Lezione di Papa Francesco a Lampedusa

lug 10th, 2013 | By | Category: Il Serra nel Mondo

Dalla rassegna stampa su segnalazione del Presidente di Serra International Italia. Le immagini di Papa Francesco a Lampedusa colpiscono. Ma sarebbe un errore ridurle al buonismo pro-immigrati, com’è un errore (che comincia a diffondersi) ridurre la predicazione di Jorge Mario Bergoglio a un generico pauperismo o alla riedizione del vecchio adagio che per i cristiani «il denaro è lo sterco del demonio».
La lezione del pontefice è che l’altro è un valore, è un bene, una risorsa, non un avversario da combattere e possibilmente eliminare. È impossibile ridurre l’altro a zero. Il papa non ha condannato le politiche che, giustamente, hanno cercato di fermare o limitare la tratta dei nuovi schiavi, i negrieri che sfruttano la disperazione di popolazioni afflitte da guerre e sottosviluppo. Ha invece denunciato la «globalizzazione dell’indifferenza», l’alzata di spalle, la convinzione che il problema riguarda sempre qualcun altro (in particolare la politica) e dunque diventa l’ennesimo pretesto per dare contro a qualcuno. «Caino, dov’è tuo fratello?». Davanti a questa domanda non è possibile scaricare responsabilità su altri o intestardirsi a ricercare colpevoli.
Gli sbarchi non sono soltanto una questione di ordine pubblico, un’emergenza da eliminare. Un’emergenza che si prolunga da vent’anni (i primi sbarchi di disperati risalgono agli inizi degli Anni 90 quando scoppiarono le guerre nei Balcani) non è più tale, ma un fenomeno che va governato. Avevo sperato che il ministro Kyenge potesse dare un contributo in questo senso, ma finora il suo immobilismo è una delusione.
Riconoscere che l’altro è un bene vale anche per la politica. Potrebbe essere la cifra di questo governo, come ho scritto in un precedente post: le larghe intese per la pacificazione, per favorire il riconoscimento reciproco. I passi avanti non sono stati molti ma lo spazio non si è ristretto.

Fonte: blog.ilgiornale.it/filippi/

 

 

In contrapposizione alla “indifferenza” delle nostre contrade leggiamo un servizio dell’Agenfides dalla lontana Australia:

AUSTRALIA – Compassione verso i migranti: i giovani australiani accolgono l’appello di Papa Francesco

Sydney (Agenzia Fides) – Un grido di “compassione” verso i migranti e i richiedenti asilo, soprattutto verso i bambini: lo lancia, accogliendo l’appello di papa Francesco a Lampedusa, l’associazione “Australian Young Christian Students” (AYCS), chiedendo alla politica di dare particolare attenzione ai bambini attualmente “confinati” in campi di accoglienza e detenzione, in accordo al sistema di immigrazione vigente in Australia.
Come riferisce un comunicato inviato a Fides, la AYCS ha alzato la voce dopo la visita di Papa Francesco a Lampedusa, che ha riportato l’attenzione internazionale sul fenomeno della migrazione e sulle sofferenze immani dei migranti. In Australia la questione è molto sentita ed è al centro di un vivace dibattito pubblico.
“I bambini sono particolarmente vulnerabili e sono giunti in Australia in cerca di aiuto”, afferma la nota di AYCS inviata a Fides. “Resta di vitale importanza per la loro salute e benessere che i bambini e le loro famiglie non siano sottoposti a lunghi periodi di detenzione”. Un recente rapporto di “Human Rights Watch rivela che, nei flussi migratori che interessano il sudest asiatico e l’area del Pacifico, di frequente i minori e i loro genitori vengono arbitrariamente arrestati, in paesi come Indonesia e Malaysia, e sono vittime di gravi abusi. I bambini che approdano in Australia, dunque, “cercano la stabilità e la sicurezza che tutti i bambini meritano”, rileva l’Associazione dei giovani cristiani, invitando al “pieno rispetto del diritto internazionale”.
Di recente oltre 8.000 studenti delle scuole superiori in tutta l’Australia hanno fatto esperienza di volontario in campi di detenzione per immigrati, riattivati in Australi a partire dal 1992 per tutti gli immigrati che arrivano nel paese senza un visto.

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