gia’ detto, attraverso l’ASCOLTO della Parola. Questo ruolo di mediazione e’ proprio della Chiesa, ma la Chiesa comprende tutti dai presbiteri ai laici, insieme, corresponsabili. In particolare, tra i laici, il SERRANO e’ quello che meglio conosce il sacerdote e il consacrato, perché lo capisce, lo ascolta, lo ama, trovandosi così in una posizione ideale, nell’ambito della Chiesa, per facilitare il dialogo tra Dio e gli uomini,  per fare da ponte e agire insieme ai presbiteri e ai consacrati per rendere visibile la presenza di Dio nella società. Anzi, come amava dire il Cardinal Siri, sono i laici (e lui si riferiva ai Serrani) che vivono in luoghi e situazioni dove i preti non possono entrare!

La Vocazione Serranae’ quindi una chiamata, non una scelta di partecipare ad una o altra associazione, quasi per dovere, o meno che meno per interesse o per averne un proprio beneficio, allo stesso modo come non e’ un dovere quello di sposarsi o di farsi prete. La Vocazione Serrana e’ una chiamata a stare dentro al nostro tempo, in cerca del mondo, non in fuga dal mondo, per promuovere una cultura favorevole al rispetto del sacerdozio e della vita consacrata.  Vale quindi anche per noi Serrani il richiamo di Papa Francesco  a non essere solo pecore! Dobbiamo anche noi sporcarci e sentire l’odore del mondo! spazzando via le chiusure e le nostalgie del passato.

La Vocazione Serranarichiede anche una grande sensibilità, una umanità che renda il Serrano capace di accostarsi ad ogni religioso con grande delicatezza e premura fraterna. Come un fratello il Serrano saprà allora affiancarsi ad ogni consacrato per camminare insieme, condividendone il pesante fardello.

In sintesi, una Vocazione deve essere impegnata, coerente, prioritaria, ma anche umana e gioiosa.

Monsignor Nico Dal Molin, direttore dell’ufficio nazionale della Conferenza episcopale italiana per la Pastorale delle Vocazioni lo dice bene:  “se non siamo persone innamorate della nostra Vocazione, non saremo capaci di cogliere in profondità la bellezza e l’originalità’ di tutte le altre Vocazioni, che insieme formano il patrimonio di ricchezza della Chiesa.   Tutto ciò richiede: Umiltà, Gratuità e Passione”.   A me piace aggiungere tre parole: gioia, speranza e affetto!

Papa Francesco, nella Sua omelia del Giovedi’ Santo ha detto: “Cari fedeli, siate vicini ai vostri sacerdoti con l’affetto e con la preghiera, perché siano sempre Pastori secondo il cuore di Dio”.

Traduzione di questo messaggio del Santo Padre?: siate tutti SERRANI!

E’ questo il mio augurio.

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