GMG e un Papa fuori dagli schemi

lug 25th, 2013 | By | Category: Primo Piano

Destinazione Rio de Janeiro per novemila giovani italiani provenienti da varie regioni italiane, per lo più già attivi nella pastorale giovanile, accompagnati da 40 vescovi per l’esperienza comunitaria della fede, un incontro programmato da tempo che, nella realtà, desta continue sorprese. La prima è nei gesti semplici di Papa Francesco: la sua foto con quella borsa nera e un po’ consunta ha fatto il giro del mondo,  lui non ha bisogno di portaborse (non servono!) e sconvolge i piani del protocollo anche mettendo in seria difficoltà la sicurezza.  Ascolta tra il rassegnato e lo spazientito i lunghi e formalissimi discorsi di benvenuto degli organi istituzionali, chissà avrebbe preferito un “buongiorno” alla sua maniera e veramente sincero! Grande sorpresa a Rio il clima atlantico, sole a picco, vento freddo e pioggia torrenziale hanno messo a dura prova tonsille ed orecchio e, benché dotati di ogni accessorio utile, alcuni sono febbricitanti..sì, le notizie dal Brasile mi arrivano in tempo reale sul cellulare tramite messaggini con foto dai ragazzi della mia Diocesi che vivono alla grande quest’esperienza. Sono accompagnati dal referente regionale della pastorale giovanile don Francesco Riccio, da don Stefano Rega e da don Tommaso d’Ausilio (entrambi cappellani del Serra!) e da operatori pastorali delle diverse foranie, un gruppo consistente e ben assortito! Mi raccontano l’emozione di un viaggio che si snoda tra tante località, distanti tra loro in km ed in qualità, in condizioni di vita poverissima come quella della missione che li ha ospitati per la prima settimana.

Le famiglie generose si sono prodigate al meglio, hanno condiviso il cibo e la preghiera, lo stare insieme con solidale affettuosità, perché il tratto umano dei brasiliani è la semplicità, il presentarsi senza formalismi inutili, ma esprimendo con il cuore la gioia dell’incontro. La celebrazione della S. Messa è festosa, sottolineata dalla tradizione musicale popolare della bossanova che ben esprime la saudade della gente; se ci pensiamo un attimo è così: si accoglie l’amico Gesù in casa e ciascuno  offre quel che ha e quel che è in cose ed in sentimento, senza orpelli barocchi, anzi facendo della propria intimità una ricchezza comune. Il male del nostro tempo- l’individualismo della fede- non appartiene al popolo latino-americano che come Papa Bergoglio docet non ricerca visibilità nelle forme ma nella sostanza del fare….non è questo un insegnamento per i tanti uomini assetati di protagonismo ed attenti ai protocolli ed ai timbri e dimentichi del valore dei sentimenti? Questo Papa venuto da lontano rifugge ogni clichè, cancella ogni sovrastruttura eccessiva ma scuote profondamente le coscienze individuali: “L’amore vero , a misura dell’amore divino,esige la verità che è Gesù Cristo,diventa saldo e profondo. Questa è anche la gioia della fede, l’unità di visione in un solo corpo e in un solo spirito. (Lumen fidei, 47).I giovani a pelle hanno compreso il messaggio ed inneggiano alla Bellezza, alla gioia dell’incontro, si sentono capiti da questo Padre affettuoso che non condanna né censura ma abbraccia ed accoglie tutti, ma proprio tutti, come disse ai seminaristi ed ai novizi del mondo:”La Chiesa non ha dogane!”  (chissà quanti benpensanti hanno storto il naso) né geografiche né esistenziali, il popolo di Dio chiede tenerezza e sollecitudine, specialmente in questa grave crisi economica in cui tutti siamo “canne al vento” in balia degli accadimenti. Il vero cristiano è gioioso e risponde alla sete di speranza dei minimos della vita con fraterna carità che è non è solo un atto di soddisfacimento materiale, bensì il venir incontro al deserto spirituale che logora le comunità pervase da selvagge furie. L’appello lanciato da Papa Francesco  dal santuario dell’Aparecida (il secondo al mondo per numero di pellegrini, considerato il tempio della Signora che protegge la maternità) è devastante nella sua provocazione: ha affidato il suo pontificato alla Vergine, prostrato ai suoi piedi, alla Mamma che sa comprendere ogni umana fragilità e non dimentica i suoi numerosi figli, quelli sparsi per le contrade del mondo ed assetati d’amore, cui viene tolta la dignità della persona, vittime di una spirale meschina, di un intreccio perverso di idolatria del possesso delle cose, che avviliscono il tempo presente rendendolo mediocre ed infelice.

La Bellezza del messaggio evangelico portato al cuore dei tantissimi festosi giovani nella città di Rio si estende alle coscienze di coloro che non sono partiti per Rio ma hanno vissuto nelle proprie realtà lo spirito della missione, in incontri suggestivi di comunione di spirito, perché simbolicamente la festa della settimana della gioventù resti un momento indimenticabile di fede praticata. Ai ragazzi della mia comunità diocesana, in particolare ai giovani simpatizzanti del nostro movimento che incontrerò al rientro del viaggio, va il mio costante pensiero: sono la mia forza, il mio entusiasmo, il mio perché sono e resto nel Serra Italia,  la loro presenza una sfida per il domani della Chiesa nel nome di Papa (papà) Francesco.

 Maria Luisa Coppola

Tags: , , , , , ,

Comments are closed.