Incontro mondiale con Papa Francesco:”Mi fido di te”

lug 8th, 2013 | By | Category: Primo Piano

La fede? Un incontro con Dio. A domanda risposta chiara ed inequivocabile, come lo stile comunicativo di Papa Francesco che continua a stupirci affermando concetti seri e delicati con enorme spontaneità. Lo hanno ascoltato i seminaristi, i novizi e le novizie accorsi da tutto il mondo per l’incontro “Mi fido di te” svoltosi   nell’Anno della fede a Roma dal 4 al 7 luglio, un pellegrinaggio sulla tomba di Pietro per “pregare il padrone della messe”  e chiedere nuovi operai nella vigna del Signore, annunciatori della Parola. Nell’aula Paolo VI , Papa Francesco  ha delineato il profilo del novello presbitero  declinando alcuni sostantivi: gioia, trasparenza, coerenza e coraggio. Il Pontefice ha fatto l’esempio di consacrati che cercano un arricchimento materiale, che sono contenti nel possedere oggetti e cose all’ultimo grido e si allontanano dalla gioia più autentica dell’incontro con Gesù.  La cultura del provvisorio è invadente nelle relazioni personali, nelle scelte della vita e tutto sembra rimandabile. Dobbiamo avere il coraggio delle decisioni, di saper orientare la nostra vita su valori autentici e nutrirci del Vangelo, senza far chiacchiere. E’ questo il tempo dell’urgenza, dell’annunciare che un’altra vita è possibile se si è innamorati davvero del Maestro. Il Papa esemplifica l’amore celeste con l’amore terreno: finita la luna di miele, subentra la crisi, l’indecisione sul cammino  intrapreso; non è il caso di ricorrere allo psichiatra, ma chi ha peccato si rechi dalla guida spirituale e confessi tutto, ma proprio tutto perché Gesù già sa ed aspetta di sentirlo nel confessionale. Non è bene- ha continuato- cambiare sovente il confessore, conviene altrimenti aprire il cuore ad un solo sacerdote che capirà i tormenti del cuore e gli renderà l’anima leggera con l’assoluzione.  Il giovane chiamato ci pensi bene prima della consacrazione, ma una volta che ha deciso, sia gioioso e coerente, compia il cammino per uscire da sé ed andare incontro a Cristo e vada fuori da sé per aiutare gli altri, per vivere in pienezza la missionarietà della vocazione. I 6.000 giovani presenti  hanno ripetutamente sottolineato con gli applausi il discorso papale,  testimoniando di aver bisogno di guida spirituale e di testimoni radicali e coerenti del Vangelo, soprattutto quando il Papa ha trattato il delicato tema del celibato. Il Papa riflette: «dove è il centro della mancanza di gioia? È un problema di celibato. Voi consacrate il vostro amore a Gesù, il cuore a Gesù e questo ci porta a fare voto di celibato ma il voto di castità va avanti. È una strada che matura verso la paternità e la maternità spirituale. Se manca questo – osserva Bergoglio – ecco la tristezza. Non si può pensare ad un prete o ad una suora che non siano fecondi». Da qui l’invito del Pontefice ad essere «testimoni autentici del Vangelo» senza avere «doppie facce: Gesù bastonava quelli con una doppia faccia».   «Siate positivi. Siate capaci di incontrare le persone. E pregate il rosario per favore. Tenete sempre Maria con voi nella vostra casa», ha chiesto il Papa ai giovani consacrati. «Non dimenticate poi – ha concluso – che anche io ho bisogno di preghiere che sono un povero peccatore. Avanti con gioia, coerenza, col coraggio di dire la verità di uscire da se stessi per annunciare il Vangelo». Sono tanti e puliti i volti dei giovani, uomini e donne  di tutti i continenti,convenuti a Roma per incontrare il Papa che conquista con un sorriso, interroga con precisione, sembra quasi prevenire le domande e i dubbi con un approfondimento del problema. Questi giovani, che sono come tutti i loro coetanei, vogliono restare giovani con le opportunità che dà la nostra società , usano  i tablet, i cellulari, le videocamere, ma cambiano gli oggetti delle riprese e della comunicazione. Come si potrebbe vietare di usarli? Perché li dovremmo considerare “animali da circo” del tutto alieni dal loro tempo? Deprecabili gli eccessi, gli sprechi, l’ostentazione del lusso per i preti, ma anche per i comuni mortali che in tempo di crisi dovrebbero praticare la sobrietà…Non credo che i seminaristi, i novizi e le novizie abbiano applaudito questo passaggio del discorso solo perché convinti di dover limitare gli usi della modernità, credo invece che l’applauso volesse esternare il compiacimento di sapere che il Papa è informato del mondo e conosce le abitudini dei giovani. Certamente è motivo di gioia constatare che alla sciatteria di tanti giovani che si lasciano vivere senza grandi obiettivi, che non sognano e non volano alto, ma si accontentano del “poco e subito”, vi siano altri che aspirano ad occupare pezzi di cielo e ad andare verso “nuove terre, nuovi cieli”, noncuranti delle rinunce anzi felici di trasformarle in un bene più grande e duraturo, discepoli fedeli dell’unica verità che è la presenza di Gesù nel cuore, carichi di gioia da condividere con gli altri. “Un santo triste è un triste santo”- affermava S. Teresa, se non comunica la gioia della resurrezione, se non ha misericordia per il peccatore e non è trasparente nei gesti, nei modi. Questo messaggio di speranza verrà compreso dagli scettici, che sommariamente definiscono sognatori e venditori di fumo i credenti?  Noi laici serrani possiamo aiutare i giovani in cammino con vero spirito di fraternità perché ne siamo amici, conosciamo i loro studi, le loro preoccupazioni,  siamo testimoni della loro grande dedizione, del bel sogno accarezzato con limpidezza, della genuinità dei sentimenti. Possiamo a ragione raccontare che nei Seminari c’è vita, progettualità, che si intraprendono percorsi di formazione nuovi per avvicinare anche chi è distante, con il sorriso stampato sul viso, che si fa esperienza di comunità. Domenico, diacono di Aversa, ha avuto l’opportunità di prestare il servizio liturgico all’altare con il Papa durante la S. Messa in S. Pietro domenica mattina. Gli si è avvicinato e gli ha chiesto: “Santità, quale è la sua forza, come posso diventare un buon sacerdote?” La sua risposta è pronta ed ha  mostrato il rosario che aveva in tasca: “Prega anche per me, il rosario è la nostra forza!” I giovani hanno accolto  l’invito di Papa Francesco a vivere la personale vocazione al servizio senza riserve, con gioia e con coraggio e fortificati nello spirito, tornano a casa  per poco tempo, perché hanno già pronti i bagagli per  la GMG di Rio de Janeiro, naturalmente con Papa Francesco!

Maria Luisa Coppola

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