Festa del S. Curato d’Ars, il prete semplice che insegnò come si diventa amici di Gesù

ago 6th, 2013 | By | Category: Primo Piano

La Chiesa, che dal 1925 lo venera come patrono dei parroci, celebra oggi la memoria di San Giovanni Maria Vianney, universalmente conosciuto come il Santo Curato d’Ars. Vissuto tra il 1786 e 1859, la sua opera pastorale condotta per 40 anni in un piccolo villaggio della Francia è diventata un modello di santità sacerdotale. Alla sua figura e protezione Benedetto XVI affidò nel 2009 l’Anno sacerdotale, dedicandogli un ammirato ritratto. Il più Santo dei parroci della storia della Chiesa dalla maggior parte dei suoi formatori era considerato una sorta di disastro. Quando diventa prete, a 29 anni compiuti, Giovanni Maria Vianney è praticamente considerato “vecchio”. Colpa di un grave gap di partenza, a 17 anni è molto più esperto di pecore e mucche, che pascola fin da bambino, che di libri, e soprattutto dello scoglio contro cui si infrangerà la sua tenacia bruciandogli tempo prezioso: il latino. È un vero romanzo la vita del futuro Curato d’Ars. Da ragazzo è allegro e sensibile alla fede, ma quando pensa al seminario non ha i soldi per la retta e quando un generoso sacerdote, che lo sosterrà per anni, si offre di fargli cominciare gli studi, sono gli studi stentati e le frequenti bocciature a renderlo oggetto di derisione: un sempliciotto, buono per i campi, e non per l’austero prestigio di una tonaca. Sacerdote però riesce a diventarlo, grato a Dio come pochi per il dono ricevuto, e si tuffa con ardore nella sua missione. Fiamma che non si attenua quando scopre dove dovrà trasferirsi: una parrocchia in un posto a fatica rintracciabile sulle mappe della Francia, Ars, casette d’argilla, 200 anime e una spaventosa ignoranza collettiva. Qui, dal cuore da tanti giudicato insipiente di quel giovane prete vecchio, scaturisce un prodigio che trasforma in poco tempo il villaggio dimenticato da Dio in un villaggio dove Dio si è scelto una casa.

 

M E S S A G G I O

 

del Prefetto della Congregazione per il Clero

il Card. Mauro Piacenza

in occasione della Memoria del Curato d’Ars,

San Giovanni Maria Vianney

Domenica, 4 agosto 2013

Carissimi Confratelli nel Sacerdozio,

 

è con profonda gioia che mi rivolgo a ciascuno di voi nella memoria del grande Curato d’Ars, esempio fulgido di pastorale dedizione ed instancabile preghiera, per la salvezza di coloro che il Signore gli aveva affidato.

San Giovanni Maria Vianney è talvolta presentato in modo parziale, o perfino unilaterale, come eccessivamente determinato dal proprio tempo o, perfino, dal proprio profilo psico-spirituale. In realtà, chi davvero ne conosce la vita e l’eroicità delle virtù, si rende conto di avere innanzi ai propri occhi un fulgidissimo esempio di “pastore che ha l’odore delle pecore”, come ci ha indicato Papa Francesco nella ormai famosa omelia della Santa Messa Crismale di quest’anno.

Dobbiamo cogliere la verità e l’esemplarità dell’esistenza sacerdotale del Vianney, per sentirci vicini a tutti i Sacerdoti che, nel silenzio e nel nascondimento, offrono quotidianamente la propria eroica testimonianza di fedeltà a Cristo ed alla Chiesa e, perciò a tutti gli uomini. Ben sappiamo dell’esperienza di ogni giorno che fa molto più rumore ogni altra notizia, piuttosto che quella della fedeltà e del sacrificio. Il sacrificio di chi da anni ed anni è fedele al proprio ministero, spesso non immediatamente di mietitura, ma di continua semina intrisa di preghiera e fatica; il sacrificio di chi, negli angoli più oscuri del mondo, “dalla fine del mondo”, annuncia «La Luce della Fede», nella certezza che non c’è povertà più grande di quella di chi non conosce Cristo e la sua misericordia; il sacrificio di chi, a rischio della propria esistenza, si spende per strappare donne e uomini da ogni tipo di schiavitù che il mondo ha escogitato per legare gli uomini al male ed al profitto ingiusto; il sacrificio di chi ogni giorno si spende per annunciare, difendere e diffondere la Verità, nella fedeltà alla Rivelazione, conosciuta e vissuta, e alla celebrazione dei divini misteri, nella quale accade realmente la salvezza dell’umanità; il sacrificio di chi si spende in ore ed ore di confessionale per la salvezza delle anime e l’annuncio del perdono e per sollevare qualsiasi pena.

Sono tutti questi confratelli Sacerdoti che desidero ricordare in questo giorno nel quale facciamo memoria di San Giovanni Maria Vianney, sottolineando la grande positività della loro esistenza personale ed ecclesiale e della presenza del sacerdozio nelle società e nel mondo. Un mondo che volesse emarginare il sacerdozio ministeriale sarebbe, in realtà, al di là di ogni apparente giustificazione, un mondo desideroso di escludere Dio, il nostro Dio le cui viscere sono di misericordia.

Siamo invece certi che un “esercito buono” di sacerdoti, un “esercito di pace” e di bene, di verità e di amore, di luce e di misericordia, fascia ogni giorno questa valle di lacrime, perché la Luce della Fede possa sempre risplendere nel cuore e nella mente degli uomini, nella vita di coloro per i quali il Padre ha inviato il suo figlio e possa divampare ovunque il fuoco del divino amore.

Alla Beata Vergine Maria, Regina degli Apostoli e Madre di Misericordia e a San Giovani Maria Vianney, affidiamo ogni sacerdote e lo stesso sacerdozio ordinato, perché sia sempre più ciò che deve essere: presenza di Cristo Buon Pastore in mezzo al Suo popolo. Presenza orante, fedele, sacrificata e trasfigurata e trasfigurante, perché presenza del Risorto.

Buona Festa del Curato d’Ars a tutti!

Fonte: www.clerus.va ; www.vatican.va

Tags: , , ,

Comments are closed.