Gmg, il Papa a Copacabana, un milione per la grande festa

lug 25th, 2013 | By | Category: Apertura
 
Sono circa un milione i ragazzi che aspettano il Papa sulla spiaggia di Copacabana per la festa di benvenuto che introduce la parte della Gmg alla quale partecipa direttamente Francesco. Il Pontefice è arrivato in elicottero dalla residenza di Sumarè. E all’eliporto di Fort Caba è salito sulla jeep scoperta che sta attraversando le strade di Rio de Janeiro.
A bordo della “papamobile” Papa Francesco percorre il lungomare di Copacabana, salutato dalle grida e dagli applausi dei tanti giovani che hanno sfidato la pioggia accoglierlo. Come da abitudine, il Papa saluta la folla sui due lati dell’avenida Atlantica, fa gesti di intesa e di incoraggiamento, fermandosi ogni tanto per accarezzare e baciare bambini che gli vengono portati vicino. E ha persino scambiato lo zucchetto bianco con uno che gli è stato porto da un giovane, come ha fatto già altre volte in piazza San Pietro in occasione delle udienze generali. Un inedito invece l’offerta di un mate, tipica bevanda argentina molto amata da Bergoglio che si è portato la cannuccia alle labbra.Il maltempo stravolge il programma
Per ore i giovani che animano la Gmg hanno atteso sul lungomare di Copacabana, sferzato da pioggia e vento. Sarà la prima occasione in cui il Papa incontra i pellegrini in arrivo da tutto il mondo. È previsto un discorso di saluto e poi un’omelia all’interno della liturgia della parola.
E sempre sul palco già allestito sul lungomare di Copacabana si svolgeranno anche la veglia di sabato sera e la messa finale della Gmg. Il maltempo, infatti, ha costretto gli organizzatori a cancellare gli eventi in programma al Campus Fideia di Guaratiba, zona rurale alla periferia ovest di Rio. La vigilia in programma la sera del 27 e la messa di domenica 28 sono state trasferite a Copacabana, dove era già istallato il palco destinato ad altre iniziative.
La pioggia quasi incessante, che da martedì si è abbattuta sulla metropoli, ha allagato la regione ricoprendo di fango il terreno scelto in un primo momento. A Guaratiba ci sono 40 centimetri di acqua e le strade per raggiungere l’area sono impraticabili.

L’incontro con i giovani dell’Argentina
«Non emarginate vecchi e giovani. Badate ai due estremi della vita». Con queste parole Papa Francesco si è rivolto ai giovani argentini che ha incontrato nella Cattedrale di Rio de Janeiro dopo il pomeriggio trascorso nella favela di Varginha.  «Grazie per essere qui» ha esordito Papa Francesco rivolgendosi alle migliaia di giovani argentini. Prima di entrare, ha salutato con ampi gesti delle braccia la folla radunata dietro le transenne (circa 30mila ragazzi) che non è riuscita a trovare posto all’interno.
Due i messaggi che il Pontefice ha voluto lanciare ai giovani: «Non fatevi escludere, chiaro! I giovani sono il futuro, devono uscire per strada e lottare per i loro valori. Ma per favore non tralasciate la fede in Cristo: non fate un frullato della fede, non fatela diventare liquida».

«Cosa mi aspetto dalla Gmg di Rio? Che si esca cioè fuori, per strada, perchè dobbiamo difenderci dalla mondanità, dal clericalismo e dalle comodità». Papa Francesco lo ha confidato ai suoi giovani connazionali argentini che partecipano alla Giornata Mondiale della Gioventù. «Voglio – ha ripetuto il Papa – che la Chiesa esca fuori, sulle strade … non può essere una Ong, no, deve andare per le strade».
«Sento che è bello avervi vicini. E mi sarebbe piaciuto essere più vicino a voi, ma capisco che non si può – ha concluso -. Grazie per essermi vicini, grazie per le vostre preghiere. Ho molto bisogno delle vostre preghiere».

La visita alla favela
«Non scoraggiatevi mai, non perdete la fiducia, non lasciate che si spenga la speranza. Le realtà può cambiare, l’uomo può cambiare». Con queste parole Papa Francesco ha salutato gli abitanti, e in modo particolare i giovani, della favela di Varginha di Rio de Janeiro durante il discroso al termine della visita. «Cercate voi per primi di portere il bene, di non abituarvi al male ma di vincerlo».

Per prima cosa il Papa ha voluto ringraziare gli abitanti della favela per la calorosa accoglienza e per l’affetto: «Avrei voluto bussare a ogni porta, chiedere un bicchiere d’acqua, bere un cafezinho» ha esordito, sottolineando come il popolo brasiliano, in particolare le persone più semplici, «può offrire al mondo una preziosa lezione di solidarietà, parola spesso taciuta perché scomoda».

«La misura della grandezza di una società è data dal modo con cui essa tratta chi è più bisognoso, chi non ha altro che la sua povertà!». Con queste forti parole Papa Francesco è tornato a condannare «la cultura dello scarto», che emargina i più deboli senza preoccuparsi del loro destino. Ma per ribadire questo ha pronunciato anche parole più suadenti, lodando la cultura dell’accoglienza tipica dei brasiliani. «So bene – ha detto – che quando qualcuno che ha bisogno di mangiare bussa alla vostra porta, voi trovate sempre un modo di condividere il cibo; come dice il proverbio, si può sempre aggiungere più acqua ai fagiolì! E voi lo fate con amore, mostrando che la vera ricchezza non sta nelle cose, ma nel cuore!»

Dal palco costruito in uno spiazzo della favela di Varghinha, Papa Francesco ha ricordato a tutto il mondo una verità scomoda: agli uomini di oggi occorre garantire non solo decenti condizioni di sopravvivenza, ma anche la dignità («dignidad!», ha scandito più volte). Riconoscere cioè il diritto di ciascuno ad essere se stesso, compiere scelte di vita libere, crescere per migliorarsi, e se vuole professare una fede. «Certamente – ha detto – è necessario dare il pane a chi ha fame; è un atto di giustizia. Ma c’è anche una fame più profonda, la fame di una felicità che solo Dio può saziare».

«Non siete soli, la Chiesa è con voi, il Papa è con voi. Porto ognuno di voi nel mio cuore e faccio mie le intenzioni che avete nell’intimo». Con queste parole Papa Francesco si è congedato dalla favela di Virghinha. «La Chiesa – ha assicurato – vi accompagna, portandovi il bene prezioso della fede. Oggi a tutti voi, in particolare agli abitanti di questa Comunità di Varginha dico grazie per le gioie, le richieste di aiuto nelle difficoltà, il desiderio di consolazione nei momenti di dolore e di sofferenza. Tutto affido all’intercessione di Nostra Signora di Aparecida, Madre di tutti i poveri del Brasile, e con grande affetto vi imparto la mia Benedizione».

L’affetto della favela
Papa Francesco ha proseguito a piedi la sua visita tra le case della  favela di Varginha, circondato dall’affetto degli abitanti. Molti gli porgono i bambini e il Papa li accarezza e li benedice. Poi è entrato nella casa di una famiglia: si tratta di una coppia brasiliana scelta in rappresentanza di tutte le altre. Papa Francesco si è fermato quasi quindici minuti, dunque, nella baracca di una famiglia di Varginha: nella stanza centrale, che misura quattro metri per quattro, c’erano ben 20 persone, tutti della stessa famiglia, e il Papa li ha salutati uno ad uno, prendendo in braccio e baciando i bambini. Nella baracca il Pontefice ha guidato anche le preghiere del Padre Nostro e dell’Ave Maria.

L’arrivo a Varginha
Papa Francesco è arrivato intorno alle 11 (le 16 in Italia) nella favela di Varginha. Il Pontefice è sceso dalla Fiat Idea ed è salito sulla papamobile scoperta, senza vetri antiproiettile. Il corteo è partito, ma dopo pochi metri l’auto si è fermata per consentire al Papa di accarezzare i bambini sul percorso. Francesco è quindi sceso dall’auto e si è diretto a piedi verso il quartiere. Alcuni fedeli si sono avvicinati e gli hanno messo una ghirlanda di fiori attorno al collo. Papa Francesco è quindi entrato in una piccola chiesa intitolata a San Girolamo Emiliani e ha benedetto il nuovo altare. All’uscita è stato sommerso dall’affetto della gente e dei bambini. Qualcuno gli ha passato la sciarpa del San Lorenzo, la squadra di calcio argentina di cui è grande tifoso.

Le chiavi della città e il saluto agli atleti
Papa Francesco è arrivato alle 9.45 (le 14.45 in Italia) nel municipio di Rio per ricevere dal sindaco le chiavi della città. Al suo arrivo il Pontefice ha salutato gli atleti brasiliani che parteciperanno ai Giochi del 2016 e ha benedetto le bandiere olimpiche. C’erano anche i campioni paralimpici: uno di loro è rimasto al fianco di Francesco durante la cerimonia. Poi il sindaco gli ha consegnato le chiavi di Rio. L’incontro è poi proseguito in un’atmosfera rilassata: Francesco ha scambiato battute e sorrisi con i presenti.

 

 

Fonte Avvenire

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