Ricordando Angelo De Lucchi

ago 1st, 2013 | By | Category: Primo Piano

Angelo De Lucchi con Giovanni Paolo II in visita a Genova

Angelo De Lucchi era un autentico serrano … Et dixi satis …  Se questo basta ed avanza come viatico per il Paradiso, non è sufficiente a spiegare chi era.

Era attualmente uno dei più “antichi” serrani del club Genova 184, primo club italiano. Amava il Serra  e ne conosceva bene gli scopi, la storia, il CNIS e la Fondazione B.J.S..

E’ stato Governatore del Distretto 70, attualmente ne era tesoriere infaticabile e difficilmente sostituibile.

Certo era un tenace “laudator temporis acti” e lo sosteneva con foga, ricordando il “buono” che non cambia; di carattere impetuoso, radicale, non faceva sconti a nessuno, era “terribilmente” sincero: proprio senza cera.

Nel recente congresso interdistrettuale di Diano Marina è sorta una piccola diatriba se si dovesse “essere per fare” o “fare per essere”. Si schierò per la seconda, per lui però tutto era fuso: si tratta solo di una questione di metodo.

Era stato amico personale del Cardinal Siri.

Ci raccontava che con il fratello andava in estate a fargli visita nella sua villa di Peveragno. Passeggiavano in campagna conversando. Quando i due fratelli arrivavano “puntualmente”, si fermavano in giardino. Il Cardinale appariva sulla scala e diceva in genovese:

U l’è arrivou De Lucchi?…(E’ arrivato De Lucchi?…)

Allua, puemmu anà…(Allora possiamo andare…)

 Eminenza, De Lucchi è arrivato, potete passeggiare insieme per le vie del cielo.  (ma non dimenticatevi del Serra).

Mirella Cavallino

 

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Al “nostro”caro Angelo……

 Non lo sapevo, ma sarebbe stata l’ultima volta………..

Eri ancora con noi quel giorno a Diano Marina. Eri con noi come lo sei sempre stato. Il tuo solito viso, forse un po’ più serio. Il tuo modo di fare diretto, sensibile, generoso………..

Mi avevi portato un libro prezioso: l’ultima creatura del nostro sempre amato Don Noli. Te ne avevo parlato ed ero dispiaciuto di non poter essere stato a festeggiare il suo compleanno dove, sicuramente, ne avrei avuto una copia da lui. Non avevi detto niente. Mi hai fatto un sorpresa come ti piaceva fare.

Credevi molto nell’amicizia e dispendevi  tutto te stesso. Il “Serra” per te voleva proprio dire amicizia e con questa nel cuore discutevi con passione, difendevi le tue idee, condividevi  con enfasi. Quante volte siamo stati  a parlare, io più che altro ad ascoltare, insieme a Bruno, a Giovanni, a Giuliano. Quanto sentimento in quelle parole! Non si finiva mai e l’amore per il nostro “Serra” ci portava a confrontare i nostri animi ma sempre uniti per il bene comune.

Ricordo i tuoi abbracci di condivisione alla fine di un mio intervento. Ricordo le tue parole che dicevano che non eri d’accordo. Il tuo viso passava dal sorriso più aperto a serio, deciso nelle tue affermazioni.

Eri uno dei grandi che aveva vissuto la “grande epoca” del Serra. Fiero dell’appartenenza e della tua genovesità che tanto condividevi con il “tuo” Cardinale Siri. Lo sentivi come un padre e lo ammiravi. Quando parlavo di lui vedevo una bella luce nei tuoi occhi. E mi raccontavi tante cose…. Ti ho sempre ascoltato.

A Diano, al “nostro” congresso, hai partecipato lavorando come tuo solito. Un tema da discutere e tu avevi portato la tua opinione chiara, decisa, convinta. Eri così, Angelo. Per il Serra tu mettevi in campo la tua laicità, la tua formazione di uomo, il tuo impegno di cristiano che si è concretizzato anche in altre importanti realizzazioni: amavi i giovani ed hai contribuito a costruire per loro.

Hai anche sofferto per il “Serra”. Tanto. Forse perché l’amore ti aveva fatto dimenticare che la natura umana ha le sue debolezze e tu pensavi, volevi che il “Serra” fosse perfetto.

Caro Angelo non ti dimenticheremo mai……………..sarà naturale cercare ancora il tuo viso ai nostri incontri.

Era per l’ultima volta…… non lo sapevo.

Marco Crovara

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