Quando i figli partono

lug 21st, 2013 | By | Category: La Voce del Seminario


Il Seminario è come una grande famiglia. E i figli, quando diventano grandi, partono… Si sposano e non si sa dove decideranno di mettere la tenda.

I genitori devono imparare a stare soli, o meglio, a vivere di più insieme.  Quando i figli partono inizia una nuova generazione. I nipotini che nascono riempiono nuovamente la casa e la vita riprende: nuove avventure, nuovi eventi, nuove decisioni. Il sangue riprende a scorrere attraverso modalità che solo Dio solo sa.

Così è per il Seminario. Sei figli del San Carlo (Emanuele, Stefano, Mattia, Lukasz, Marco, Luis) e due del Redemptoris Mater (Luca, Davide) lasceranno i rispettivi Seminari, dopo essere ordinati preti, per approdare su nuovi lidi, quelli della missione che il Vescovo affiderà loro. Chi andrà come vicario in parrocchia, chi in missione in Africa, chi a completare gli studi. Ma è giusto così. I figli non si possono trattenere quando è giunta l’ora di partire. Solo che tutti noi vorremmo che la famiglia del Seminario si riempisse di nuovo. La nostra Diocesi ha bisogno di nuovi preti, le parrocchie nelle valli e nelle città aspettano che qualcuno li guidi per i sentieri della fede a incontrare il Signore Gesù. Ma che cosa stiamo facendo per colmare questo desiderio e questa esigenza? Forse ci accontentiamo di desiderare, senza avere la decisa volontà di un impegno. Ma è mai possibile che Cristo non chiami più con larghezza di cuore come ha chiamato i primi discepoli? Oppure lo pensiamo dimentico e sonnacchioso? O piuttosto, non siamo noi a desiderare che ci siano nuovi preti, ma senza ultimamente volerlo? Un desiderio che non diventa atto, azione, alla fine si corrompe.

Un interessante e acuto autore di numerose pubblicazioni sulla vocazione alla vita consacrata, P.Amedeo Cencini, ha descritto, in un suo volume dal titolo “Non contano i numeri…” come costruire una cultura vocazionale e parla di un cultura come sensibilità, come mentalità e prassi vocazionale cui corrispondono una nuova teologia, una nuova spiritualità e una nuova pastorale delle vocazioni. Come si può intuire mettersi su questa strada richiede molto di più che fare propaganda per le vocazioni o accontentarsi di dare avvisi e fare appelli dal pulpito… Occorre reimpostare l’educazione dei giovani; formarli senza fare sconti a traguardi alti; proporre loro ideali che soddisfano la loro fame di senso della vita, non temere d’interpellarli: «…ma perché non pensi di dare la vita per Cristo e perla Chiesa!»… Ma soprattutto collocare le loro esistenze in una esperienza concreta di comunità cristiana viva, ricca di umanità, in cui possono vedere che il loro profondo desiderio di felicità non è un’astratta utopia. All’opera, dunque!

 

Don Willy Volonté, Rettore del Seminario Diocesano San Carlo

 

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